Il neo direttore sportivo della Dinamo Sassari Paolo Citrini ha rilasciato la sua prima intervista da quando ricopre il ruolo ai microfoni di Dinamo TV: vi riportiamo alcune sue dichiarazioni.
Nuovo ruolo
“Del quarto incarico ricoperto nella Dinamo penso sia quello di maggiore responsabilità. Penso sia una grande emozione, è un ruolo fondamentale soprattutto quando parti da zero e quando arrivi da un anno difficile. Sicuramente ci sono persone più esperte in questo lavoro, con un pedigree diverso, ma in questo momento la Dinamo ha bisogno di amore e di “dinamismo”, qualcosa che si ha dentro come me che ho vissuto questa squadra per sedici anni. Devo essere un esempio per tutti i nuovi, dobbiamo ripartire con entusiasmo e fare il meglio in A2″.
Obiettivo
“Avendo vissuto con un mostro sacro con Federico Pasquini tanti anni e aver ricoperto più ruoli può essere positivo, poi se c’è il vantaggio dei rapporti umani tanto meglio. Penso sia fondamentale dare una linea coerente e significativa. Saranno fondamentali i role player, quei giocatori che possono creare la chimica che ti aiuta a vincere in un campionato così lungo: la Serie A2 può anche arrivare a più di 50 partite a stagione. Giocatori che sappiano aiutare gli altri saranno importanti, non saranno importanti le loro statistiche. Per la costruzione di un roster nuovo devi tenerne conto”.
Supporto
“Tante persone mi hanno scritto e fermato per strada, sento grande responsabilità. Mi ha fatto tanto piacere, mi piace spiegare ai tifosi dove va la società ed essere trasparente nei confronti della piazza. Lavoriamo per la Dinamo con il cuore e l’anima per cercare di riportarla il più in alto possibile, anche pensando che il presidente ha lasciato un piccolo spiraglio di ripescaggio. Le cose potrebbero cambiare da un momento all’altro, ma noi siamo concentrati sulla Serie A2, anche se dobbiamo lasciare aperta la possibilità di poter modificare la squadra in caso di un ripescaggio. Cercherò di prendere la spinta dei tifosi per dare ancora di più”.
Mercato
“Ci saranno tante squadre che faranno roster importanti, gli italiani forti che vincono i campionati non sono tantissimi. Devi indovinare i due stranieri, è uno scenario molto complicato. Paradossalmente in Serie A1 con più stranieri a disposizione è più facile. Devi essere bravo e attento, lucido nel capire gli incastri giusti da dare all’allenatore, in concerto con lui. Dobbiamo creare una base importante di italiani, con giocatori multi ruolo e che possano integrarsi. Ci vogliono giocatori di esperienza, ma anche più freschi e giovani che possono crescere e diventare importanti lungo la stagione. Abbiamo già chiesto per oltre 200 giocatori, ma la richiesta è normale, la lista è infinita e devi capire quali sono le tue esigenze. Non possiamo più permetterci giocatori che non hanno la tigna e la fame necessaria a Sassari. Vogliamo persone che abbiano a cuore la Dinamo”.
Su coach Vitali
“Luca ha un background di conoscenze molto più ampio di quello che può essere il suo inizio da allenatore. Ha delle idee come avere lunghi atipici e un playmaker che sappia far giocare la squadra. Penso abbia la personalità giusta per imporsi, il presidente ha fatto una scelta intrigante”.
Promesse
“Ho pianto per la retrocessione, ho la Dinamo dentro nel cuore. Quello visto nella conferenza è il voler essere Dinamo, ci sono persone che hanno a cuore il futuro della squadra. Dal presidente, al direttore generale, agli assistenti allenatori che rimarranno con Luca. Ai tifosi chiedo pazienza, meritano di rivedere una Dinamo che lotta con il cuore e spero possano ritrovarsi in questa squadra, questo è l’augurio più bello che possa fare a chi ci sostiene”.
















