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Cagliari, Giulini: “Caso Esposito? Se resta con noi ancora un anno può andare in Nazionale”

Tommaso Giulini nel ritiro di Ponte di Legno | Foto Centotrentuno
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All’intervallo della sfida amichevole in programma a Temù tra Cagliari e Modena, il presidente dei rossoblù Tommaso Giulini è intervenuto ai microfoni di Sky per parlare del momento del suo club. Di seguito le sue dichiarazioni.

Sul Cagliari che verrà

“Siamo un cantiere aperto, abbiamo tanti giovani. Si iniziano a vedere le richieste del mister, cercheremo di rendere orgogliosi i nostri tifosi e dare tutto in ogni gara. Questo è quanto di più importante, dobbiamo lottare sempre

Su Pisacane

“Ho avuto il piacere di conoscerlo umanamente come calciatore e professionalemnte come allenatore. Lo stimo e sono contento di quanto fatto finora e gli auguro di fare meglio la prossima. Noi, come società, abbiamo l’obbligo e il dovere di puntellare al meglio la squadra per migliorare anche nella prossima stagione”. 

Mercato

“Stiamo cercando di tenere tutti i migliori, la cessione di Gaetano è stata sofferta, specie dopo il bel girone di ritorno fatto nel nuovo ruolo. Speriamo di tenere gli altri importanti che abbiamo in rosa e di poterne dare alla Nazionale, abbiamo tanti italiani che meritano la chiamata di questa nuovo ciclo”.

Scommessa Nazionale

“Scommessa per l’Azzurro? Mi piace dire un ragazzo appena arrivato al Cagliari, che abbiamo seguito per tanti anni, che deve scegliere ancora la sua nazione, ovvero Romano. Spero che la sua scelta sia l’Italia e non la Svizzera”.

Sul caso Esposito

“Chiuso definitivamente? Avrei risposto Esposito alla domanda precedente, perché credo che è il calciatore che si avvicina di più a una convocazione in Nazionale: è un talento unico. Come ho detto a lui, qualora dovesse rimanere ancora un altro anno con noi e Pisacane, può raggiungere numeri importanti e conquistare una meritata convocazione”

Sulla vicenda Nazionale

“Al di là del fatto che la vera emergenza del calcio italiano non sia la scelta del commissario tecnico. Credo che la scelta su Maldini e Leonardo sia stata molto avveduta da parte di Malagò, credo che da parte dei due sia stato un po’ testardo voler portare un allenatore non affermato come Pirlo. Sono contento di aver sentito che Ranieri e magari Zola prenderanno il loro posto. Sono dei professionisti che hanno dimostrato tanto, il mister ha un’esperienza enorme e credo che entrambi possano essere molto utili per la crescita del nostro movimento”.

Dove intervenire?

“Se fossi al Governo interverrei sulle infrastrutture, quindi sugli stadi. In questi anni si è fatto quasi nulla. Al netto del poco che hanno fatto i privati, come a Bergamo, Torino e Udine. Al di la di poche eccezioni purtroppo in Italia non si è fatto nulla su questo aspetto e questo esula dal discorso legato alla possibilità di ospitare o meno l’Europeo 2032, che è già di per se vergognoso da dire. Parlo degli stadi, ma anche di Coverciano che è un centro tecnico da ristrutturare totalmente, che deve diventare innovativo e un vero laboratorio di idee. Noi abbiamo investito tanto sul nostro centro sportivo e lo stiamo facendo tanto ancora sul settore giovanile. Tutti i club dovrebbero puntare a questo, anche in Serie B. Il movimento nel medio lungo termine passa da questo piuttosto che da acquisti di decine di stranieri sia in Primavera che in prima squadra”. 

 

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