Queste le nostre valutazioni sulla prestazione fornita dal Cagliari di Davide Nicola in occasione dell’ultima sfida stagionale contro il Napoli, persa per 2-0 dai rossoblù.
Sherri 6,5: non giocava in campionato dagli errori di Venezia, si erge a protagonista con alcuni interventi decisivi prima di cadere sul gol di McTominay. Bella acrobazia, ma centrale. In generale non dà sicurezza, le uscite con i pugni sono sempre imprecise e spesso e volentieri nemmeno approccia le palle alte. Insomma, bene ma non benissimo, ma la parata su Neres è sicuramente un plus che lo esalta.
Dall’82’ Ciocci SV: esordio in Serie A al tramonto della partita, meritato dopo la tanta sfortuna con gli infortuni continui.
Zappa 6: certo, si potrà dire che è lui a dover tenere McTominay sul gol, ma il mismatch fisico è tale che fargliene una colpa sarebbe ingeneroso. Per il resto aiuta centralmente senza andare mai in zona offensiva, gara diligente.
Mina 6: chiude tutto ciò che può chiudere e anche di più. Il duello con Lukaku è un misto di forza fisica e pressione psicologica, cerca il contatto diretto per vincere la battaglia anche quando non sarebbe necessario, proprio per far scendere l’autostima al belga. Il salvataggio al 25′ in scivolata merita da solo mezzo punto in più, la difficoltà nel secondo tempo con l’apice del 2-0 del suo “amico” mezzo in meno.
Luperto 6,5: finché McTominay si aggira dalle sue parti il tema tattico regge, poi lo scozzese va per lidi differenti e non trova più pane per i suoi denti. Aiuta Mina, prova a chiudere su Politano in raddoppio, fa ciò che deve e lo fa con attenzione.
Zortea 6: Spinazzola è cliente che sul lungo può fare male, lo tiene a bada con tanta abnegazione e volontà. Cerca anche di dare un minimo di spinta, ma non ha grande supporto e troppe volte è solo in mezzo a tanti avversari. Come il sale nelle ricette c’è quanto basta.
Dal 57′ Palomino 6: entra e sembra avere un unico obiettivo, tenere alta la guardia e la tensione con entrate dure e senza guardare in faccia a nessuno. Compito assolto.
Adopo 5,5: la sua fisicità è fondamentale per aiutare la retroguardia sia nei calci piazzati che nelle battaglie in mezzo al campo, ma non incide e anzi, sul raddoppio del Napoli sbaglia tutto ciò che si può sbagliare, dal movimento al raddoppio per aiutare Mina.
Makoumbou 6,5: è l’equilibratore classico, cresciuto come maturità e mentalità con il passare dei mesi. Non ha modo di incidere particolarmente in regia, ma davanti alla difesa è diga fondamentale per arginare le incursioni di Anguissa e i movimenti a uscire di Raspadori. E non è poco.
Dal 57′ Marin 6: entra con poca voglia, l’atmosfera e il punteggio non lo aiutano ed è un alibi che non si può omettere. Pecca di altruismo nel finale, ma il suo piede è sempre prezioso.
Deiola 6,5: se dopo una partita al Maradona il giocatore più dominante del Napoli dopo McTominay risulta quasi assente è perché il capitano conferma il momento di forma speciale e le sue qualità tattiche. Anguissa è sicuramente di un’altra categoria, ma oggi il 14 rossoblù lo ha limitato. Unico appunto, va bene il tiro a giro, ma la trivela non è nelle sue corde.
Augello 5,5: l’errore al 10′ che apre un contropiede Napoli molto pericoloso è da principiante, ma in generale è dal suo lato che il Cagliari soffre particolarmente. Certo, Politano non è una passeggiata di salute, con Di Lorenzo in coppia tanto meno, quindi alla fine al netto degli avversari si può accettare qualche neo. Ma la sufficienza non arriva comunque.
Dal 73′ Obert 6: entra dovendo aiutare su Neres che ha voglia di incidere, se la cava con furbizia in più di un’occasione giustificando i minuti in campo.
Viola 5,5: la vede poco, pochissimo. Non è certo il calciatore che può prendere palla da solo e costruirsi la gara e in una partita difensiva senza palloni giocabili, ma il risultato è che non entra mai nel gioco.
Dal 57′ Kingstone 6: ci mette tanta voglia di fare, anche troppa perché è confusionario e impreciso. Ma andare sotto la sufficienza sarebbe ingeneroso perché almeno prova a dire la sua.
Piccoli 6: premio alla stagione in una serata che non lo vede protagonista. Rispetto al compagno che gli sta vicino, leggasi Viola, almeno entra più nel gioco con sportellate e gestione di palloni in mezzo alla difesa azzurra. Di più non può, pur se si vede che vorrebbe e potrebbe.
Nicola 6,5: una sconfitta prevedibile, ma che lui non accetta come destino inevitabile fin dal primo minuto. È una molla, carico a mille e si vede che per lui salvezza raggiunta o meno ogni gara ha un valore etico da rispettare. Difficile dire altro in una serata così, se non che l’attenzione difensiva regge finché la qualità altrui non cambia le sorti e, soprattutto, finché le spalle sono coperte. Appena prova ad alzare le linee ecco che Lukaku entra nel suo territorio preferito che Conte ama aprire per la sua punta. Ora il futuro, incerto, ma con un passato del quale può essere soddisfatto, anche dopo questi 90 minuti nonostante il 2-0 a sfavore.
Matteo Zizola
























