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Cagliari, dopo 13 anni arriva il successo alla prima di campionato: a Parma tre punti da squadra matura

Jacopo Fazzini in Parma-Cagliari | Foto Valerio Spano
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Una vittoria netta, senza discussioni, che avrebbe meritato un risultato più rotondo. Un successo da squadra matura, nonostante un’età media di poco superiore ai 24 anni. E la piacevole sensazione che, pur senza dover necessariamente fare voli pindarici, il margine di crescita sia ancora molto ampio. È quello che lascia al Cagliari l’1-0 di Parma, primo esordio vincente in Serie A dell’era Giulini. Una gara che a suo modo resterà nella memoria dei tifosi rossoblù, ringalluzziti da un pressoché costante dominio territoriale nei confronti di una delle rivali per la salvezza, su un campo solo recentemente fausto dopo anni e anni di fatiche.

Clic mentale
Un eurogol della nuova stella Alessandro Romano (su di lui torniamo più avanti), due pali e mezzo e la serata di riposo per Caprile: sono tanti gli elementi positivi del match del Tardini, in cui la squadra di Fabio Pisacane ha di fatto controllato il gioco con un palleggio fitto e sul breve, sfruttando i tanti spazi lasciati dal Parma in tutti e tre i terzi di campo, come sottolineato dal tecnico partenopeo in conferenza stampa. Sgombriamo subito il campo dalla faciloneria di certi commenti: per Deiola e compagni resta ancora tanto, tantissimo lavoro da fare, ma partire con tre punti in uno scontro diretto è certamente un viatico importante per il resto della stagione. “Profilo basso”, ha detto Pisacane nel post-partita. Un mantra per se stesso, per la squadra e soprattutto per l’ambiente. E ha ragione, perché abbiamo visto in passato come non basti iniziare in tromba per garantirsi la salvezza: vedasi il cammino della Cremonese nell’ultimo campionato, tanto per fare un esempio. Però il passo in avanti rispetto alla scorsa stagione di questo gruppo sembra già evidente. Dal punto di vista della consapevolezza dei propri mezzi, passando per la sicurezza nel palleggio e la concentrazione nei momenti chiave del match. Non avremo mai la riprova, ma l’impressione è che un anno fa il Cagliari una partita come quella di ieri, sabato 22 agosto, difficilmente l’avrebbe vinta. Anzi, come ha fatto notare Adam Obert in conferenza, nei momenti di maggiore spinta dei ducali di Cuesta probabilmente avrebbe subito gol. Invece non solo non è successo, ma addirittura Caprile è stato spettatore non pagante. A proposito: il “senza voto” assegnatogli nelle pagelle per qualche lettore potrà pur essere una provocazione, ma è frutto di una visione che va oltre “la buccia” superficiale delle cose.

Attacco in crescita
Quindi al Tardini ha funzionato tutto a dovere per il Cagliari? Sì e no. D’altronde lo ha detto anche lo stesso Pisacane, parlando di “pelo nell’uovo” nel sottolineare come in fase di non possesso in avanti la sua squadra potesse fare un po’ meglio. Aggiungiamo noi, senza polemica, forse anche in quella di finalizzazione. Perché non è lesa maestà dire che alle 10.45 del 23 agosto, ovvero il momento in cui scriviamo queste righe, i rossoblù non hanno ancora gerarchie definite in attacco. A Parma è ripartito titolare Paul Mendy, che ha dimostrato ancora una volta tutto il suo campionario: voglia di lottare su ogni pallone, unita a una ruvidezza tecnica che porta a volte a commettere errori banali, ma pure una “pervicace imprevedibilità” nelle giocate (come sul palo colpito). Il 2007 senegalese migliora partita dopo partita e non sembra un azzardo sostenere che in un paio d’anni possa diventare una risorsa chiave nell’economia di gioco rossoblù. Ora però è ancora nella fase in cui deve giocare, sbagliare e crescere. Ed è sacrosanto che sia così. Proprio per questo motivo dovrebbe avere al suo fianco una “certezza”, in grado di diminuire – non di eliminare – la responsabilità che porta sulle spalle. Ovvero il far gol, caratteristica peculiare del centravanti. In attesa di conoscere Kevin Carlos e il destino di Borrelli e Kingstone, con il caso Esposito ancora da risolvere e il mercato aperto, nel reparto avanzato potrebbe ancora succedere qualcosa. Una certezza offensiva però Pisacane la ha: Daniel Maldini. Per lui il tecnico rossoblù ha usato parole di elogio (“È un talento, se fa quello step quando non ha la palla è un calciatore che ci fa alzare il livello”), riconoscendone la potenziale leadership tecnica. Il figlio d’arte ha portato tecnica e fantasia sulla trequarti, con quel pizzico di maggior concretezza e voglia di sacrificarsi in più rispetto a chi fino a qualche settimana fa occupava quella posizione, ovvero Seba Esposito. Sono solo le prime impressioni, ma la strada tracciata sembra quella giusta.

Nuove stelle in mediana
Chiudiamo la nostra analisi con un passaggio doveroso e meritato per Romano. Quando il Cagliari ha deciso di investire 5 milioni di euro per un 2006 con meno di dieci minuti di esperienza in Serie A e una fresca retrocessione in Serie C con lo Spezia, in tanti hanno storto il naso. Già dal primo allenamento del ritiro, però, si è capito subito il motivo. Le gare nel precampionato, la prestazione contro l’Arezzo e, soprattutto, quella del Tardini hanno aggiunto ulteriori elementi alla tesi che chi firma questa analisi sostiene – ci sono le prove tra video e testo, non si scappa – dal primo giorno di ritiro ad Assemini: l’ex Roma è un calciatore potenzialmente di primissimo livello, capace di occupare tutte le posizioni della mediana e seguire alla lettera i compiti assegnatigli da Pisacane. E il siluro mancino che ha deciso la gara di Parma è la sventagliata di bottarga sul piatto di spaghetti alle arselle – ok, non è propriamente una portata della cucina svizzera ma tant’è – che simboleggia una prestazione quasi perfetta. Portata a casa con quella naturalezza di chi ha una “stoffa” diversa rispetto alla media. È presto per paragoni scomodissimi, ma le premesse sono davvero ottime. D’altronde se un anno fa un esperto di calciatori giovani di talento come l’ex direttore sportivo rossoblù Guido Angelozzi aveva provato a fare i salti mortali per portarlo a Cagliari un motivo c’era. Allora la Roma non si mosse dall’ipotesi di mandarlo a giocare in prestito secco, la scorsa estate i problemi economici del club giallorosso hanno fatto ripartite la trattativa, stavolta con la fumata bianca. Per la gioia di Pisacane, della dirigenza rossoblù e di tutta la tifoseria, che sta iniziando a godersi il suo nuovo gioiello. A Parma c’era anche il ct dell’Italia Roberto Mancini e non è un segreto che proprio Romano fosse uno dei calciatori nel mirino. La doppia nazionalità e il fatto di non aver mai giocato con la nazionale maggiore svizzera lo rendono ancora convocabile in azzurro. E chissà che proprio la sassata da 30 metri che ha deciso il match del Tardini non sia stata la prova che mancava a Mancini per convincersi.

Futuro prossimo
Discorsi che in casa Cagliari interessano il giusto: l’obiettivo è già puntato sull’Inter, che al debutto a San Siro ha strapazzato il Monza per 4-1. Per i rossoblù sarà una gara ben diversa rispetto a quella contro i ducali di Cuesta, ma c’è una settimana per prepararla al meglio. È lecito pensare che possa essere l’occasione di rivedere Yerry Mina al centro della difesa, anche se a Parma la coppia formata da capitan Deiola e Rodriguez è stata pressoché perfetta nelle due fasi. Sarà curioso vedere che tipo di approccio avrà al match la squadra di Pisacane, che nel post-gara ha fatto notare: “In Serie A chi gioca per il nostro obiettivo per il 60% delle gare può essere dominato, ma noi vogliamo giocarci tutte le partite. Per noi è vitale l’anima in non possesso, perché è quello che fa la differenza”. Contro i campioni d’Italia servirà la stessa applicazione al piano gara vista in Emilia, ma con un surplus di attenzione al dettaglio che la scorsa stagione più volte è mancata sul lungo periodo. Questo Cagliari, però, sembra aver intrapreso un percorso di crescita personale che parte proprio dal superamento dei limiti mostrati in passato. L’Inter rappresenta la prima vera occasione di mettere in pratica quanto imparato: basterà aspettare sette giorni per avere la risposta.

dall’inviato a Parma Francesco Aresu

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