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Il Rebound Street 2026 chiude con numeri da record

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105 squadre, quasi 400 atleti, oltre 200 partite: Rebound Street conferma Cagliari  come capitale della street culture, urban sport e del basket 3×3. Si è conclusa con un successo oltre ogni aspettativa la sesta edizione di Rebound Street, il movimento e festival dedicato allo streetball, agli urban sport, alla cultura urbana e all’inclusione sociale che per due giorni ha trasformato l’area del Palazzetto dello Sport di Cagliari in un grande playground a cielo aperto. L’edizione 2026 ha fatto registrare i numeri più importanti nella storia della manifestazione.

I numeri di Rebound 2026 per il basket 3X3
* 105 squadre partecipanti
* 394 giocatori e giocatrici
* 215 partite disputate
* 2.150 minuti di basket giocato
* 7 campi attivi in contemporanea
* 2 giornate di eventi

Numeri che raccontano soltanto una parte di quello che è successo. Per due giorni Rebound ha riunito bambini, ragazzi, famiglie, atleti, volontari, arbitri federali, ufficiali di campo, performer hip hop ,artisti,musicisti e associazioni, trasformando lo sport in uno spazio di incontro e partecipazione. Accanto ai tornei 3×3 si sono svolte attività dedicate alla cultura urbana, alle performance
artistiche, ai progetti sociali, confermando la vocazione multidisciplinare che negli anni ha reso Rebound un evento unico nel panorama regionale. Tra le principali novità di questa edizione il progetto Rebound for Life, realizzato insieme all’Associazione Adesso Basta ODV e a NEPO per promuovere la sicurezza stradale attraverso lo sport, e la collaborazione con INDIGOS, che ha coinvolto quattro artisti di rilievo nazionale nella personalizzazione di palloni da basket successivamente destinati a un’asta benefica a favore dell’associazione InSieme Si Può ODV, impegnata nel sostegno alle persone affette da SLA.
Grande attenzione è stata dedicata anche all’inclusione con le associazioni Codice Segreto e MilleSport e con la partecipazione di numerose realtà del territorio che operano quotidianamente nel sociale. L’evento è stato reso possibile grazie alla collaborazione di istituzioni, federazioni sportive, sponsor, partner culturali e sociali e a una rete di decine di volontari che hanno lavorato per
mesi alla realizzazione della manifestazione. L’organizzazione desidera ringraziare il Comune di Cagliari, Sport e Salute, EISI, FIP Sardegna, FISB Sardegna, tutti i partner, gli sponsor, gli arbitri, gli ufficiali di campo, gli artisti, le associazioni coinvolte, lo staff organizzativo e tutte le persone che hanno contribuito alla crescita di Rebound.

Le parole di Roberto Pintor fondatore Rebound : “Quando abbiamo immaginato Rebound non volevamo organizzare un torneo di basket o solo un evento ma molto di più. Rebound è un laboratorio di cittadinanza attiva, un progetto sportivo, culturale e sociale che vuole lasciare qualcosa di concreto sul territorio.” In questi due giorni abbiamo visto ragazze e ragazzi conoscersi attraverso lo sport, famiglie vivere gli spazi della città, artisti trasformare un pallone in un’opera d’arte, associazioni raccontare progetti importanti e tante persone sentirsi parte della stessa comunità. È questa la vittoria più grande. Rebound è un movimento che cresce ogni anno, ma quello che ci rende davvero orgogliosi è vedere crescere il senso di appartenenza che si crea intorno a
questo progetto. Per questo voglio ringraziare di cuore il nostro straordinario team Rebound, tutti i volontari, i partner, gli sponsor, le istituzioni e chiunque abbia creduto in questa visione. Senza di loro tutto questo non sarebbe stato possibile. E questo, per noi, è soltanto un altro punto di partenza.

 

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