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Ex Cagliari, Ranieri: “L’avventura con l’Italia il coronamento della mia carriera”

Claudio Ranieri durante Roma-Cagliari | Foto Valerio Spano
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Le parole dell’ex allenatore del Cagliari, nonché nuovo presidente del Club Italia e Direttore Tecnico della Nazionale Claudio Ranieri, in occasione della conferenza stampa di presentazione nel suo nuovo incarico con l’Italia, insieme al neo CT Roberto Mancini, tenutasi presso la sede della FIGC. Di seguito un estratto delle sue dichiarazioni.

Sul nuovo ruolo di direttore tecnico
“Questo è il coronamento della mia carriera, ero incredulo quando ho visto la chiamata di Malagò. Non ho nessuna voglia di rivalsa rispetto al mio addio alla Roma, voglio che i tifosi riprendano ad appassionarsi all’Italia”.

Primi passi
“Per prima cosa voglio capire bene è strutturato il tutto. Giocare a calcio costa troppo, alcune famiglie non possono permetterselo e questo non va bene. Una delle difficoltà sta nel passaggio dall’Under 21 al calcio dei grandi. Ritengo necessario consentire e permettere ai giovani di giocare a pallone. Devo capire come fare per far abbassare il costo della retta nelle società, a ora non so quanto costa, datemi il tempo di controllare le carte e vedrò cosa si può fare. Ci sono tanti bambini che giocano a pallone, io voglio abbassare il costo per praticare questo sport. Nei settori giovanili bisognerà puntare sulla tecnica individuale e io cercherò di provvedere a far si che questo accada”.

Giovani
“Ci sono tanti giovani che meriterebbero di giocare con continuità nelle prime squadre. Adesso ci sono squadre che sono piene di stranieri, un tempo non era così, ma dobbiamo mettere in condizione il ct di scegliere. A qualsiasi livello gli allenatori devono vincere, quindi non posso dire chi far giocare, ma auspico che tutte le componenti e i presidenti dei vari club, dalla Serie A alla Serie B, possano far giocare più calciatori italiani”.

Sul no alla Nazionale
“Ogni volta che ho deciso con il cuore non mi sono pentito. Avevo un contratto con la Roma, la mia squadra del cuore, non potevo interromperlo. Perché ci sarebbe stati notevoli conflitti di interesse. Ho preferito a malincuore, perché poteva essere una chiusura meravigliosa della mia carriera, declinare”. 

Consiglio per Roberto Mancini
Sono stato allenatore fino a due anni fa, se Roberto volesse chiedermi qualcosa dirò la mia, altrimenti rimarrò al mio posto che ho tante altre cose di cui occuparmi in questo nuovo ruolo”. 

Sull’amore per la Nazionale
I nostri giocatori hanno un notevole senso di appartenenza. Quando i risultati non arrivano tutto sembra negativo, poi con il gioco di Roberto Mancini tutti son convinto che si divertiranno. Non credo ci sia la necessità di far innamorare nuovamente i giocatori alla maglia della Nazionale. Penso che lo siano già, anche perché i risultati hanno lasciato l’amaro in bocca e tristezza, ma questo non vuol dire che non si ami questa maglia”. 

Riforme
Sicuramente chiederò aiuto a tutti, perché credo che l’Italia sia nell’interesse di tutti. Vedremo come e chi ci potrà aiutare, chi potrà permettere a Mancini di poter scegliere il maggior numero di giocatori validi che possano giocare nel campionato italiano. Ne va della nostra italianità, non possiamo andare avanti così”.

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