Le nostre valutazioni al termine della vittoria per 3-2 del Cagliari Primavera contro il Como, nella gara valida per l’ottava giornata del campionato di Primavera 1.
Kehayov 6,5 – Aveva qualcosa da farsi perdonare dopo la settimana scorsa e questa mattina risponde presente. È attento sulle conclusioni pericolose di Papaccioli e De Paula, mentre può poco sui due gol di De Paoli sugli sviluppi di altrettanti calci d’angolo. Una risposta più che positiva del portiere bulgaro.
Lo Verde 6,5 – Con il passare delle partite cresce anche il contributo in fase difensiva, inizialmente il punto debole delle sue prestazioni. Il Como insiste dalle sue parti, ma lui si fa rispettare, anche a costo di rinunciare a qualche sortita offensiva. Esce stremato, con una prova di grande sostanza alle spalle. (Dal 76’ Battaglini 6 – Entra con il piglio giusto e la voglia di dimostrare. Dalla sua parte non si fanno prigionieri: bada al sodo e tiene alta l’attenzione).
Balhaouan 7 – Prima da titolare in questo campionato e una domanda che sorge spontanea: come si è fatto a tenerlo fuori così a lungo? Dalle sue parti non passa nessuno. Con le buone o con le cattive, trova sempre il modo di sbrogliare la situazione, mettendo insieme forza, tempismo e una personalità che contagia il reparto. Una prestazione monumentale. Se avesse anche segnato sul pallone servito da Hamdaoua, avrebbe completato una mattinata da incorniciare.
Prettenhoffer 7 – Bentornato, Marton! Quanto ci eri mancato. L’ungherese si riprende il centro della difesa e lo fa con l’autorevolezza di chi sa esattamente dove stare e quando intervenire. Con Nuvoli squalificato e Doppio in panchina, il suo rientro pesa eccome: dà sicurezza al reparto e si impone nei duelli. Una prova di grande spessore, sporcata soltanto da qualche respinta da gestire meglio. Perché tra l’intervento risolutivo e l’harakiri, il confine può essere sottile.
Mawassa 6,5 – Un’altra prova di grande applicazione nel suo percorso di crescita. Sul centrodestra della difesa si muove con attenzione, confermando quanto di buono aveva mostrato contro il Monza e a Milano da braccetto. Prezioso per continuità e affidabilità.
Grandu 6 – Un passo dietro rispetto ai compagni, senza però uscire dalla partita. Da un suo errore nasce il corner del vantaggio firmato da De Paoli: una sbavatura che pesa sul giudizio. Con il passare dei minuti si rimette in carreggiata, offre ampiezza e lavora in buona sintonia con Balhaouan. Una prova sufficiente, alla quale manca qualcosa per accompagnare fino in fondo l’ottima mattinata del gruppo.
Tronci 7 – Non partiva titolare dalla goleada subita contro l’Inter. Si riprende il posto a centrocampo portando muscoli e geometrie a una mediana che ne ha bisogno. Nel finale alza il raggio d’azione e si prende anche la copertina: la sua prima rete stagionale arriva a chiudere un lunghissimo e involontario triangolo con Sugamele. Un ritorno che lascia il segno.
Akarakiri 6,5 – Nel primo tempo è tra i migliori del Cagliari: quando il pallone passa dai suoi piedi, può sempre nascere qualcosa di interessante per chi gli sta davanti. Nella ripresa perde un po’ di brillantezza, ma resta prezioso quando c’è da mettere il fisico nei contrasti. Caratteristiche che lo rendono unico in un centrocampo altrimenti tecnico e brevilineo come quello di Gallego. (Dal 65’ Piro 6 – Prezioso nell’azione del 3-1 di Tronci e attento quando il Como spinge nel finale. Porta gambe fresche e ossigeno a una squadra che ne ha bisogno).
Goryanov 6 – Come Grandu, resta leggermente sotto il livello dei compagni. La lampadina si accende a intermittenza e non illumina abbastanza la manovra rossoblù. Da un suo corner nasce una buona occasione per Prettenhoffer, ma gli spunti capaci di lasciare il segno sono pochi. Non una prova negativa, ma da lui ci si aspetta più incisività. (Dall’87’ Piredda sv – Debutto in Primavera per il classe 2009: pochi minuti, freschezza ed emozione nel finale).
Sugamele 7 – Se segna Sugamele, il Cagliari vince: sarà una coincidenza, ma fin qui i numeri raccontano questo. Il 10 rossoblù ritrova il gol dopo cinquanta giorni, gli stessi trascorsi dall’ultimo successo della squadra. Ma fermarsi alla rete significherebbe raccontare soltanto una parte della sua partita. Viaggia a un’altra velocità, di gambe e di pensiero: quando accelera, per chi deve contenerlo sono dolori. Una prestazione da trascinatore, con la sensazione che ogni pallone tra i suoi piedi possa diventare quello buono. Ritrovarlo così è una delle notizie migliori per Gallego. (Dall’87’ Cardu sv – Il tempo di dare una mano a Hamdaoua nel tenere il pallone lontano dalla porta di Kehayov).
Costa 7 – Secondo gol consecutivo tra le mura amiche, questa volta con una giocata da attaccante vero, degna del numero 9 che indossa. Ma nella sua partita c’è molto altro: lotta, si sacrifica e ripiega con una generosità che non può sfuggire a Gallego. In certi recuperi difensivi ricorda, con le dovute proporzioni, un giovanissimo Mario Mandzukic. Tra i migliori della mattinata rossoblù. (Dal 65’ Hamdaoua 6 – Entra con la canotta da bisticcio, poi mette la sua esuberanza al servizio della squadra: protegge palloni preziosi e tiene alto il baricentro nel momento del bisogno. Sul contropiede in cui serve Balhaouan, forse, avrebbe potuto concedersi un pizzico di egoismo in più).
Allenatore: Gallego 6,5 – Senza quei due gol subiti da calcio d’angolo, il giudizio sul suo Cagliari sarebbe ancora più brillante. Ritrova la vittoria con una prestazione caparbia, nella quale la squadra dimostra anche di saper reggere la pressione quando il Como torna a farsi sotto. Funzionano le scelte: Balhaouan è monumentale, Prettenhoffer restituisce solidità alla difesa e Tronci ripaga la fiducia con una prova impreziosita dal gol. Davanti, Sugamele torna a trascinare e Costa conferma la sua crescita. Abbastanza per archiviare Milano come un semplice incidente di percorso? Meglio aspettare altre conferme, ma la risposta è di quelle convincenti. Resta da registrare qualcosa sulle palle inattive. Anzi, più di qualcosa.






















