“Sarà il campo a dirci in che condizioni siamo”. Oltre due settimane di stop forzato, ma anche più di una completamente dedicata al lavoro individuale e di gruppo per limare quei dettagli che nella pallacanestro fanno la differenza. Alla vigilia della sfida contro la Reyer Venezia, il coach della Dinamo Sassari Piero Bucchi ha riportato tutte le attenzioni verso il parquet. L’ultimo giudice di uno scontro che non è come gli altri.
Storia
Lo ha detto anche Marco Spissu nella conferenza stampa di presentazione della gara lato Venezia (qui le sue parole), che il PalaSerradimigni quando vede orogranata diventa ancora più elettrico del normale. Lo fa perché Venezia e Sassari si sono iscritte nella storia della pallacanestro italiana dopo aver spesso incrociato i propri destini, in un’ultima decade di basket che ha visto entrambe arrivare fino alla conquista del tricolore almeno una volta nel corso del tempo. Nella mente dei più c’è la Sassari di Gianmarco Pozzecco e una gara 6 giocata al PalaSerradimigni che aveva allungato la serie della finale scudetto 2018-2019 fino alla partita numero 7, che consegnò poi lo Scudetto agli uomini di De Raffaele. Ma ad accendere il duello fu la vittoria biancoblù sulla sirena nella prima fase delle Final Eight di Coppa Italia dello stesso anno, grazie a una rimonta della squadra sassarese perfezionata da un gancio di Cooley a pochi attimi dal termine. La rivalità è poi rimasta vivace, in tutti gli altri incontri, a partire dal successo della Dinamo nella Supercoppa del 2019-20 fino al nuovo duello playoff della stessa stagione, in cui però la mancata presenza dei tifosi sugli spalti tolse fascino a una sfida che vide avanzare in semifinale Scudetto la Reyer.
Ritorno
Rispetto al passato è chiaro che il ritorno di Marco Spissu sul parquet del PalaSerradimigni per la prima volta da avversario renda il sabato sera piuttosto differente. Il ragazzo si è fatto uomo, o “giocatore formato” per utilizzare le sue parole di risposta alla nostra domanda in conferenza stampa. E torna per questo con consapevolezze diverse dall’estate del 2021, quando lasciò Sassari per continuare a vivere il proprio sogno di mettersi alla prova nel mondo della pallacanestro. Qualcosa che l’ha portato lontano da Piazzale Segni, ma che non gli ha mai fatto dimenticare il suo punto di partenza e le proprie origini. “Farò di tutto per esserci” ha detto Spissu rispondendo a una prima domanda sulle sue condizioni dopo i problemi alla spalla patiti in Nazionale. Il pubblico di Sassari di certo lo attende per abbracciarlo un’altra volta, almeno fino alla palla a due, quando il peso della gara comincerà a farsi sentire.
Diversità
Perché sullo sfondo rimane la voglia di superare l’avversario di sempre. Tuttavia, il duello del 4 marzo ha le sue peculiarità e mette di fronte due gruppi forgiati dalle difficoltà vissute nella stagione. Rispetto all’andata, come affermato da coach Bucchi, Sassari affronterà una Reyer che proverà a essere più aggressiva sia in attacco che in difesa, sulla scia di quella che è la nuova guida tecnica di Neven Spahija. Di simile rispetto al confronto dello scorso 26 dicembre, vinto 86-76 dai veneziani, ci sarà l’attenzione da mettere sotto i tabelloni. Stephens e Diop dovranno provare a contrastare Watt, giocatore cruciale per gli orogranata, e un Tessitori che può dare maggior profondità dentro l’area ai suoi. Senza sottovalutare l’importanza del lavoro di Bendzius contro Willis (5,4 rimbalzi a partita per l’ex Brindisi). Ma al di là dei duelli individuali potrebbe essere il collettivo a far la differenza. Venezia ha un roster molto profondo, che prima della pausa sembrava alla ricerca ancora della miglior amalgama. Sassari al contrario ha rotazioni più corte, ma come dimostrato con Brescia ha forgiato le proprie consapevolezze per reagire ai momenti di sbandamento. Dopo la pausa, gestire al meglio il minutaggio potrebbe essere determinante. Ma il fattore squadra sarà fondamentale anche a livello mentale e tecnico, oltre che sul piano fisico. Le collaborazioni difensive e la freddezza nel cercare il tiro aperto più che soluzioni affrettate possono essere infatti le chiavi di un incontro che mette di fronte la prima e la quinta miglior squadra a livello di assist (19,7 Sassari contro i 17,7 a partita di Venezia) ma soprattutto le due formazioni che tirano meglio da tre nell’intera Lba (42,8% per i biancoblù, 40,8% per Granger e compagni). Un insieme di elementi che fanno presagire l’importanza di riuscire a imporre i ritmi desiderati sulla gara, ma specialmente della lettura delle diverse situazioni. Sassari nell’ultimo mese ha dimostrato di essere matura nella gestione dei differenti momenti. Di capire quando accelerare e quando ragionare, sapendosi affidare a più protagonisti e sfruttando diverse soluzioni. Con Venezia arriva una nuova occasione per mettere alla prova le proprie sicurezze e smentire chi ha visto nella sosta un intoppo più che un’opportunità per ricaricare le pile.
Matteo Cardia

















