Una serata da dimenticare, con prestazione e percentuali di tiro ben al di sotto delle aspettative (specie dalla distanza, con un 25% da 3) che hanno portato la terza sconfitta stagionale, con dubbi e domande ad albergare pericolosamente nell’ambiente. La Dinamo Sassari di Luca Vitali è tornata dalla trasferta di Ruvo di Puglia con le ossa rotte (79-63), oltre che con la delusione per non essere stata davvero mai in partita contro i biancoblù pugliesi. Le continue assenze per problemi fisici, come sottolineato dal patron Stefano Sardara nell’intervista concessa alla Nuova Sardegna non stanno certamente aiutando il coach bolognese a creare la giusta alchimia in un gruppo rinnovato, ancora orfano di Kajami-Keane per un po’ e, dunque, senza uno dei leader tecnici per la nuova stagione.
Prestazione
A Ruvo ha funzionato ben poco, nonostante l’assenza tra i padroni di casa di Jazz Johnson, funambolo americano e miglior marcatore per media punti della Serie A2. Coach Raiola ha impostato il match nel modo migliore, sfruttando le concessioni della difesa sassarese in area e trovando in Chinellato e Bogliardi (rispettivamente 19 e 22 punti) i pilastri su cui costruire una vittoria di sostanza e prestigio. Anche perché come ricordava Antonio Mura, allenatore della Sef Torres durante “Quelli che la Dinamo”, chiunque affronti la Dinamo sta mettendo fin qui quasi il doppio dell’impegno che normalmente userebbe. D’altronde Brooks e compagni fanno paura, nonostante il momento poco fortunato e gli avversari fanno di tutto per sfruttare i limiti della squadra di Vitali. Che nell’infuocato palazzetto pugliese è stato costretto a rinunciare ancora una volta a Riismaa e, soprattutto, a spremere oltremodo alcuni elementi ancora non al meglio: a cominciare da capitan Brooks, fino a Michele Vitali e Pisano. Il fratello del coach biancoblù è incappato in una serata nera al tiro da 3 (0/5), con soli 4 punti a referto. Il giovane sassarese, partito nel quintetto iniziale, ha provato a dare il suo contributo ma volontà e impegno non sono bastati. Flood e Aromando non hanno praticamente mai lasciato il segno della loro presenza sul parquet pugliese, tra errori e di misura e scelte non sempre perfette al tiro.
Ripartenza
A tenere su la Dinamo ci hanno pensato Bryce Nze e Alessandro Grande, gli unici in grado di far male a Ruvo di Puglia. Il centro americano di passaporto nigeriano ha messo a segno una doppia-doppia (17 punti e 13 rimbalzi), riuscendo a tenere sotto controllo i falli commessi (3), risultando spesso la spina nel fianco della difesa di casa. Il play ex Avellino, autore di 24 punti e unico a trovare con una certa frequenza il canestro dalla distanza (almeno tre volte da quasi 8 metri), ha fatto avvicinare Sassari alla possibilità di riaprire il match quando mancavano 4 minuti dalla fine del terzo quarto sul 48-43. Sul più bello però la Dinamo si è sciolta, ancora una volta tradita da poca precisione e scelte sbagliate. Da lì in poi è stato nuovamente un assolo di Ruvo di Puglia, con i sardi incapaci di reagire in maniera continuativa e di provare a rimettere in discussione l’esito finale del match. Il presidente Sardara ha parlato di un approccio da cambiare in vista del prossimo impegno casalingo contro un’altra nobile decaduta del basket italiano come la JuveCaserta. Non ci sarà nessuno scossone a livello tecnico, con Luca Vitali che continua a godere della fiducia della società, anche se è sempre più evidente che sul parquet del PalaSerradimigni contro i campani si debba vedere una Dinamo trasformata. Soprattutto nel carattere e nell’atteggiamento, che nella trasferta pugliese sono mancati insieme alla convinzione di poter rimettere in piedi una gara iniziata male e finita nello stesso modo. Dai singoli è lecito attendersi una prestazione di sostanza, soprattutto da chi a Ruvo ha toppato fragorosamente. Il pubblico di Sassari lo merita, anche per provare a riaccendere quella fiammella che nelle ultime stagioni si è sempre più affievolita. Cambiare passo si può e si deve, servono maggiore consapevolezza e fame di vittoria. Ovvero quello che in Puglia si è visto davvero di rado.





















