agenzia-garau-centotrentuno

Dinamo Sassari | Diop, Gentile e non solo: la voglia pesa più delle gerarchie

Ousmane Diop e Eimantas Bendzius durante Banco di Sardegna Dinamo Sassari - Dolomiti Energia Trentino Trento | Foto L.Canu / Ciamillo-Castoria
Ousmane Diop e Eimantas Bendzius durante Dinamo Sassari-Aquila Trento | Foto L.Canu / Ciamillo-Castoria
sardares
sardares
sardares

Cambiare a volte può servire. Perché mischiare le carte a volte mette in moto idee ed energie mentali nascoste, che vengono fuori solamente se viene lanciata una sfida o si cerca uno stimolo dentro sé stessi per la reazione. La Dinamo Banco di Sardegna Sassari nella vittoria contro l’Aquila Trento ha avuto sì ancora qualche passaggio a vuoto, soprattutto nel secondo tempo, ma ha messo in luce la volontà di ritrovare una vittoria che mancava da troppo tempo senza badare troppo alle gerarchie.

Quintetto
I cambiamenti, appunto. Già il quintetto ha parlato chiaro, con Ousmane Diop e Stefano Gentile dentro al posto di Onuaku e Kruslin. L’usato sicuro, ma anche la voglia di emergere del primo e la solita spregiudicatezza del secondo. Già nella passata stagione i due avevano dimostrato di avere una buona intesa sul parquet. La versatilità e la qualità nel rollare dopo il blocco di Diop, uniti a una fisicità cresciuta durante l’estate, insieme all’esperienza e alla capacità di Gentile nelle letture offensive, hanno fatto sì che la collaborazione tra i due diventasse cruciale per il secondo successo in stagione in campionato, in un PalaSerradimigni che almeno in Italia potrebbe nuovamente diventare un castello difficile da espugnare per gli avversari. Nonostante le difficoltà nell’arginare Atkins nel secondo tempo, Diop ha dimostrato di soffrire di meno il centro avversario, grazie soprattutto alla possibilità di uscire con più sicurezza dal pitturato per inseguire l’ex Virginia. Ma la differenza l’ha fatta l’atteggiamento, con freddezza e cattiveria che si sono mostrate al pubblico sassarese con la tripla della guardia di Maddaloni e i due canestri consecutivi, su assist dello stesso Gentile, del senegalese a pochi minuti dal termine. Dalla prova dei due, ma soprattutto dalla voglia di squadra di soffrire e di piegare le gambe in difesa nel momento in cui Trento sembrava pronta ad agganciare nel punteggio i biancoblù, è passato il destino di una gara che la Dinamo stavolta non si è lasciata sfuggire di mano come accaduto a Treviso.

Collettivo
Tutti hanno mostrato grande atteggiamento e spirito di sacrificio, quando giochiamo così possiamo essere competitivi”. Così ha recitato coach Piero Bucchi in sala stampa nel post partita contro l’Aquila. Una realtà dimostrata soprattutto da un dato, quello dei rimbalzi. I trentini erano primi in campionato nella statistica, grazie soprattutto al lavoro del collettivo. Sassari ha saputo imitare il sacrificio della squadra avversaria, distribuendo i rimbalzi tra tutti i giocatori in maniera quasi equa (sette giocatori con almeno 2 rimbalzi) e vincendo la sfida sotto i tabelloni per 31-30. Le palle perse sono ancora troppe (18, di cui 5 di un Robinson ancora altalenante) e alcune distrazioni avrebbero potuto avere un peso differente durante la gara, ma Sassari può guardarsi allo specchio e accorgersi di quanto può valere.
A livello di singoli, oltre a un Nikolic che è già diventato un giocatore più che utile alla causa, segnali importanti sono arrivati anche da Jamal Jones. Quasi perfetto offensivamente nei primi due tempi, meno continuo negli ultimi due ma comunque pronto a dare una mano su entrambi i lati del campo. La mano c’è e il 7/10 dal campo lo ha dimostrato, manca ancora quella aggressività in attacco (0 falli subiti contro Trento) che potrebbe fargli fare ancora uno step in più in una squadra che ancora a difesa schierata, fatica a creare vantaggi. Problemi ancora più evidenti in campo con Onuaku, ancora una volta al centro delle attenzioni avversarie in difesa, con la squadra di Molin che ha cercato in ogni modo di chiudere linee di passaggio e rendere impossibili le diverse soluzioni studiate dai biancoblù. Un quadro di difficile digestione per l’ex Rockets che però è mancato nella reazione all’interno della propria metà campo.

Bucchi dovrà lavorare soprattutto sulla mentalità del proprio lungo per far arrivare pronta la squadra al match contro una Virtus Bologna che fatica in Eurolega ma vola in campionato. Anche perché la squadra di Scariolo, ancora di più con il ritorno di Jaiteh malgrado il momento difficile per il francese, fa della fisicità una delle sue armi principali. La Dinamo avrà per questo ancora più bisogno di un Onuaku al 100%, oltre che di quella disponibilità al sacrifico vista contro l’Aquila, per provare quel colpaccio davanti al proprio pubblico che potrebbe diventare il punto di svolta di un’intera stagione. E far così la differenza per l’umore di una squadra che martedì 1 novembre, a Digione, si giocherà gran parte del proprio futuro in Champions League.

Matteo Cardia

sardares

Condividere su

Commenti

guest
0 Commenti

CENTOTRENTUNO TV

Continua a leggere...

0
...e tu che ne pensi? Lascia un commentox