Le parole ai nostri microfoni di Fabio Aru, ex ciclista professionista e vincitore della Vuelta a España 2015, a margine della presentazione del Giro di Sardegna 2026.Â
Quanto avrebbe voluto correre il Cavaliere dei Quattro Muori questo Giro di Sardegna?
“Domanda giusta, sicuramente è un po’ la pecca della mia carriera non essere mai riuscito a correre in Sardegna da professionista. Purtroppo è andata così per varie vicissitudini, infortuni e robe varie, l’ho accettato perché le cose si devono accettare, mi sarebbe piaciuto. Sicuramente sarà l’occasione per far vedere e far valorizzare ancora di più quella che è la nostra terra, che è una terra molto adatta al ciclismo, allo sport, soprattutto anche i mesi come febbraio che sono magari un po’ più tranquilli dal punto di vista turistico; può essere sicuramente una bella promozione per il territorio, quindi un grande in bocca al lupo da parte mia e un complimento a tutta l’organizzazione, a chi ha messo tanto impegno in questo”.
Andando un po’ sull’aspetto tecnico, sono cinque tappe con diverse difficoltà , non c’è magari la difficoltà altimetrica difficilissima, ma sono tutte frazioni incerte
“La Sardegna è dura, nel senso che pedalando sono dei percorsi non dolomitici ma con dei continui su e giù, ho visto delle tappe con quasi 3.000 metri di dislivello e posso confermare che 3.000 metri di dislivello in Sardegna valgono quasi più che un 4.000 fatto in salite lunghe come nei passi dolomitici. Quindi sarà un percorso per quella parte di stagione molto impegnativo che sarà sicuramente perfetto per preparare i prossimi obiettivi dell’anno”.
La Sardegna potrebbe candidarsi anche come sede di ritiri delle squadre più importanti come la Spagna?
“Assolutamente sì, come si parlava in conferenza stampa c’è bisogno di un leggero cambio di mentalità da parte delle strutture alberghiere, un’apertura a tenere aperte le strutture anche in dei mesi dell’anno dove non si è abituati, ma se si vuole fare uno step up da questo punto di vista bisogna fare dei sacrifici, quindi anche gli albergatori dovrebbero farlo e dovranno farlo”.
Ultimissima domanda sulla Fabio Aru Academy, come è andata quest’ultimo anno? Questo evento può essere anche un volano per far appassionare tanti altri giovani?
“Assolutamente, i miei ragazzi saranno sicuramente a bordo strada a vedere sicuramente le tappe che passeranno vicino alla nostra zona di Villacidro, ma mi auguro anche altre tappe perché è un bello stimolo per dei ragazzini giovani poter ammirare e vedere la vicina ai professionisti”.













