Il direttore sportivo della Dinamo Sassari Paolo Citrini è stato ospite nella prima puntata della nuova stagione di Buongiorno131: vi riportiamo alcune dichiarazioni del diesse biancoblù.
Obiettivo
“I risultati rappresentano un vantaggio nel portare i tifosi nel palazzetto, oggi in A1 ci vogliono budget importanti, se poi aggiungiamo la questione NBA Europe, navigare in A1 sarebbe stato un compito arduo. In A2 ci vuole costanza, è un campionato lunghissimo, la competitività può aiutare a tornare a essere protagonisti ma può essere anche un volano in senso negativo ed essere un frisbee che torna indietro. Abbiamo aperto gli allenamenti al pubblico, ieri ho visto più di cento persone al palazzetto per un allenamento e non le vedevo da anni. Giocheremo a Sassari in preseason e toccheremo altre piazze della Sardegna: i tifosi hanno sempre amato la Dinamo, ma dobbiamo ritrovare il fatto che si ritrovino nei giocatori che rappresentano la Dinamo. Il fatto di avere un gruppo italiano importante e un allenatore con talento può essere un mix importante, ma ci sono almeno 10-12 squadre che puntano al grande obiettivo. Sarà una maratona da affrontare con il massimo della costanza e senza presunzione”.
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Costruzione
“Il campionato di A2 ha piazze blasonate e caldissime, va affrontato con serietà. Vogliamo tornare ad avere identità e con lo spirito della Dinamo, con giocatori come Monaldi e Brooks, con Jeff che può essere trascinante e Michele Vitali che è un giocatore pazzesco per la A2. Abbiamo cercato di costruire una squadra quadrata ed equilibrata, che abbia il senso del peso del possesso. Bisogna costruire, creare la chimica, nello sport moderno la gestione umana è sempre più importante per una stagione positiva e non negativa come l’anno scorso alla Dinamo, con dei casi individuali che hanno poi influito negativamente nel gruppo”.
Il coach
“Da lui mi aspetto idee, innovazione e capacità di comunicazione, era un giocatore di grande personalità in campo e sa entrare nella testa dei giocatori. Secondo me, e lo dico ora, avrà una grande carriera di allenatore, lo paragono a Poeta. Sa toccare le corde giuste e ha delle idee di gestione e gioco molto interessanti”.
Sulla presidenza
“Ho visto il presidente provato negli ultimi mesi, non ha potuto seguire molto a causa del suo lavoro in una fase delicata della scorsa stagione. Ieri era presente all’allenamento, può essere un fattore in più con il suo carisma stare vicino ai suoi giocatori. Ci sono state troppe critiche, Stefano ha preso 16 anni fa una società che stava per cambiare regione e città e oggi dopo 16 anni l’ha trasformata in un’azienda sana, con un’identità e riconosciuta in tutta Italia. Ora riparte la scalata, sono convinto che lui sia motivato a dimostrare che sia ancora competitivo e riportare orgoglio nel popolo sardo per quello visto negli ultimi quindici anni”.
























