“La Dinamo è sana, ripartirà dalla A2 con l’ambizione di restarci il meno possibile”. Questa la linea tracciata da un istrionico presidente Stefano Sardara, intervenuto oggi 15 maggio in conferenza stampa a margine di una stagione shock culminata con la retrocessione in A2 della sua Dinamo Sassari. Parole che arrivano a distanza di due settimane dal verdetto che ha messo la parola fine all’avventura nella massima serie del club biancoblù dopo 16 anni di permanenza e che hanno come obiettivo quello di spazzare via i dubbi e le preoccupazioni alimentati dal silenzio dei giorni appena trascorsi.
Chiarezza
Ci si aspettava chiarezza e così è stato. Una conferenza fiume in cui sono stati toccati diversi aspetti e in cui il presidente Sardara si è tolto diversi sassolini dalle scarpe mettendo alcuni ‘puntini sulle i’, in particolare nell’analisi della stagione appena conclusa, ma allo stesso tempo ha voluto indicare quella che sarà la strada da percorrere. Occasione in cui il massimo dirigente del club sassarese si è assunto le responsabilità per quanto accaduto, per essersi fidato di chi in stagione ha costruito (quindi l’innominato diesse, durante la conferenza, Mauro Sartori e il coach Massimo Bulleri, esonerato a stagione in corso) una squadra composta da giocatori – detto in maniera edulcorata – senza carattere. “La retrocessione è arrivata a maggio 2025, non nel 2026, ovvero quando la squadra è stata costruita – ha poi continuato Sardara – noi le abbiamo provate tutte: multe, bastone e carota, scuse e contro scuse. In una squadra si può correggere tutto, meno l’assenza di palle. Avremmo potuto fare meglio, ma le abbiamo provate tutte: il male di questa squadra era incurabile”. Parole, quelle del presidente, in cui con sincerità ha dato la sua visione su quanto accaduto, ma allo stesso tempo ha fatto capire senza filtri quella che è la sua delusione e la sua rabbia per l’annata appena vissuta. Ed è questo ardore che ci voleva e che Sassari voleva rivedere. Lo spirito battagliero di un presidente che ha portato ai massimi storici la Dinamo e che da un po’ non si vedeva che, con le sue dichiarazioni, oltre a spazzare via i dubbi sul futuro, ha mandato un messaggio di presenza chiaro contro il chiacchiericcio di chi pensa che la fiamma in lui si stia pian piano spegnendo.
Futuro
Dall’ardore mostrato nel manifestare il suo coinvolgimento nel progetto Dinamo, passando per la linea tracciata verso il prossimo futuro, ovvero quello della ripartenza dalla A2. Questi sono i segnali più importanti che arrivano sul Banco che verrà. Una squadra sana, che non ha debiti, ma che cerca sempre spalle su cui fare affidamento per far fare un salto di qualità al club. Allo stesso tempo una società che ai piani alti del basket si è trovata bene e che punta a ritornarci quanto prima. Quindi una Sassari ambiziosa, ma in una fase di transizione dopo un lungo ciclo di soddisfazioni. In estate cambierà tanto: “verrà riconfermata solo qualche figura dello staff tecnico”, così Sardara sul gruppo della stagione 2026/27. Un futuro che passa anche dal restyling del PalaSerradimigni con l’Assessore ai Lavori Pubblici Salvatore Sanna che ha fissato nell’estate 2027 la data per l’ultimazione dei lavori, al fine di regalare una casa nuova e rinnovata all Dinamo. Passione e strategia sono fattori importanti all’indomani di una brutta caduta come la retrocessione. Con la ripartenza dalla A2 che però, come fatto capire dallo stesso Sardara, non deve essere vista come una tragedia, ma come un’occasione per provare a riportare entusiasmo a una piazza che ha perso il disincanto delle annate gloriose, che ha bisogno di riprendere confidenza con la dimensione nella quale si trova e di una società che allo stesso tempo, dopo aver banchettato da grande ha anch’essa ricevuto uno schiaffo educativo che l’ha riportata alla realtà.



















