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Le Pagelle di Cagliari-Milan: Luperto-Rodriguez tengono, ma l’attacco non incide

Sebastiano Luperto durante Cagliari-Milan | Foto Luigi Canu
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Queste le nostre valutazioni sulla prestazione fornita dai rossoblù di Fabio Pisacane in occasione della sfida persa per 0-1 contro il Milan.

Caprile 6,5: un primo tempo da spettatore tra i pali, guarda il cantiere messo su dal suo allenatore e commenta a distanza provando a dire la sua sia a voce che con i piedi. Nella ripresa vede passare fin da subito più rossoneri e palloni, può poco sul gol del vantaggio di Leao anche perché la leggera deviazione di Luperto lo taglia fuori completamente, tiene poi aperta la gara su Pulisic e Modric.

Zappa 5,5: attenzione alta in un primo tempo eccellente per applicazione, oltre a svolgere un compito nuovo diventando un motore moderno quando in costruzione si sposta centralmente per liberare Palestra sulla corsia. Purtroppo viene tradito dall’umidità sul gol di Leao, scivolata a vuoto causa rimbalzo galeotto che accelera il cross. E da lì scende di livello perdendo lucidità, peccato.

Luperto 7: regista difensivo che sposta gli attori del suo team e tiene alta la linea quando serve per poi passare al blocco basso e via. Soffre poco o nulla, confermando di essere sulla strada del ritorno a prestazioni che gli competono. Sfortunata la deviazione sul gol di Leao, risolve alcune situazioni complicate con il passare dei minuti.

Rodriguez 7: un rischio enorme quando in pieno recupero di prima frazione stende Loftus-Cheek, ma con Leao in fuorigioco. Per il resto tanta garra e tantissima attenzione, tiene bene su Leao nel primo tempo e su Loftus-Cheek nel secondo e non ha grandi colpe sul gol subito. Soprattutto sull’inglese compie alcuni interventi rilevanti.

Obert 6,5: di fronte ha il cliente più scomodo tra le linee, quel Saelemaekers che ha fatto girare la testa a tanti in Serie A. Nessun problema, o meglio pochissimi problemi, non si fa superare quasi mai e trova anche lo spazio per provare ad attaccare e non sempre a difendere. Sul gol paga l’intraprendenza, troppo alto, ma visto l’atteggiamento non può essere una colpa.
Dal 61′ Idrissi 6,5: è l’unico cambio che entra davvero bene in campo, salva un paio di pericoli davanti all’area con recuperi e diagonali e prova a proporsi. In più prende un giallo per provare a svegliare i compagni, a volte serve anche quello.

Prati 6: è uomo ovunque in mezzo al campo, lo trovi davanti alla difesa a proteggere in orizzontale e poi sulla trequarti a provare il tiro da fuori, ma è troppo impreciso. Corre tanto e spesso bene, ma ha qualche responsabilità nella lettura della transizione rossonera sul gol.
Dal 61′ Borrelli 5: ci mette tanta voglia, ma non ne azzecca una. Non riesce a tenere su il pallone, non riesce ad appoggiare e far rifiatare, non vince praticamente nessun duello. E quando prova a pressa Modric paga pegno perché, come diceva l’ex di giornata sulla panchina avversaria, nel calcio ci sono le categorie.

Adopo 6: gioca in diverse posizioni, ma soprattutto ha a che fare con Rabiot a lungo e non demerita. Riesce a dire la propria, soprattutto quando l’intensità alta mette la gara sul suo piano. Cala leggermente alla distanza, ma porta a casa la classica pagnotta

Mazzitelli 6,5: forse è lui a essere coinvolto dopo lo stop di Deiola, sorpresa di giornata peraltro positiva nei fatti. L’intensità non è il suo forte, ma ha fosforo da vendere seppure a volte esagera nel forzare la giocata. In generale, comunque, la seconda di fila da primo minuto lo vede promosso ampiamente. Cala solo quando entra in riserva, calzettoni bassi e qualche errore.
Dall’83’ Cavuoti SV: prova a incidere, ma non è da lui che si può pretendere la scossa per il pareggio.

Palestra 6: primo tempo che mette alla berlina Estupiñan che non lo vede mai e usa soprattutto le cattive (impunito) per fermarlo. Poi nella ripresa il Milan gli prende le misure tra raddoppi e maggiore attenzione e lui, piano piano, smette di incidere.

Esposito 5,5: quando illumina, come sul pallone crossato per Adopo, è davvero un bel vedere. Purtroppo però la luce si accende a intermittenza e il pulsante resta più sull’off che sull’on. Lezioso a tratti, si sacrifica e dà ciò che ha, ma il periodo non sembra dei migliori.
Dal 66′ Gaetano 5,5: entra per dare tecnica e verve, restano solo le intenzioni e niente più. Non riesce a far scoccare la scintilla e anzi, esagera nelle forzature.

Kılıçsoy 5,5: la presenza fisica c’è, pianta le gambe sul terreno ed è davvero complesso spostarlo e togliergli il pallone. Alla fine, però, a parte una rovesciata non riesce a calciare mai verso la porta e la difesa rossonera lo contiene senza grossi problemi. Positivo comunque l’atteggiamento, è anche poco servito – va detto – e altro segno più i tanti minuti messi in saccoccia. Che servono, eccome.
Dall’83’ Pavoletti SV: il miracolo non riesce, tocca pochi palloni e non ha occasione di incidere.

Pisacane 6,5: primo tempo che dimostra uno scatto mentale non da poco dopo la vittoria di Torino. La squadra è sfacciata, intensa, aggressiva e manca solo il gol. Non un piccolo particolare, perché quando giochi contro le grandi non raccogliere quanto seminato alla lunga si paga. Se poi sull’altra panchina c’è un certo Allegri il destino è segnato. Nella ripresa esce un altro Milan, i suoi ragazzi soffrono, capitolano, perdono energie e lucidità e non riescono a reagire. Ma la strada è tracciata, ora servono innesti per dargli una mano a seguirla senza soste.

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