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Esposito: “Cagliari, ora voglio essere un leader. Pisacane? All’inizio ci fu uno scontro”

Sebastiano Esposito durante l'amichevole Cagliari-Sampdoria | Foto: Valerio Spano
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Lunga intervista a Sebastiano Esposito sulle colonne de La Gazzetta dello Sport: vi riportiamo alcune dichiarazioni del numero 94 del Cagliari.

Sul Cagliari
“Mi sto trovando bene.  È una piazza calda, come piace a me con una tifoseria che nel nostro stadio ci spinge molto. C’è un popolo intero dietro. II Cagliari è una Nazionale. Io non amo la
comfort zone. Ricerco le sfide. E Cagliari, venendo dall’Inter, era la più difficile. C’è un gruppo sano che ha voglia di lavorare. Sarà tosta, perché arrivare è facile, confermarsi è difficile. I gol? Non seguo le statistiche e non mi pongo obiettivi. E non sono neppure uno che cerca di segnare a ogni costo. Se devo dire una cosa che ho in testa e che voglio salvarmi”.

Su Pisacane
“Ci parliamo in napoletano. Ora va benissimo. Ha equilibrio ed è bravo nella gestione di spogliatoio e situazioni. Ma tutto è cominciato con uno scontro. In Verona-Cagliari mi fece riscaldare senza poi farmi entrare. Poi ci fu un diverbio. Allora sono andato nel suo stanzino a chiedergli spiegazioni. Ci siamo confrontati. È uno schietto, vero. Ci siamo capiti e adesso è un bel rapporto”.

Leader
“Dopo un colloquio con la società ho chiesto di essere più responsabilizzato nel ruolo. Di essere leader. Come Deiola, Caprile. Mi piace, aiutare i giovani e bacchettarli anche perché, pur avendo solo 24 anni, qualche partita ce l’ho nel curriculum”.

Sull’omaggio dei tifosi della Sampdoria
“Non sapevo nulla, è stata un’emozione. Ho lasciato il cuore a Genova, la mia ragazza è di lì. Si è visto che i calciatori sono anche esseri umani”.

 

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