In occasione della serata conclusiva dell’evento “Ideario Sport – Festival del libro sportivo” in cui si è tenuta la presentazione del libro “Claudio Ranieri in rossoblù: le cinque stagioni del Re Mida” (GIA Editrice), scritto dai giornalisti Bruno Corda e Luca Granella, l’ospite principale è stato proprio Claudio Ranieri che si è soffermato per rispondere alle domande dei giornalisti. Di seguito le sue dichiarazioni.
Riconoscimento
“Cagliari per me è qualcosa di speciale, sono contento di questa onorificenza che mi è stata conferita. Domani sarò a Palazzo Bacaredda perché mi faranno cittadino onorario. Sono veramente felice e orgoglioso di ricevere questi riconoscimenti”.
Rapporto con Cagliari
“Ho portato me stesso in queste esperienze a Cagliari, una persona schiva, riservata. Un po’ come i sardi. Forse per questo ci siamo presi subito, mi sono sentito loro portavoce. Questo mi riempie il cuore di orgoglio. Se non ci fossero stati Tonino Orrù e Carmine Longo, non sarebbe esistita la mia carriera, devo fare loro un grande ringraziamento”.
Su Pisacane
“L’ho visto bene, in particolare nei momenti difficili. Non ha mai perso la tramontana, è sempre stato deciso. Ha fatto una grandissima partenza, poi ci stanno i momenti no ed è lì che si vede l’allenatore. Lui non ha mai traballato, ha sempre tenuto la barra dritta. Cosa ancor più importante è che i giocatori lo hanno seguito e questo vuol dire che ha lavorato bene con loro. Sul progetto giovani del Cagliari? Ottimo, queste squadre devono lavorare con i giovani e loro con tutti. Sennò il selezionatore della Nazionale non ha giocatori da scegliere”.
Sul momento migliore a Cagliari
“Della prima era è sicuramente quando sono arrivato, tutte le sensazioni provate. Poi quello che è successo a Bari è qualcosa che va oltre ogni più rosea aspettativa, non ci aspettavamo di fare quella cavalcata. Quella sera al San Nicola è stata una grandissima soddisfazione. Spero di aver ricambiato tutto l’amore che ho ricevuto, di averlo ripagato con il mio modo di essere. Con lealtà, umiltà e lavorando cercando di portare il Cagliari nel cuore di tutti i tifosi”.
Nazionale
“Se dovessero richiamarmi per la Nazionale? Io in precedenza ho detto di no perché in quel momento ero impegnato con la Roma e non potevo accettare due lavori che sarebbero stati difficili da portare avanti. Però ora sono libero…”.

















