Nuova stagione, nuovi stimoli e voglia di aggiungere altri mattoncini per fare ulteriori step in avanti. Se per Adam Obert la scorsa stagione è stata quella della crescita a livello tattico, dove la sua leadership sulla fascia sinistra non è mai stata messa in discussione, l’annata 2026-27 iniziata da pochi giorni nel centro sportivo di Asseminello dovrà essere quella della maturazione per poter diventare uno degli uomini chiave all’interno dello spogliatoio rossoblù e caricarsi di ulteriori responsabilità.
L’ultima stagione
Per il difensore di Bratislava la stagione passata è stata quella del tanto atteso salto di qualità. Nessun ostacolo verso una maglia da titolare inamovibile in un’annata terminata con 37 presenze tra Serie A e Coppa Italia e 3 assist. In tutto il 2025-26 solo quattro assenze, due per squalifica e due per scelta tecnica. In termini di presenze è stata la sua miglior stagione in Serie A con il Cagliari: 37 apparizioni tra campionato e Coppa Italia. Limitandosi alle stagioni in massima serie, il precedente record era rappresentato dalle 23 presenze raccolte con Davide Nicola nel 2024-25 (35 complessive, invece, nella Serie B 2022-23). Al maggior impiego sul terreno di gioco si sono aggiunti anche i contributi offerti alla squadra, importanti per centrare la salvezza: oltre ai già citati tre assist, il classe 2002 è stato primo nella rosa di Pisacane per numero di palloni rubati (73), intercetti (43) e tackle (68). Ottimi numeri anche nelle voci sui passaggi riusciti (988, secondo della rosa dietro Mina) e duelli vinti (128). La fiducia del tecnico campano per tutta la stagione è stata ovviamente la chiave che ha permesso a Obert di esprimersi al meglio. Il salto di qualità tanto atteso è finalmente arrivato. Verrebbe da dire che è mancato solo il gol, ma è una voce che non compare tra le sue mansioni più importanti.
Maggiori responsabilità
I nastri di partenza della stagione 2026-27, sempre agli ordini di Fabio Pisacane, non hanno portato solo cambiamenti a livello societario con l’arrivo di Pietro Accardi al posto di Guido Angelozzi nel ruolo di direttore sportivo, ma anche saluti importanti all’interno dello spogliatoio, tra tutti quello di Leonardo Pavoletti. L’addio dell’ex capitano consegna la fascia e il ruolo di leader dello spogliatoio ad Alessandro Deiola (come confermato anche dal presidente Tommaso Giulini lo scorso maggio). Accanto a lui altri senatori, come Mina, Caprile, Zappa e, perché no, anche lo stesso Obert: sfogliando l’attuale rosa rossoblù, lo slovacco è il terzo della rosa per numero di presenze (123), dietro proprio al capitano (221) e al laterale destro classe ’99 (214). Conosce l’ambiente, sa cosa vuol dire vestire la maglia rossoblù: perché, dunque, non pensare a questo ulteriore step che potrebbe portare benefici sia all’interno dello spogliatoio, dove diventerebbe un punto di riferimento soprattutto per i più giovani, sia sul campo, migliorando ulteriormente quanto di buono si è visto nell’ultima Serie A? C’è però l’incognita mercato, un aspetto che non si può non prendere in considerazione. Il laterale classe 2002 potrebbe rivelarsi un pezzo desiderato da molti in questa sessione estiva, in Italia così come all’estero. Una sua cessione potrebbe rappresentare una buona plusvalenza per le casse rossoblù, e questo è il motivo per cui la sua permanenza in Sardegna non è del tutto scontata. Ma la stagione è solo alle primissime battute iniziali, il ritiro di Ponte Di Legno inizierà la prossima settimana e così anche le prime sfide amichevoli: dei test interessanti, per provare nuovi accorgimenti tattici sul rettangolo di gioco e non solo.























