Lunga intervista del presidente della Dinamo Sassari Stefano Sardara che ha parlato del momento difficile dei biancoblù sulle colonne de La Nuova Sardegna: di seguito un estratto delle sue dichiarazioni.
Momento
Direi di si, non ci siamo mai in questa condizione. Che si sarebbe tranquillamente potuta evitare con una vittoria che di fatto ci avrebbe lasciato aperto uno spiraglio playoff. e invece ora il combinato tra quanto accaduto in campo. che è la cosa più importante, la classifica e il calendario non ci fanno stare sereni. Se guardiamo freddamente il calendario abbiamo sempre +4 su Treviso. che in caso di parità diventa -2. ma in lizza c’è anche Cantù che potrebbe farli diventare nuovamente 4. Insomma la situazione non sarebbe poi così drammatica, se non fosse che la paura a fine partita è il malessere più brutto che una squadra possa avere”.
Preoccupazioni
“Sarei un irresponsabile se non fossi preoccupato. Ora non puoi dire: ci manca un giocatore, vai al mercato e lo prendi, ha un ruolo scoperto e lo copri. cosa che abbiamo fatto, magari commettendo tutti gli errori di questo mondo. Ma alla fine la squadra è cambiata, ha tenuto fino all’ultimo secondo con Reggio, che poi è andata ad asfaltare Bologna e a battere Venezia. La Dinamo è risalita dal -25 al -8 con Milano al Forum, insomma è una squadra che il talento ce l’ha e l’ha mostrato anche con Treviso,
solo che arrivati alla fine… Questa è una squadra costruita per stare nella parte medio alta della classifica. cioè aspirare a fare i playoff, non a salvarsi. E quindi non è fatta di giocatori sporchi e cattivi. nel senso sportivo del termine, che sanno navigare nelle acque tempestose, sono abituati”.
Rimediare
“Veljko Mrsic ha un ottimo rapporto con i giocatori, lui è un ottimo allenatore, abbiamo cambiato prendendo uno tra i migliori del mercato; il clima all’interno è ottimo. i giocatori sono in perfetta relazione tra loro. Mosse? Innanzitutto stando tutti uniti e concentrati addosso alla squadra, mettergli la giusta pressione, perché anche la pressione eccessiva e sbagliata e serve a poco, però come ha detto giustamente Veljko, bisogna far capire il peso di ogni partita. Le dico una cosa che normalmente non dovrei rivelare, ma rende l’idea di ciò di cui stiamo parlando: i giocatori a fine partita nello spogliatoio su domanda precisa hanno firmato un documento nel quale hanno confermato all’allenatore che sono tutti pronti al 110%. E tutti hanno firmato”.
Pubblico
“Mancano cinque partite, in questo momento l’unica cosa che possiamo fare è stare sul pezzo tutti, fare quadrato attorno alla squadra. Che ha bucato la partita più importante della stagione, però non è stata l’unica a bucarla. Non voglio fare alcuna polemica, anzi, il
pubblico ci è sempre stato vicino, ma per una gara del genere mi aspettavo un palazzetto stracolmo e non l’ho visto. Lungi da me dare qualche colpa ai tifosi, però un tempo quando giocavi l’ultima palla a Sassari faticavi a sentire l’arbitro, l’avversario si sentiva addosso tutto il palazzetto. Domenica sentivi le scarpette sul parquet. Dobbiamo prendere atto che l’interesse rispetto alla palla a spicchi forse è cambiato, for-se abbiamo vinto troppo velocemente, forse ci siamo abituati troppo bene. Forse ci siamo dimenticati il nostro Dna e quello che siamo. E che il panorama è cambiato. colmare il gap con le big ora è sempre pili difficile e noi lo possiamo compensare soltanto se ci mettiamo del nostro con la parte empatica”.
Singoli
“Chi mi ha deluso di più? Rashawn Thomas, senza margini di dubbio. Perché è il giocatore più costoso della squadra e sta mancando di impegno. sta mancando di incisività. Non sta esercitando il suo ruolo di capitano, perché uno che viene e prende il quinto fallo e poi si fa dare anche il tecnico perché si mette a urlare, non è un capitano. Gli altri? Presi uno per uno, non posso dire niente a nessuno. Gli italiani ci mettono l’anima dal primo all’ultimo. Buie ha steccato la partita, però spesso ha fatto pentole e coperchi. Macon, idem. Marshall, poveretto, è stato fuori tre mesi. Con Treviso è stato l’Mvp della Dinamo. McGlynn non è esattamente Cooley, ma ha una carica incredibile. Mrsic? Se c’è una preoccupazione che non ho, è quella dell’allenatore. É una persona che ci mette l’anima. ha competenza, è seguito dai giocatori, ha talento. Purtroppo non va in campo”.















