Il giocatore del Cagliari Agustìn Albarracìn ha parlato ai microfoni del media uruguaiano Sport890 poche ore dopo la partita con l’Under 20 di Francesco Pisano a Torino: vi riportiamo alcune dichiarazioni del classe 2005 arrivato dal Boston Rivers a gennaio.
Ambientamento
“Nei primi giorni c’era sempre qualcuno con me, quindi non è stato difficile, uno dei miei agenti mi ha aiutato con ogni cosa come ad esempio per la casa rendendomi l’adattamento piĂą facile. Per quel che riguarda l’aspetto sportivo è stato tutto molto veloce, sono arrivato e dopo due giorni ero giĂ in panchina contro l’Hellas Verona, quindi non ho avuto tempo per pensare. Sono contento e sto lavorando duro per poter esordire il prima possibile”.
Cambiamento
“C’è una differenza nei terreni di gioco, è ciò che cambia maggiormente. Per me che sono un attaccante e mi piace avere il pallone tra i piedi è piĂą facile, perchĂ© in Uruguay capita che per via del campo il pallone può scappare di lato all’improvviso. Qua invece il pallone va in maniera spettacolare, ovviamente a causa del ritmo di gioco va anche piĂą veloce, ma davvero penso che ciò che rende la palla piĂą rapida siano i campi. Mi sto adattando, mi sento molto bene, voglio debuttare quanto prima. Sulla parte fisica sto cercando di rinforzarmi, perchĂ© qua – ma anche in Uruguay – cercano di “spostarti” e devi reggere l’urto, fa parte sicuramente del processo di ambientamento, come anche mettere su qualche chilo. Però vedo tutto positivo perchĂ© poi, quando arriverĂ il momento di giocare, mi servirĂ ”.
Il trasferimento
“Sono state ore difficili, però so bene che ho persone che mi seguono e che vogliono il meglio per me e sapevo che stavano lavorando per ottenerlo. Ovviamente c’erano anche altre opzioni, ma quando è arrivato il momento di decidere non ci ho pensato un attimo e sono venuto qui in Europa che è quello che uno sogna sempre. La presenza di Rodriguez? Juanchi è spettacolare, stiamo sempre spalla a spalla, tutto il tempo assieme nel gruppo, nel club, mi ha accolto alla grande. Una cosa è andare da solo all’allenamento, un’altra – essendo in un Paese nuovo e con una cultura nuova – andare con un uruguaiano con cui condividiamo le stesse cose e ci piacciono le stesse cose, è un aspetto che rende tutto piĂą facile.”
La cittĂ
“La gente di Cagliari mi ha accolto benissimo, la città è bella anche se ora siamo in inverno e c’è un po’ di freddo, certo non è un freddo esagerato quindi si sta bene. Gli uruguaiani qua sono molto amati, sono arrivato con il mate e gli piace questo aspetto, credono molto in noi dato che quelli che sono passati di qua hanno reso particolarmente bene e hanno lasciato il segno. Per quel che riguarda la lingua io ho giĂ vissuto un anno in Italia quando mio fratello giocava a La Spezia, ero venuto qui con tutta la famiglia. Questo rende tutto piĂą facile, quando parlano rapidamente ho piĂą difficoltĂ , ma se gli chiedo di rallentare allora capisco tutto”.












