Le parole in conferenza stampa di Fabio Pisacane, tecnico del Cagliari, al termine della sfida pareggiata per 2-2 contro la Cremonese. Di seguito le sue dichiarazioni.
Scelte
“Tutto quello che si fa lo si fa con coscienza e coerenza: Kiliçsoy ha preso una botta al quadricipite, Esposito è uscito due volte dal campo perché gli si gira la caviglia due volte, Luperto a tre in quella posizione insieme a Rodiguez è stato fatto perché sapevamo che la Cremonese ci avrebbe creato difficoltà in profondità. Non dovevamo prendere quei due gol, il piano gara era quello di cambiare in corsa. Mi porto a casa i 21 tiri fatti, il grandissimo secondo tempo con tutte le assenze che sono capitate”.
Su Trepy
“Faccio i complimenti a tutto il settore giovanile e agli allenatori che mi hanno preceduto. L’orgoglio di avere tanti ragazzi che vengono da sotto valorizza quello che è stato fatto negli anni. Il gol di Trepy è la vittoria di tutto il settore giovanile. È chiaro che ora bisognerà aspettarsi Yael nelle rotazioni perché si è lavorato per questo. Siamo nella tempesta e balliamo, è una bella tempesta se l’epilogo è questo”.
Sulla difesa
“Non penso sia un problema avere giocatori forti, il problema è quando non ce li hai. Yerry Mina ha fatto due settimane in cui ha spinto e si è allenato fortissimo, ma ha fatto errori lui come altre volte li hanno fatti altri. Perché non è una squadra che non ha mai subito gol. Lavoriamo per colmare il gap generale sotto questo aspetto. Difesa a 4? Dovevamo costruire così anche nel primo tempo, ma qualcosa non ha funzionato al meglio, però sottolineerei oggi le cose positive”.
Sui cambi di Mina e Trepy
“Mi piace l’accostamento con Ranieri, ma mi piace mettere l’accento sul fatto che spesso i giudizi vengono dati sempre in base al risultato. Anche settimana scorsa potevo mettere Trepy, ma ho messo Pavoletti. Tutti devono sapere che sono importanti, nessuno indispensabile”.
Su Luperto
“Cosa ci siamo detti con Luperto nel finale? Non è successo niente di che, da lui mi aspetto che li guidi perché Palestra è andato avanti. Mi è dispiaciuto leggere a ridosso della gara tutte queste notizie su Luperto. Mi immagino quanto sia stato difficile leggere certe cose. Con Luperto ci sono state delle cose da allenatore e giocatore, perché io riconosco in lui un valore enorme per questa squadra. Un tecnico vuole il massimo da un suo giocatore. Con lui come con altri ci sono stati dei confronti, come è normale che sia tra allenatore e giocatore. Io sono uno molto aperto al dialogo, Luperto è un giocatore del Cagliari, forte e che ci dobbiamo tener stretto”.
Su Mazzitelli
“Abbiamo un’altra finale tra 4 giorni, siamo pochi e dobbiamo gestire tutte le risorse. Mazzitelli da tre partite è entrato in un giro importante e ci sta dando un grande contributo, come detto in tempi non sospetti quando l’abbiamo preso sapevamo quanto ci poteva dare. Lo ripeto ancora una volta, lo abbiamo aspettato e lui ci sta ripagando facendoci vedere quello che ha fatto in carriera”.
Sui fatti accaduti al fratello
“Quanto è capitato a mio fratello Gianluca mi ha scosso, senza dubbio. Ha lottato per la vita. Superato lo spavento ho cercato di rimanere lucido. Il mio pensiero andava a Gianluca, ma allo stesso tempo non potevo lasciare la squadra sola. Stasera sono felice di aver regalato una gioia anche a lui”.
Percorso
“La Sardegna in Serie A è qualcosa di importante, dobbiamo ogni giorno lavorare e difendere questo traguardo perché il Cagliari ha una storia enorme, io in questo momento sono solo una piccolissima parte di questo tutto. La vittoria della Coppa Italia Primavera ha rappresentato per me qualcosa di importante: oggi il campionato Under 20 è qualcosa di significativo nel calcio, può essere paragonato alla Serie C, già al calcio dei grandi. Credo che il percorso mio, di Chivu, di Cuesta e altri allenatori giovani sia una strada importante da seguire”.













