Il presidente del Cagliari Tommaso Giulini ha parlato a margine della presentazione del memorial di calcio giovanile “Italo Galbiati”, giunto alla sua terza edizione: il club rossoblù è stato premiato per la vittoria della Coppa Italia Primavera e al lavoro sul settore giovanile.
Il ricordo di Italo Galbiati
“Ci tengo a ringraziare il Cimiano Calcio e la famiglia Galbiati per questo bel riconoscimento. Ricevere questo premio per la vittoria della Coppa Italia Primavera e, più in generale, per il lavoro che il Cagliari Calcio sta facendo con i giovani è davvero un onore. Italo Galbiati era un maestro, ha insegnato calcio, è stato un autentico punto di riferimento per tanti giovani che hanno potuto crescere, sviluppare tutto il proprio talento e potenziale anche grazie ai suoi consigli”
Sul settore giovanile
“Per una società come la nostra, il lavoro sul settore giovanile è vitale. La vittoria della Coppa Italia Primavera, proprio qui a Milano, nella suggestiva cornice dell’Arena Civica “Gianni Brera”, è stata emozionate, non era mai successo nella storia ultracentenaria del Club. Al di là della soddisfazione di poter alzare un trofeo, credo che quel successo abbia contribuito a certificare il lavoro portato avanti in questi anni con i nostri ragazzi, con il chiaro obiettivo di costruire sempre più dalle fondamenta. La promozione in prima squadra di mister Pisacane, un allenatore giovane e preparato, che incarna appieno quelli che sono i nostri valori e ideali, è stata così una scelta chiave ma, allo stesso tempo, naturale. Oggi siamo tra le squadre più giovani della Serie A e in rosa possiamo vantare ben otto ragazzi cresciuti nel nostro settore giovanile, che si stanno mettendo in evidenza: su tutti penso ad Obert, si sta affermando anche in campo internazionale con la sua Slovacchia; ad Idrissi, che è partito dall’Academy e che, dopo un percorso nel nostro vivaio, è arrivato oggi nell’U21 azzurra. Oltre a lui, gli altri sardi Deiola, Ciocci e Pintus, tutti cresciuti in casa. Così come Luvumbo, Cavuoti e Liteta, un 2006 che ha già esordito nella massima categoria”.
Sugli italiani
“Da quando abbiamo iniziato, dodici anni fa, ho sempre cercato di avere uno zoccolo duro di italiani in squadra. Credo che, sia per lo spogliatoio sia per i tifosi, sia fondamentale. Quest’anno sono più di altri anni proporzionalmente, è dovuto anche alle scelte di mercato fatte da Angelozzi in estate. Palestra? Giovane interessante. Noi siamo stati anche quelli che hanno rilanciato Bellanova,
che fortunatamente era di proprietà: su Palestra stiamo lavorando per l’Atalanta, però il nostro direttore quest’estate l’ha voluto talmente tanto che alla fine abbiamo deciso comunque di prenderlo pur di rinforzarci. Sta facendo bene, speriamo faccia bene fino a fine stagione. Voglio citare anche Caprile, dopo la sua prima convocazione in nazionale: aver lanciato Vicario e poi Cragno in azzurro per noi è una soddisfazione e un orgoglio”.
















