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Hockey su Prato | Amsicora, Stagno: “Con la Lorenzoni è il nostro Superclásico, l’obiettivo è vincere”

La squadra dell'Amsicora dopo la vittoria in Supercoppa nella stagione 2025-2026 | Foto Fih
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Primo appuntamento ufficiale della stagione e subito un trofeo in palio per l’Amsicora. Sabato le campionesse d’Italia affronteranno la Lorenzoni nella Supercoppa italiana, con l’obiettivo di iniziare la nuova annata così come avevano chiuso la precedente: vincendo. Alla vigilia della sfida, la capitana Giulia Stagno ha parlato ai nostri microfoni del momento della squadra, delle ambizioni per la nuova stagione e degli obiettivi delle cagliaritane.

Sabato c’è subito la Supercoppa: come arrivate a questo primo appuntamento della stagione?
“Intanto è particolare che la Supercoppa sia così distante dalla fine dello scorso campionato. In passato veniva disputata a fine stagione e, secondo me, aveva più senso perché la squadra era la stessa. Ora che si gioca a settembre è diverso: ci sono stati dei ricambi, alcune ragazze sono andate via e altre sono appena arrivate. Diventa quindi anche una partita in cui provare la nuova squadra e la difficoltà sta proprio in questo. Due anni fa l’abbiamo vinta a luglio, con la stessa squadra che aveva appena conquistato il campionato. Non siamo professioniste, quindi non ci alleniamo senza mai fermarci, ma abbiamo anche dei momenti di riposo”.

Affronterete ancora la Lorenzoni, come un anno fa. Che partita ti aspetti?
“Per noi è come un “Superclásico”. Loro sono fortissime e ogni anno nascono delle partite bellissime. Ormai è il terzo anno di fila che le affrontiamo in Supercoppa. Anche loro avranno avuto alcuni ricambi, con l’inserimento di qualche ragazza straniera, quindi ci sono delle incognite. Allo stesso tempo ci sono giocatrici che conosciamo già, così come loro conoscono me e altre ragazze che sono all’Amsicora da tanto tempo. Ci divertiremo sicuramente, ma l’obiettivo rimane sempre quello di vincere”.

Che Amsicora sta nascendo in questa stagione?
“È un’Amsicora molto nuova. Ci sono ragazze che sono andate a studiare fuori, qualcuna ha smesso e qualche straniera ha deciso di andare a giocare altrove. Abbiamo nuove giocatrici straniere e arriverà il momento anche per alcune giovani che erano già in squadra l’anno scorso e che nelle scorse stagioni hanno giocato meno, ma che quest’anno cercheranno di trovare maggiore spazio. Tra queste Elena Mucelli e Lucrezia Melis, che sono state convocate con la Nazionale Under 21 e hanno sicuramente meritato la possibilità di giocare qualche minuto in più”.

Da capitana e leader della squadra, cosa chiedi alle nuove arrivate? Hai già avuto modo di parlarci?
“Spero che possano dare un esempio e portare anche qualcosa di nuovo. Arrivando da Lituania, Ucraina e Argentina hanno modi diversi di giocare, quindi sarà interessante, anche in allenamento, assorbire quello che una compagna è in grado di fare di nuovo e di diverso rispetto a ciò a cui siamo abituate. Ci conosciamo ancora da poco, quindi dovrò fare loro un bel discorso prepartita. Vorrei trasmettere che noi vogliamo vincere divertendoci, evitando gli individualismi e facendo in modo che i nostri punti di forza possano aiutare le altre per arrivare alla vittoria. Sono anni in cui abbiamo vinto tanto ed è difficile ricominciare, perché chiaramente tutti ci vedono come la squadra da battere. Guardo però anche il lato positivo: così siamo sempre motivate a dare il massimo e a dimostrare che hai vinto non perché qualcuno te lo ha regalato, ma perché lo hai meritato”.

Quindi, nonostante le vittorie, la motivazione si trova sempre?
“Assolutamente sì. Oltre alla vittoria sul campo ci sono anche altri obiettivi: far giocare le più giovani, farle crescere e dare loro spazio. E questo si può fare anche mentre si vince. Ce l’abbiamo fatta in questi anni e non vedo perché non dovremmo provare a riuscirci di nuovo. Ovviamente non è una tragedia se non vinciamo, si impara anche da quello. Nell’indoor l’anno scorso siamo arrivate seconde. Riprendersi è stato un po’ tosto, però poi ci siamo rifatte pienamente vincendo il campionato su prato”

Hai citato l’indoor. Siete una delle realtà più importanti dell’hockey femminile italiano, ma avete lanciato una raccolta fondi per riuscire a portare avanti anche questa attività. Quanto è importante per voi proseguire questo percorso?
“Purtroppo, per quanto riguarda i fondi regionali, l’Amsicora riceve diversi rimborsi per il prato, mentre per l’indoor quasi niente. Ci sono state alcune complicazioni e la squadra ha meno risorse rispetto agli scorsi anni, buona parte delle quali sono destinate al prato, trattandosi della disciplina più importante. Questo ha portato le prime squadre a prendere una decisione: quella maschile ha scelto di ritirarsi dal campionato indoor. Loro non erano ancora arrivati in Élite, ma stavano salendo. Noi invece siamo arrivate nella categoria più alta, riuscendo anche a vincere due anni fa, e abbiamo voluto provare a mantenerla. Abbiamo cercato degli sponsor e avviato la raccolta fondi. Sta andando benino, non ancora benissimo. Deve ancora uscire il calendario e speriamo di avere la prima data a Cagliari, così da poter far vedere alla città cosa significa disputare un concentramento indoor. Ci sono tante partite in due giorni e sarebbe un grande aiuto per noi, che ogni volta dobbiamo prendere l’aereo, al contrario delle altre squadre che, essendo quasi tutte del Nord, possono spostarsi in treno o in auto e hanno spese inferiori. Speriamo quindi che questa raccolta fondi possa aiutarci. C’è qualcuno che può pensare che, essendo nella categoria più alta, abbiamo dei comfort, ma in realtà non è così. È una nuova sfida e ci proviamo con tutte le nostre forze”.

Tirando le somme, quali sono gli obiettivi di questa stagione?
“Mentirei se dicessi che non vogliamo vincere, perché quando si fa sport l’obiettivo è sempre quello. Adesso vediamo come andrà la Supercoppa. Già da questo mese comincerà il campionato, quindi non c’è molto tempo per capire come trovarci: dobbiamo compattarci subito come gruppo, senza tempo da perdere. Per l’indoor l’obiettivo principale è riuscire a partecipare. Il secondo invece, con le ragazze ci siamo guardate e abbiamo capito che, se giocheremo, vorremo vincere. Per il resto ci divertiremo e faremo ciò che ci piace di più”.

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