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Cocco: “Pisacane ha ridato a Cagliari l’entusiasmo di Ranieri. Esposito non è da doppia cifra”

Andrea Cocco con la maglia del Monastir | Foto Maria Elena Carboni - ASD Monastir 1983
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Andrea Cocco, ex giocatore del Cagliari che nel corso della sua carriera ha vestito le maglie di Vicenza, Pescara, Alghero, Olbia e Monastir, è intervenuto ai nostri microfoni di Buongiorno 131 per parlare del suo futuro da allenatore e dell’inizio di stagione dei rossoblù di Fabio Pisacane. Di seguito le sue dichiarazioni.

 Momento personale
“Al momento sto allenando solamente nell’accademia che ho realizzato con Simone Aresti, in cui ci concentriamo su allenamenti personalizzati per i ragazzi. Mi sta piacendo molto, spero che continui. Guardo tante partite ogni settimana, ma il campo non mi manca: ero arrivato al limite”.

 L’accademia con Simone Aresti
“Abbiamo iniziato da tre settimane, sta andando tutto molto bene: il nostro obiettivo è quello di dare ai ragazzi, attraverso la nostra esperienza sul campo, qualcosa che li faccia crescere a livello tecnico e non solo. Il percorso che intraprendono i ragazzi quando decidono di giocare a calcio è complicato, vogliamo aiutarli e offrire più strumenti possibili per raggiungere il loro sogno”.

 L’allenamento dei più giovani
“L’idea di tre ore di allenamento settimanali in una scuola calcio è poca per la velocità del calcio di adesso. I ragazzi rimangono indietro e nelle ore della scuola calcio, anche per i numeri dei ragazzi, il contatto con il pallone è minimo. In un’ora, i ragazzi toccano il pallone solo dieci minuti. Aumentando gli allenamenti di tattica, aumentano le possibilità di migliorare. I professori di Coverciano sono d’accordo: si sta perdendo di vista l’aspetto tecnico per privilegiare la struttura fisica. Il calcio italiano però un tempo aveva giocatori dotati di ottima tecnica, che facevano la differenza. Unendo ciò alla tattica, ci portava a fare bene in campo internazionale. Questo non sta più accadendo. Io non avevo grandi doti atletiche, ma me la sono cavata perché tecnicamente sono migliorato negli anni: se non avessi avuto la tecnica non avrei potuto fare un certo tipo di carriera”.

 Il calcio di oggi
“Oggi il calcio è più veloce, è più fisico. Si cerca prima l’atleta che il giocatore. Ora se uno è veloce e ha resistenza ha più possibilità di uno che fa una giocata di qualità. La mentalità dei ragazzi è cambiata, sono più distratti. Forse sono meno devoti al sacrificio rispetto a prima. Molte società stanno cambiando: il Pescara ha introdotto figure dedicate esclusivamente agli allenamenti di tecnica. È una cosa importante, perché significa che si sta tornando a considerare la tecnica come la base di un giocatore. Manca il talento, perché esso va anche allenato. Non fa nulla se non si vincono i tornei: l’obiettivo è far crescere il ragazzo. L’importante è che lui dia il suo meglio e che sia felice”.

 L’inizio di stagione del Cagliari
“Non mi aspettavo un inizio simile, Pisacane è partito molto bene. Non mi ricordo un Cagliari iniziare così bene in campionato. Il mister sta dando identità alla squadra, ha ricreato l’entusiasmo che aveva riportato Ranieri. A me sta piacendo. Non si può sempre dominare la partita, ci può stare soffrire, però c’è tutto il tempo per migliorare e fare accorgimenti. La perdita di Belotti, però, è molto pesante”.

 L’infortunio di Belotti
“Io ho giocato insieme a lui all’AlbinoLeffe, lo conosco: gli auguro una pronta guarigione. Il Cagliari con il suo infortunio perde tanto, perché stava bene fisicamente e segnava, ma credo che Pisacane possa trovare le soluzioni giuste. Conosco Borrelli, ho giocato con lui a Pescara e ha fatto sempre bene. Lui, insieme al ritorno di Pavoletti, permetteranno al mister di trovare le migliori soluzioni”.

 Su Borrelli
“Borrelli mi ha sorpreso, impattare come ha fatto lui è incredibile. Ha tutte le carte in regola per fare bene, è devoto al sacrificio e ad aiutare la squadra. Se dovesse trovare il gol frequentemente sarebbe un bene per il Cagliari. È un ragazzo giovane, la Serie A al primo anno è difficile: con il giusto impiego può essere una sorpresa”.

 Su Kilicsoy ed Esposito
“Ho visto poco Kilicsoy, ho notato che ha doti tecniche importanti. Un attaccante ha bisogno di fiducia, di spazio per crescere e sentirsi sicuro: con maggiore impiego potrà far vedere delle buone cose. Esposito, secondo il mio punto di vista, non è un attaccante da doppia cifra: gli piace tanto legare il gioco tra centrocampo e attacco, riempie poco l’area. Se il mister non dovesse metterlo più vicino alla porta non sarà un giocatore da doppia cifra. Lui era perfetto a supporto di Belotti, ha grande tecnica e lettura”.

 Su Luvumbo
“Secondo me tutto si può migliorare. Luvumbo è un giocatore di corsa e velocità, forse arriva nella zona di rifinitura con un po’ di fatica e poi non riesce a prendere la scelta giusta. È un giocatore che ti spacca la partita, allunga le difese avversarie, ti crea spazi: è un giocatore da utilizzare nella seconda parte di gara, dove può creare superiorità con difese stanche. Può lavorare di più in merito alle scelte ed essere più concentrato in fase di finalizzazione”.

 Obiettivo personale
“Il mio obiettivo è quello di intraprendere la carriera di allenatore. Aspetto un’opportunità, ma nel mentre mi preparo e mi aggiorno. Mi piace tanto allenare i ragazzi”.

 Sul Monastir
“Sono rimasti pochi miei ex compagni. La squadra è giovane, ma stanno facendo bene, sono partiti forte. La Serie D è un campionato non semplice, il Monastir può essere contento per il percorso che sta facendo”.

 La Redazione

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