Le parole in sala stampa allo stadio Olimpico dell’attaccante del Cagliari Leonardo Pavoletti dopo la sconfitta dei rossoblù per 2-0.
Sulla prossima contro il Lecce
“Pensare già al Lecce? No, questa non è una sconfitta indolore perché perdere non piace mai. Però oggi avevamo davanti una Roma davvero forte che non ci ha dato le nostre solite trame di gioco e non abbiamo avuto soluzioni alternative. Però ho visto una squadra che nonostante tutto è rimasta squadra fino all’ultimo, cattivi senza sfilacciarsi. Una sconfitta che però mi fa pensare bene per il futuro per la salvezza, a partire poi dalla compattezza che servirà per il Lecce. Io sto molto bene, io quest’anno son partito senza ritiro e non ero subito brillante ma ora sono in forma. Ho una routine Pavoletti ormai. In questo momento posso essere un’arma in più
Gli insegnamenti a Kiliçsoy
“Lo accompagno io ogni giorno al campo, mi sta insegnando l’inglese. Lui è un bravo ragazzo e gli ho fatto da fratello maggiore quando è arrivato e stava giocando bene. Son contento ora del suo successo, sta dimostrando quanto merita. Io ai giovani oltre alle parole voglio che passi la mia dedizione e come provo a migliorarmi anche a 38 anni, io provo a portarli dalla mia parte così. Nel calcio non ci sono segreti, più ti alleni e più fai bene. Voglio lasciare questo al Cagliari dato che saranno i miei ultimi mesi qui”.
Sulla stagione
“Devo fare almeno un gol? Lo spero tanto, questa settimana già ho sognato due volte che facevo gol. Vuol dire che con la testa ora ci sono. Mi sto allenando forte e voglio lasciare un segno anche quest’anno per concludere con un gol salvezza. Abbiamo una squadra giovane. Abbiamo già passato un periodo non facile, ma avevo ragione a inizio anno quando chiedevo fiducia. Pisacane è un tecnico in gamba e abbiamo una rosa forte ma che va aspettata. Le ultime vittorie non sono un caso. Siamo compatti e ora dobbiamo battere il Lecce, parliamoci chiaro. Oggi abbiamo perso ma siamo già pronti per fare bene in casa”.
Cosa mancò per fare bene al Napoli?
“Sono forse arrivato in un livello che pensavo troppo alto per me, quando ho capito che me la potevo giocare non ho trovato spazio. Dovevo arrivare più spavaldo forse. Magari con un gol che mi avrebbe sbloccato sarebbe stato tutto diverso. Poi me ne andai per giocare di più, Napoli resta una piazza bellissima però. La fortuna mi hanno portato al Cagliari ed era quello che mi meritavo e non ho nessun rimpianto. Cagliari è Cagliari e voglio chiudere quest’anno con entusiasmo, sarà l’anno più bello di tutti anche se gioco poco. Voglio essere quel contributo in più anche negli spogliatoi con l’esempio. A volte devi capire dove puoi determinare. E sono fiero di come la sto gestendo. Finirò qui al Cagliari con il sorriso, ora mi manca di festeggiare in casa nostra l’ennesima salvezza. Alla prossima saranno 250 in A alla prossima…”












