Trasformare l’impossibile in possibile. Nelle ultime settimane Claudio Ranieri ha trovato la ricetta perfetta per il suo Cagliari da battaglia che per fare punti nella corsa salvezza non teme più nemmeno le gare contro le big della Serie A. Dopo il successo interno contro l’Atalanta e il pari di cuore e spettacolo per 2-2 a San Siro contro l’Inter i rossoblù attendono la Juventus dell’ex Max Allegri (qui le sue parole alla vigilia) alla Unipol Domus. Come sempre abbiamo utilizzato il sistema di analisi dati di Daniele Bianchi per capire le probabili chiavi tattiche della sfida e i punti di forza e di debolezza di una Vecchia Signora parsa meno brillante nell’ultimo periodo di campionato.
Stile di gioco
Appena due vittorie nelle ultime undici uscite di campionato per la Juventus di Allegri, al momento terza forza della Serie A con 4 punti di vantaggio sulla sorpresa Bologna. Sei invece i punti di ritardo dal Milan secondo. I bianconeri con 24 gol subiti sono la seconda miglior difesa del torneo dopo l’Inter (17). Mentre sono 45 le reti fatte, nelle prime attuali otto posizioni solo la Lazio fa peggio (41). Come gioca la squadra piemontese? Dall’analisi dei dati sull’atteggiamento in campo emerge in maniera evidente come la formazione di Allegri si concentri soprattutto su un approccio difensivo e un dominio con la sfera tra i piedi. La Juve vuole fare il ritmo della gara, accettando anche di “addormentarla”, pur di non concedere troppo all’avversario di turno. Molto basso il focus sul pressing elevato per la classifica dei bianconeri. Di seguito il grafico completo sullo stile di gioco juventino in questa Serie A.
Difesa chiusa
La Juventus è la squadra che in media concede meno chiare occasioni da rete a partita all’avversario. Meglio anche dell’Inter capolista. Mentre il Cagliari dopo aver passato un intero girone d’andata a concedere troppe occasioni, e pur subendo ancora dei gol per degli errori propri evidenti, sono la miglior squadra in questa statistica tra quelle che lottano per restare in A. I rossoblù sono la squadra che concede più passaggi in Serie A nella propria metà campo e la Juve di Allegri, nonostante sia quella che subisce meno chiare occasioni da rete, è la quarta formazione che permette un maggiore possesso all’avversario nella propria metà di campo.
Juve cinica
La Juventus, seppur attui una strategia più difensiva e meno di controllo rispetto alle squadre di alta classifica, legittima sicuramente la sua posizione nella generale del campionato sia con un’ottima solidità di squadra che con un buon cinismo nelle costruzioni offensive a favore. Se spostiamo il punto di vista sui parametri npxGD (sulle occasioni medie create a partita esclusi i calci di rigore), infatti, solo Atalanta e Inter, proprio le ultime due avversarie del Cagliari di Ranieri, sviluppano mediamente più dei bianconeri. I rossoblù dopo un’inizio non semplice per chiare occasioni costruite a gara sono in netta ripresa, nessuna delle squadre impegnate per non retrocedere attualmente crea più dei sardi. E anche questo è sintomatico della cura Ranieri che ha avuto effetto con il tempo nel girone di ritorno.
Approccio contro le “piccole”
Come gioca la Juventus contro le “piccole” del campionato? E come gioca contro le cosiddette grandi? Per capire se e quanta differenza ci fosse abbiamo analizzato le gare stagionali di bianconeri contro le formazioni dall’undicesima posizione nella generale in su e quelle contro i club al momento dalla dodicesima posizione in classifica in giù. Tra i dati più interessanti il minor numero di lanci lunghi, il dato quasi invariato sui contropiedi tentati ma soprattutto l’elevato numero di cross contro le squadre impegnate per la salvezza rispetto a quelle che lottano per un posto al sole nelle Coppe. In pratica quando trova formazioni più chiuse e meno propense a lasciare spazi la Juve si affida soprattutto alle fasce e ai traversoni per costruire un’azione da rete. Un’indicazione per un Cagliari che ritrova Nandez sulla destra e che potrebbe ancora affidarsi a un 3-5-2 fluido per contrastare i bianconeri, come già fatto a San Siro.
Roberto Pinna