Giulia Pisano, 22enne giocatrice di padel sassarese, è la numero 1 in Sardegna, la numero 13 nel ranking italiano e attualmente 370 al mondo (con un best ranking 315), ha parlato ai nostri microfoni dopo la recente convocazione in Nazionale e ci ha raccontato i suoi obiettivi futuri, con un occhio di riguardo sulla crescita della disciplina nel panorama sardo. Di seguito le sue dichiarazioni.
Vita da studentessa e giocatrice di Padel
“Attualmente è pesante, è dispendioso fare tutti i tornei. La mattina ho le lezioni all’Università, la sera lavoro e mi alleno. Al momento lavoro al Padel Alghero e al San Paolo Center, dove faccio parte di un progetto che dà la possibilità a tutti i ragazzi tra i 14 e i 34 anni di fare delle lezioni gratuite di padel, integrandoli in un ambiente più sportivo, salutare e familiare”.
Convocazione in Nazionale per i Mondiali universitari
“È un’emozione grandissima. Ho iniziato a fare i raduni con la Nazionale l’anno scorso, ora è arrivata la convocazione per i campionati universitari. Sono felicissima di far parte di questa squadra”.
Crescita del padel in Sardegna
“L’ho visto crescere, è cresciuto tanto il livello di chi ci gioca ma sono pochi coloro che si approcciano a questo sport, a eccezione di quanto visto nel periodo del covid. Chiedo alle persone di provarci. Come può crescere ulteriormente? Bisogna cambiare visione, considerandolo non più come lo sport della domenica ma giocandolo con la stessa serietà di calcio, tennis o basket. È molto importante l’allenamento, confrontarsi e fare tornei”.
Giocare all’estero
“Giocare fuori è molto importante. Ti crei una cultura padelistica, noti tanti dettagli che qui magari non vedi, soprattutto nei tornei di livello più basso”.
Obiettivo
“Voglio entrare nella top 200 del mondo ed essere tra le prime dieci giocatrici italiane. Voglio alzare il mio livello e crescere”.
Il rapporto con la Sardegna
“Purtroppo vivere in Sardegna per fare questo sport è un limite. Amo la mia terra, ma è diventato un peso andare a giocare fuori. Ho degli sponsor al mio fianco come Hirostar e Studio Beta, ma a livello economico rimane molto difficile. Ho avuto qualche supporto dalle istituzioni, ma comunque non è sufficiente viste le spese per partecipare ai tornei. Voglio però ringraziare il Bola con cui sto giocando la Serie A da due anni: mi danno una mano e mi supportano in questa attività”.



















