“Personalmente mi sento bene e la sosta è stata utile perché ho potuto mettere dentro ulteriori carichi di lavoro… Voglio fare una grande stagione e voglio farla col Cagliari, senza dubbio”. Parole e segnali sul campo per M’bala Nzola, che nell’amichevole contro il Rayo Vallecano ha trovato il suo primo gol in rossoblù, firmando l’1-1 prima della vittoria ai calci di rigore (5-6). Una rete che restituisce fiducia all’angolano e offre a Fabio Pisacane un’alternativa in più per le prossime scelte offensive. A partire dalla sfida contro la Juventus in programma domenica, 11 ottobre, all’Unipol Domus.
La partita
Il Cagliari a Madrid è sceso in campo con una disposizione diversa rispetto alle prime uscite: due punte dal primo minuto in un 4-4-2, con Nzola al fianco di Mendy e Massolin schierato da interno di centrocampo al fianco di Winks. Novità dentro una partita complicata, nella quale il Rayo ha esercitato a lungo la propria pressione, trovando il vantaggio al 24’ con Alvaro. Le risposte dell’angolano sono arrivate soprattutto nella ripresa: prima il colpo di testa che ha impegnato Cardenas al 71’, poi, sei minuti più tardi, la rete del pareggio sulla bella iniziativa di Sugamele. Un guizzo importante, senza però cancellare le difficoltà collettive, anche comprensibili in una gara utilizzata per provare nuovi equilibri. Dopo l’1-1 gli spagnoli hanno infatti colpito un palo e chiamato Caprile a “fare il Caprile”.
Cambiare pelle
Un po’ per necessità, un po’ per sperimentazione, Madrid ha offerto un’altra occasione per lavorare sulla capacità di “cambiare pelle”, espressione cara a Pisacane. Il 4-4-2 proposto contro il Rayo risponde alla volontà del tecnico di adattare il Cagliari agli uomini a disposizione e alle esigenze della partita. Con Nzola al fianco di Mendy, i rossoblù possono contare su due riferimenti offensivi, alternando l’appoggio incontro al pallone con l’attacco alla profondità e cercando una maggiore presenza in area. Una soluzione che richiede intesa nei movimenti delle punte e il sostegno degli esterni, chiamati ad accompagnare l’azione (in questo caso Fazzini a sinistra e Adopo a destra) e a ricomporre la linea di centrocampo in fase di non possesso. La prova con il Rayo aggiunge così un’opzione da utilizzare anche a gara in corso, pur con meccanismi ancora da affinare.
La carta Nzola
In questo quadro si inserisce Nzola. Il gol di Madrid è un incoraggiamento, ma al momento appare difficile immaginare l’angolano subito titolare in campionato, considerando le risposte offerte da Mendy e Maldini nel 4-3-2-1 di inizio stagione. Più concreta la possibilità di utilizzarlo dalla panchina, come alternativa al compagno oppure al suo fianco, qualora servisse aumentare il peso offensivo. Due impieghi diversi: nel primo caso Pisacane potrebbe cambiare interprete mantenendo l’assetto iniziale, nel secondo avrebbe la possibilità di ridisegnare l’attacco con due centravanti. Con una maggiore continuità di lavoro e una conoscenza più approfondita dei meccanismi, Nzola potrebbe poi candidarsi anche a una maglia dal primo minuto. Indicazioni positive sono arrivate inoltre da Sugamele, decisivo nell’azione del pareggio: con Kevin Carlos ai box per un problema al retto femorale, il centravanti della Primavera può provare a trasformare un’opportunità legata alle assenze in una presenza più stabile nelle rotazioni. La duttilità del Cagliari passa anche dalla posizione di Daniel Maldini. Nel 4-3-2-1 l’ex Atalanta può muoversi alle spalle di Mendy, cercando spazio tra le linee per rifinire o avvicinarsi alla porta. In un 4-4-2 potrebbe prendere il posto di uno tra Nzola o Mendy e ricoprire il ruolo di prima punta. Diverso invece nel 4-3-1-2 in cui Maldini rimarrebbe a supporto delle due punte come trequartista.
Verso la Juventus
Chiusa la sosta per le nazionali, il Cagliari si prepara alla sesta giornata di Serie A. All’Unipol Domus arriva la Juventus, per un banco di prova stimolante anche alla luce della classifica, che al momento vede la squadra di Pisacane tre punti sopra i bianconeri. Sarà inoltre interessante capire come torneranno i nazionali dai rispettivi impegni, con un’attenzione particolare ai due azzurri Maldini e Romano. Il tecnico dovrà valutarne energie e condizioni prima di scegliere l’assetto iniziale e i possibili cambi. Madrid, intanto, gli consegna un Nzola più coinvolto e una soluzione offensiva in più sulla quale lavorare. Contro i bianconeri, l’angolano potrebbe essere chiamato ad aiutare la squadra a risalire il campo o ad aumentare la presenza in area: un primo passo per dare continuità al segnale lanciato in Spagna.





















