Il direttore sportivo del Cagliari Guido Angelozzi è stato intervistato dall’edizione da Repubblica: vi riportiamo alcune dichiarazioni del diesse rossoblù all’edizione di Bari del quotidiano.
Fine stagione
“Abbiamo chiuso in bellezza, ma non nascondo che in fondo al cuore c’è più di un pizzico di tristezza per la caduta del Bari in C. Io amo tutte le piazze dove lavoro, ma nella vostra città mi sono sentito davvero a casa e ancora oggi ho contatti quotidiani con tanti amici. Speravo che nella doppia finale dei playout la squadra potesse evitare il peggio. E invece con due pareggi senza gol deve salutare la categoria. Davvero non ci voleva”.
Sul Bari
“Capisco lo sconforto, ma non va dimenticato che le stesse persone negli anni scorsi hanno rilanciato il calcio a Bari riportando la squadra dalla D a un passo dalla A. Senza quella sconfitta in extremis nella finale playoff con il Cagliari, forse le cose sarebbero andate diversamente. Profilo di esperienza come diesse al Bari? Non è un argomento sul quale posso parlare: io sono legato al Cagliari, dove mi trovo benissimo”.
Sulla retrocessione
“Non entro nello specifico. Ma come per altre cose che accadono, anche nel calcio la vita continua. Capisco lo sconforto, ma bisogna guardare avanti e cercare di capire in che modo reagire a questa disavventura. Quello che è accaduto fa molto male, anche perché dopo tante sofferenze i baresi ritenevano di essere fuori da queste brutte situazioni: successo e bisogna ripartire. L’importante è sapere subito da quali basi. Credo sia doveroso spiegarlo a tutti i tifosi del Bari”.



















