Lunga intervista concessa dal tecnico del Cagliari Fabio Pisacane a La Gazzetta dello Sport: vi riportiamo alcune dichiarazioni dell’allenatore rossoblรน.
Sulla scelta di Giulini e il percorso
“Ha creduto in un percorso e non in una scelta improvvisata. Sento un grande senso di responsabilitร e di riconoscenza e vorrei restituire questa fiducia con il lavoro e i comportamenti. Siamo in linea con gli obiettivi, il lavoro quotidiano sta andando nella direzione giusta. Abbiamo avuto una serie di fatalitร , non mi piace parlare di infortuni: la nostra forza รจ proprio quella di non deprimerci e di non esaltarci. Vittorie su Roma e Juventus? Con la Roma รจ stata di gioco e aggressione, con la Juve รจ stata diversa. Battere due maestri che hanno sempre dato un’identitร forte alle loro squadre non mi fa sentire arrivato, ma mi aiuta a dire che il lavoro quotidiano sta andando nella direzione giusta”.
Comunicazione e filosofia
“Ho fatto un corso sulla generazione Z, quelli nati dal 1995 ai primi 2010. Voglio conoscere il loro universo perchรฉ voglio sapere quali tasti toccare. Sono stato a Salisburgo, alla Red Bull. E poi ho studiato lingua inglese, spagnola e francese. E un corso alla Bocconi sulla comunicazione. Risultatista o giochista? Mi piace stare nel mezzo: se fossi risultatista, tradirei il gioco; se fossi giochista, tradirei la squadra, allenerei me stesso. E difficile vincere partite come quelle contro la Juve: ci sono ordine, spirito e sacrificio, ma poco contenuto qualitativo. Perรฒ una squadra come la nostra puรฒ l’impossibile. Prediligo un calcio posizionale che abbraccia il relazionale: le due cose possono coesistere. E dobbiamo portare a casa punti, non complimenti”.
Sulla Fiorentina
“Non dobbiamo perdere l’attenzione. Dobbiamo fare una gara impeccabile”.
Mentalitร ย
“Ero un difensore che viveva di letture. L’ideale sarebbe stato aggiungere i piedi di Luperto o Mina. Restare equilibrati ci permette di avere la possibilitร di salvarci. Nella mia vita ho attraversato spesso le tempeste. Io autocritico? Sรฌ, non sono troppo orgoglioso e non sono rancoroso. Parto dal principio di poter imparare, non di poter insegnare”.
Sulla vicenda che ha coinvolto la famiglia a Napoli
“Adesso mio fratello sta bene, l’hanno dimesso dall’ospedale, non รจ mai stato in pericolo di vita. ร stato un evento che mi ha segnato, ma accresce la forza interiore”.
Su Palestra
“Ha potenzialitร ancora inespresse. Ha fatto tanto di istinto, se alza la qualitร , diventerร incredibile”.
Su Napoli e Cagliari
“Napoli le radici. Cagliari mi ha accolto, questa terra ti dร rispetto e veritร e ti chiede coerenza. E non voglio tradirla”.












