Le parole del presidente del Cagliari Tommaso Giulini durante la conferenza stampa sulle condizioni cliniche di Yael Trepy tenutasi presso la sala riunioni del palazzo Bompiani, sede della direzione generale dell’Aou di Sassari.
Ringraziamenti
“Ringrazio tutto il personale sanitario e in primis la dottoressa Milia. C’è stato un grande esempio di tempestività e competenza, i soccorsi sono arrivati meno di cinque minuti dopo l’accaduto, bastava poco di più per avere una situazione molto più grave, forse fatale. Chi ha soccorso Yael Trepy non sapeva che fosse un calciatore, in circa dieci minuti era già intubato e sotto le cure dei medici. Tutti eravamo molto preoccupati, il nostro dottor Gabriele Cirillo e il fisioterapista Simone Ruggiu ci hanno sempre aggiornati da qui rimanendo col ragazzo. Li voglio ringraziare col cuore come ringrazio tutti quelli che hanno permesso a Yael Trepy di essere ancora con noi”.
Situazione
“In questo momento Yael è con Mister Pisacane, con Roberto Muzzi e il Direttore Pietro Accardi. Era importante che Yael vedesse prima di tutto Pisacane e Muzzi perché in questi anni lo hanno cresciuto sotto tutti i punti di vista. Erano molto scossi, davvero, quasi quanto la mamma con cui sono sempre stato in contatto. Spero di vederlo tra un po’ se sarà possibile. Ringrazio tutto il personale sanitario e la direzione per la grande riservatezza che non era scontata con un calciatore di Serie A e con il clamore che questi casi portano. Momento più difficile della mia presidenza?Quello che è successo sicuramente è stato qualcosa di unico nella mia vita, al di là della vita calcistica. La mamma mi ha riferito che Yael non si ricorda nulla di quanto accaduto, rischiare di perderlo per un incidente così sciocco in piscina è stato qualcosa di pauroso. Sappiamo che si è addormentato al sole per due o tre ore col telefono sul petto, i due compagni che erano con lui lo hanno anche preso in giro per il segno lasciato, lui era nella parte più bassa della piscina ed è scivolata in quella dove non toccava. So da Edoardo Oggianu (dell’agenzia Quadratum che cura gli interessi del giocatore ndr) che non sa nuotare, immaginiamo che sia intervenuto anche il panico complice anche l’insolazione. Lo hanno trovato a pancia in giù. Tutto ciò è stato appurato anche da Carlo Catte che era a conoscenza del fatto che la villa era stata affittata dai ragazzi, e che le cose erano andate in quel modo e che non c’erano sostanze alcoliche o stupefacenti nel corpo di Yael. Una ragazza ha dato subito l’allarme, un compagno e un ex compagno si sono buttati per salvarlo. Lui rigurgitava acqua ed era privo di conoscenza, i soccorsi tempestivi sono stati fondamentali per togliere tantissima acqua dai polmoni e per ossigenarlo intubandolo”.
























