Le parole di Francesco Bombagi, ospite alla 20esima puntata di Buongiorno 131. Il centrocampista dell’Alghero ha rilasciato alcune dichiarazioni toccando diversi temi, tra cui il ritorno allo stadio Mariotti della squadra catalana.
Ritorno a casa
“Si percepiva una bellissima atmosfera. Siamo contentissimi di aver regalato la vittoria in casa ai nostri tifosi. In questo mese e mezzo che ho iniziato a lavorare con la squadra c’era una grande voglia da parte di tutti di giocare questa partita al Mariotti per concedersi questo bello spettacolo che abbiamo visto ieri. Vedere la tribuna così piena e così vogliosa era una cosa molto speciale da vivere sia in campo che fuori”
Sulla partita col Bonorva
“Il mister è molto pignolo su certi aspetti. Cerca sempre la perfezione, e cerca sempre qualche aspetto su cui migliorare. Era forse la terza volta che scendevamo sul campo del Mariotti, quindi prendere le dimensioni su un campo in erba non è stato semplice. Atleticamente e tecnicamente abbiamo tanto da dare al di là dell’ottimo risultato, anche più di ieri. Siamo stati bravi su quattro contropiedi e su una palla inattiva a fargli male. Il Bonorva ha giocato comunque una buona partita. Dobbiamo cercare di alzare il livello nel primo tempo e mantenerlo per tutta la gara”
Ruolo di play
“Mi piace questo ruolo e l’ho sempre fatto, anche in Serie B. Sono un giocatore molto duttile e mi sono sempre adattato alle esigenze degli allenatori. Ma si fa questo ed altro per la squadra. Abbiamo giocatori forti in zona offensiva e si è aperto uno spiraglio in mezzo al campo, e da lì è partita tutta la questione “Francesco torna all’Alghero”. Mi piace giocare la palla e servire gli assist, ed essere al centro del gioco a prescindere del ruolo”
La scelta di Alghero
“Dopo aver affrontato un percorso che mi ha tenuto fuori da casa per oltre 20 anni, perché sono andato via quando ne avevo 16, ti guardi un po’ indietro e pensi se sia il caso di continuare a fare la vita da “vagabondo” in giro per l’Italia. Penso ai miei genitori e ai miei fratelli che non mi son goduto negli anni. Sono voluto tornare ad Alghero per dare qualcosa alla mia città. Volevo tornare stando ancora bene fisicamente. Mi sento benissimo e ho pensato che fosse il momento giusto per tornare, e regalare qualcosa nel posto in cui son cresciuto. La società ha fatto il massimo per portarmi qua. Mi hanno fatto sentire importante. Ieri allo stadio c’era la mia famiglia ed è qualcosa che non ho mai vissuto, ero più ansia rispetto ad altre partite in altre categorie. Ne ho parlato tanto con mia moglie, e alla fine abbiamo anticipato il ritorno di un anno”
Voglia di far bene
“Penso che in città, grazie anche a quello che hanno fatto i ragazzi ieri l’anno scorso, l’Alghero meriti anche qualcosa di più, come città, a livello di categoria calcistica. È bellissimo riaprire lo stadio dentro la città. Il Pino Cuccureddu è comunque fuori portata per tante persone che non hanno un auto. 400 persone non son potute entrare allo stadio, e speriamo che possano aprire il settore ospiti. Il Mariotti ha un’aura speciale per chi è di Alghero. Voglio ringraziare ancora tutte le persone che si sono impegnate affinché potessimo giocare di nuovo lì”
Uno sforzo di tutti
“Con gli allenamenti, vedevamo spesso tante persone impegnate ancora a lavorare per terminare gli ultimi lavori sugli spalti. Era una corsa contro il tempo. Quando uno stadio viene chiuso per 15 anni, le leggi cambiano, e quindi portare tutto ai tempi di oggi non è facile”
Sulle ex squadre
“Seguo ancora tutti con piacere. Quando vai via da una città in cui magari hai anche vinto, speri un po’ che facciano bene proprio perché c’è anche la tua firma. Francesco (Ruocco ndr) l’ho conosciuto di persona a Mantova. È un bravissimo ragazzo, molto forte e gli auguro il meglio.
Sul Cagliari
“L’anno scorso è stata un’ottima annata da parte del Cagliari. La conferma del mister lo dimostra. Son partiti con tutti i presupposti per fare un buon campionato. Una partenza importante sicuramente fa mettere dei mattoni solidi per la salvezza. Poi perché non sognare qualcosa in più?”
Sulla Torres
“L’anno scorso stavo iniziando a preoccuparmi perché è partita male. Fortunamente hanno fatto un dietrofront richiamando il mister (Greco ndr). Sassari è una piazza particolare, almeno vivendola da fuori che vorrebbe qualcosa in più e non si accontenta. C’era già un tecnico che sapeva nutrire bene il gruppo. Mandarlo via è stato un passo più lungo della gamba secondo me. Anche Gigi (Scotto ndr) che è andato via in prestito, riusciva a trasmettere ai nuovi arrivati il senso di appartenenza. Ripartendo dall’ossatura dell’anno scorso la differenza in campo si sente. Penso e spero possano fare un gran campionato”
Su Scotto
“Con Gigi ci facciamo sempre delle belle risate. Al ritorno ci siamo visti in tribuna perché lui non stava bene. È una persona di cuore, quindi va benissimo”
Sull’Eccellenza
“È un campionato equilibrato. Secondo me il filo sottile tra il fare un campionato di vertice e un campionato normale, dipende da ogni domenica, quanto dimostri di aver voglia di portare a casa il risultato rispetto all’avversario. La differenza si fa su questo aspetto. Penso all’Ilva, al Santa Teresa di Gallura, e all’Atletico Uri che sono buonissime squadre. Ci sarà da battagliare. Noi ci teniamo a far bene, ma vogliamo essere sempre quelli del primo tempo di ieri contro il Bonorva. E ieri a noi mancavano anche giocatori importanti. Ci stiamo ancora conoscendo bene. Quando saremo al completo il mister avrà più disponibilità di cambi. Ieri avevamo tantissimi ragazzi che sono entrati benissimo. Avere più giocatori di esperienza ti dà una mano in certi frangenti della gara”




















