Le prime parole di Francesco Loi, tecnico della Cos, durante la preparazione a Bari Sardo. L’allenatore sottolinea la voglia di crescere del club ripartendo da una nuova casa. In seguito le dichiarazioni
Prime impressioni da Barisardo
“Le impressioni sono che stiamo costruendo la casa (ride ndr) perché la casa è ancora in fase di ampliamento. La cosa buona è che l’impianto è stato omologato dalla Lega Nazionale Dilettanti, non ha la deroga quindi è un impianto sul quale potremo programmare per diversi anni. Ovviamente necessita di essere portato al livello di un campionato importante come la Serie D, dove tutte le strutture accessorie sono fondamentali. Stiamo lavorando già da mesi e che ci servirà almeno un mese e mezzo per farlo diventare quella che poi sarà veramente la nostra casa, e quello che sarà forse un’ulteriore nuovo inizio. Cambiare di sede ti crea sempre un certo entusiasmo, anche la voglia di dimostrare, degli stimoli nuovi, un nuovo modo di approcciarti con persone diverse. Però in tutto questo è corretto dire che siamo stati benissimo a Tertenia dove siamo stati accolti molto bene. Questo progetto è nato a Tertenia il primo anno e abbiamo fatto quattro anni importanti. Questa è solo la prosecuzione di quelli che erano i concetti basilari del progetto, che una squadra non legata a doppio filo a un paese, ma un territorio, quindi anche questo significa essere abbastanza itineranti. E anche in quello abbiamo mantenuto quello che erano le promesse iniziali”.
Da dove si riparte quest’anno?
“L’anno scorso è stato un nuovo inizio perché si è partiti da retrocessi, invece, si è fatto il campionato che ormai facciamo da otto anni consecutivi, quindi quello che è diventato il nostro habitat naturale. È ovvio che in questi otto anni abbiamo seguito un percorso importante sia a livello strutturale come società, sia a livello tecnico, dove poi arrivati a un certo punto, come succede nel calcio, si arriva al momento in cui dei cicli finiscono e ne iniziano di nuovi. Noi l’anno scorso abbiamo iniziato una fase di rinnovamento e ringiovanimento della squadra che ha interessato più o meno la metà della rosa. Quest’anno abbiamo completato con un altro quarto. Diciamo che il triennio dell’anno prossimo è quello che teoricamente dovrebbe portarci ad abbassare la media dell’età della squadra a livelli molto importanti, con giocatori comunque freschi con volti nuovi. In tutto questo però c’è sempre stato un filo conduttore c’è anche in questo momento di giocatori rappresentativi che conoscono molto bene il nostro progetto, conoscono molto bene personalmente quelle che sono le qualità umane, calcistiche, tecniche e di questo gruppo e si è poi continuato nel fare lo stesso lavoro anche sul discorso staff, dove anche quest’anno abbiamo implementato con figure importanti. C’è stato il ritorno di Maurizio Floris in nuova veste tecnica. Maurizio è un uomo squadra perché ha fatto 13 anni con noi, quindi è uno che ha le chiavi di casa ed è un ragazzo molto preparato. E poi come avevamo detto questo progetto nasceva per creare i calciatori o cercare di migliorarli il più possibile e cercare di fare lo stesso lavoro con i tecnici. Quindi anche dal discorso settore giovanile abbiamo portato una figura tecnica in prima squadra che è quella di Walter Pechia, che è un ragazzo con tutti i titoli per poter far bene, che si è integrato subito con lo staff che è stato completato in blocco e composto prevalentemente da ragazzi molto giovani, ambiziosi, oltre alle figure storiche come Antonio Carta, il direttore tecnico che è con me da non ricordo più da quanti anni, sedici o diciassette. L’anno scorso ci sono state tante figure nuove, a partire dal campo a finire con quello che è il contorno con addetto stampa Farinola. Abbiamo a che vedere sempre con persone che arrivano comunque da una formazione tecnica perché poi lavorano anche sul campo nel settore giovanile quindi tutte persone legate a questo mondo in modo importante. Anche in squadra abbiamo visto già tante facce nuove ma anche tante facce “vecchie”. È la la testimonianza della bontà del lavoro che è stato fatto in questi anni anche con il settore giovanile. Tanti ragazzi del territorio che finalmente dopo magari, in altre situazioni, tante promesse, qui possono trovare effettivamente uno sbocco per questo tipo di carriera”.
Il lavoro sui giovani
“Il paradosso vero che i nostri 2008 che sono al primo anno da under ad esempio, suona strano perché sono già tre anni in prima squadra. L’altro paradosso è che noi quest’anno inizieremo a lavorare con i 2011, 2010 e 2009 che sono ragazzi non prontissimi per la categoria ma che faranno un percorso di crescita che li porterà poi a ricoprire un po’ il percorso che ha fatto ad esempio uno come Cabiddu che è arrivato qua quattro anni fa da una squadra di seconda categoria, si è costruito pian piano ogni anno migliorando e nonostante sia un 2005 che in teoria sono quelli che vengono un po’ segati dalla categoria perché sono la prima uscita dagli under, si è guadagnato una riconferma da Over ed evidentemente il lavoro che ha fatto nel triennio da Under ha portato i suoi frutti e ha costruito un giocatore che, per quelle che sono le nostre peculiarità, è importante”.
Qualche indicazione sui nuovi? Martins? O’ Neill?
“Questa società nasce per dare opportunità, quindi anche quest’anno se andiamo a leggere quello che è stato il nostro mercato, abbiamo cercato di prendere quelli che per noi erano gli elementi più importanti del campionato di eccellenza. Quindi dare la possibilità ai giocatori che facciamo l’Eccellenza di fare un rimbalzo importante in una categoria diversa che non è mai né facile né scontato. Perché una volta che si scende di categoria puoi recuperare la categoria sempre molto difficile. Quindi gli inserimenti di Martins, l’inserimento di Dimitrijevic e Ponzo sono fatti su quell’ottica e parliamo comunque di un 2003 e un 2004, quindi tutti i ragazzi che ricoprono un po’ quello che è la nuova linea societaria. Martins non è più un ragazzino. Lui con Carciolli sono stati presi per colmare quel vuoto che l’anno scorso avevamo in rosa di una prima punta, però allo stesso tempo sono stati confermati Nurchi e Demarcus, che sono dei giocatori che hanno fatto molto bene lo scorso anno. A livello realizzativo nella nostra squadra sono quelli che hanno prodotto di più. È stata tenuta una base di impostazione con le riconferme di Feola, Murgia e Demontis. E poi sono stati premiati quei giovani che sono arrivati l’anno scorso che hanno dimostrato di poter fare molto bene la categoria come Rossi e Intinacelli. I nuovi hanno una possibilità di fare un campionato che è difficile e che rispetto a quello che facevano l’anno scorso è un altro sport, che nella realtà come la nostra è sempre più complicato rispetto ad altri. Sono molto contento di questo gruppo perché anche negli under dove ci sono tantissime scommesse, ma secondo me ce ne sono tante che hanno la possibilità di essere vinte”.
Sul Girone G
“Ma c’è un pizzico di curiosità perché ci sono due squadre che non abbiamo mai affrontato che sono Aranova e la Viterbese (Certosa Vigor Campagnano ndr). Quest’ultima non sappiamo ancora dove giocherà, ma sappiamo bene che la struttura societaria è quella della Viterbese, quindi una squadra importante e avremo sempre trasferte molto complicate perché Gelbison sono 6 ore di pullman oltre il volo. Però è sempre un bel campionato. Forse perdiamo qualcosa a livello di tifoserie importanti, tolta la Paganese e Afragolese non abbiamo più piazze come Nocera o come Cava de’ Tirreni qualche anno fa, come però sicuramente le quattro campane partono con i favori del pronostico. Delle laziali sicuramente Unipomezia proverà a fare un campionato importante perché una società strutturata per poterlo fare; ci sarà il Trastevere che ha un’ossatura di squadra molto importante che farà un campionato sulla falsariga dell’anno scorso così come Albalonga. ci saranno più Flaminia, una bellissima squadra, la Palmese che era un’ottima squadra. Ci sono da scoprire anche le nuove come l’Ossese, che è una matricola e quindi ci possiamo aspettare quello che è successo l’anno scorso a Monastir sulle ali dell’entusiasmo, squadra che 4 o 5 anni provava a raggiungere questa categoria e hanno fatto un acquisto importantissimo con Idda. Hanno una società seria che programma e che non vuole assolutamente sfigurare in categoria, ci tiene a tenerle e probabilmente potrebbero essere una delle sorprese. Il Monastir l’anno scorso ha fatto un campionato di altissimo livello se non del massimo livello possibile, e quest’anno penso che abbia le basi per potersi riconfermare sempre a quel livello. Poi le storie dei campionati cambiano anche a seconda dei momenti degli episodi, però sicuramente la struttura di squadra è forte. Budoni è una squadra capace di costruire in dieci giorni una squadra per vincere campionato perché comunque la proprietà importante. Squadra che comunque è diventata storica in Serie D. Del Latte dolce sappiamo benissimo il legame strettissimo con la Torres. Avrà tanta qualità, un allenatore che conosce bene ormai questo tipo di squadra che la fa giocare molto bene. Mi aspetto un campionato molto difficile con pochissime incognite. In zona retrocessione. C’è da studiare cosa sarà anche Città di Anagni che non ha cambiato tantissimo rispetto all’eccellenza, ma mi aspetto sempre un campionato molto difficile”.
Qual è l’obiettivo di questa stagione?
“L’obiettivo di questa stagione è innanzitutto completare il progetto con l’ambiente che ci siamo prefissati di creare attorno alla squadra. Tutto quello che si sta facendo anche a livello di struttura lo sta facendo in funzione prevalentemente delle famiglie dove stiamo cercando di riportare la struttura stadio, se la vogliamo chiamare così o comunque campo sportivo, a essere nuovamente un punto di aggregazione a livello sociale dove non solo la domenica ma anche durante la settimana diventa un piacere. Diventerà un’area pedonale tutto il contorno tribuna. Cercheremo di renderlo più accogliente possibile e questo già per noi sarebbe un grande traguardo a livello di obiettivo societario. Il livello sportivo puro nel calcio contano sempre solo i risultati. Da lì non scappi, tutto il resto diventano chiacchiere. Non bisogna cercare di mascherare le pecche calcistiche con i grandi progetti. Noi cerchiamo di far andare le cose di pari passo sapendo benissimo che poi tantissimo dipenderà da quello che saremo in grado di fare la domenica. I ragazzi di questo sono consapevoli, anche perché io lo ricordo abbastanza spesso perché poi è l’essenza del calcio, sarà fondamentale cercare di creare entusiasmo e di avvicinare la gente il più possibile a che quello che è il nostro obiettivo societario. Il resto sarà tantissima programmazione e crescita ulteriore sul settore giovanile che in tre anni ha fatto passi da gigante oltre alla possibilità l’anno prossimo di portare anche dei 2012 in prima squadra. Quello che cercheremo di fare a livello tecnico, è di fare un calcio piacevole, gradevole, abbastanza moderno per quello che è la nostra idea di gioco e con un campo più grande, che cambia tanto anche a livello di concetti. Ma soprattutto dovremo cercare andare a migliorare quelle che sono state le nostre pecche dell’anno scorso come i tanti gol subiti, soprattutto nel girone d’andata in cui abbiamo tardato un po’ a trovare equilibri però abbiamo sempre fatto belle partite. Sono state tre o quattro le squadre che durante l’anno che ci hanno messo veramente sotto. Sarei contento fossero tre o quattro anche quest’anno”.
























