Il bicchiere è l’unità di misura perfetta per descrivere la serata vissuta dalla Dinamo Sassari a Pesaro. Le regole sono semplici e il gioco è presto fatto: il bicchiere è mezzo pieno perché i biancoblù centrano la seconda vittoria consecutiva tra Bcl e campionato, la seconda di fila in trasferta e la prima lontano dal PalaSerradimigni in Serie A, giocando per 30’ una pallacanestro più che buona a cui si aggiunge il minuto giocato prima della sirena finale; il bicchiere è mezzo vuoto se si guarda agli ultimi 10’, quando Sassari ha staccato troppo presto la spina mostrando di poter e dover ancora crescere per scacciare i fantasmi del passato.
Cammino
Ciò che l’unità di misura più conosciuta non può raccontare è la profondità del successo. Sarà probabilmente l’intero mese di gennaio a chiarirlo, ma i due punti conquistati dalla Dinamo sono al momento importanti per la classifica oltre che per la fiducia del gruppo. La sconfitta di Treviso contro Varese ha rimesso due vittorie di distanza dalla zona retrocessione, mentre il 69-79 conquistato sul parquet della Vitifrigo Arena ha messo nel cassetto una vittoria contro una diretta concorrente di classifica e ha consentito alla Dinamo di rosicchiare due punti a Cremona e Scafati. “Abbiamo fatto il nostro dovere”, ha affermato coach Piero Bucchi in sala stampa. Vero, perché Sassari doveva provare a dare una svolta al proprio campionato, ma soprattutto perché i biancoblù devono imparare a non accontentarsi. Tuttavia, l’impressione è che rispetto alla chiusura del 2023, con un Jefferson in più in regia e al di là dell’ultimo quarto giocato con la VL, Sassari abbia capito quale direzione prendere e stia provando a correre per percorrerla con la giusta cadenza di falcata.
A metterlo in luce sono stati specialmente tre momenti della sfida. Il primo, quando Tyree ha messo a referto la tripla del -7 sulla sirena del primo periodo: il tiro è costruito con freddezza e preso con decisione, ma finisce per diventare il clic mentale per Sassari che poi apre un parziale di 28-8 che cambia la gara. Il secondo, si delinea al rientro sul parquet dopo l’intervallo lungo, momento che per il Banco in questa stagione ha segnato più di una problematica. Il parziale di 8-0 firmato Tyree-Charalampopoulos è stato invece la risposta attesa e migliore che potesse arrivare. Infine, il minuto finale: Sassari che torna a difendere forte, le energie di Pesaro che terminano, Tyree che azzanna il ferro e la partita con il canestro che chiude la gara. Il nome del prodotto di Ole Miss si ripete sempre, frutto di una partita solida e con poche sbavature, ma i due punti conquistati in casa della VL non hanno avuto solamente la sua firma.
Testa
Ancora non è chiaro se per un problema o per scelta, ma Treier non è sceso sul parquet di Pesaro restando in panchina così come successo in Francia se non per i minuti finali. In ogni caso, ruotare in 9 significa maggior responsabilità sulle gambe e sulla testa dei giocatori chiamati a dividersi ulteriori compiti. La risposta per gran parte della gara è stata positiva e il buon lavoro di gruppo fatto a rimbalzo (44 conquistati contro i 33 avversari) ne è una prova. Sassari ha giocato per 30’, soprattutto nei due periodi centrali, una partita di grande organizzazione e applicazione su ambo i lati del campo, sulla linea di quanto accaduto a Cholet. Ha punito le scelte difensive di Pesaro alternando i settaggi offensivi, muovendo bene il pallone e trovando spesso il tiratore libero tra angolo e mezzo angolo, senza rinunciare quando possibile alla carta Charalampopoulos spalle a canestro e facendo lo stesso con McKinnie. Dall’altra il buon lavoro di Kruslin, ma in generale la grande responsabilizzazione di tutti sull’uno contro uno e la consapevolezza di dover fare un passo in più dentro l’area nel momento in cui Jefferson sarebbe stato attaccato, hanno contribuito a togliere fiducia alla squadra di Buscaglia, capace poi di trovare il proprio orgoglio quando Sassari ha smesso di essere incisiva offensivamente finendo quasi per dilapidare un vantaggio di 28 punti. Un andamento che dovrà essere da lezione a una squadra che deve imparare a guardare al passato recente non come fonte di paure, ma come stimolo. E che ora avrà a disposizione due match tra le mura amiche per avere l’opportunità di presentare il suo miglior volto al proprio pubblico. Prima lo scontro con Cholet, mercoledì 10, che può regalare l’accesso al Round of 16 di Bcl. Poi la gara contro Pistoia, domenica 14. Un risultato dell’andata da ribaltare, ma soprattutto due punti che sarebbe fondamentale conquistare per portarsi a due successi dall’ottavo posto, occupato momentaneamente dagli uomini di Brienza. Perché i playoff restano l’obiettivo e Sassari ha ora tutto un girone di ritorno per provare a regalarseli.
Matteo Cardia

















