Come già anticipato nelle ultime ore, il Cagliari è vicinissimo all’acquisto dell’uruguaiano Agustín Albarracín, fantasista classe 2005 del Boston River, individuato come il rinforzo di prospettiva per l’attacco di Fabio Pisacane. Per conoscerlo meglio e capire qualcosa di più su di lui abbiamo fatto due chiacchiere con Diego Barboza, centrocampista dell’Alghero Calcio e connazionale di Albarracín, che con il giovane Agustín e con il fratello maggiore Nicolás ha giocato nel 2019 con la maglia del Wanderers Montevideo. Ecco il ritratto dell’obiettivo di mercato del Cagliari che ci ha tratteggiato il capocannoniere del girone B di Promozione.
Diego, che calciatore è Agustín Albarracín?
“L’ho conosciuto ai tempi dell Wanderers, nel 2019: anche se lui era giovanissimo veniva aggregato spesso in prima squadra, in cui giocava anche il fratello più grande Nicolás (32 anni, ex Spezia e ora nella Serie A cinese con il WX Wugo, ndr). È un ragazzo tranquillo, umile, cui non piace troppo attirare l’attenzione o fare sciocchezze fuori dal campo. Per me è davvero forte: è un mancino, può giocare esterno a destra o a sinistra e dietro la punta. Ha grande qualità tecnica, forse gli manca un po’ di fisicità perché non è altissimo ma è davvero forte. In Uruguay quando giocava con me già da ragazzino faceva la differenza, anche con la maglia del Boston River ha fatto bene trovando diversi gol”.
Pensi che, qualora arrivasse a Cagliari, possa inserirsi subito nel gruppo di Pisacane?
“Certo, credo che la presenza di un connazionale e un amico come Juanchi Rodriguez in squadra possa aiutarlo a inserirsi fin da subito. È un classe 2005 ma è molto maturo, è un profilo che a Cagliari può giocare fin da subito”.
C’è un calciatore cui assomiglia, secondo te?
“Personalmente mi ricorda Dybala, ha quello stile lì. Punta sulla creatività palla al piede e quando si trova sulla trequarti con il possesso è capace di impostare con personalità, ma pure di concludere. La sua qualità migliore? Ha un buon tiro, ma quando punta l’avversario è davvero forte, sicuramente ha tra i punti di forza il dribbling”.
È pronto per la Serie A?
“Assolutamente sì, anche se quello italiano è sicuramente un calcio diverso rispetto a quello uruguaiano, più “sporco” e fisico. Qui si gioca molto di più quindi non è facile adeguarsi, ma lui ha mezzi per farcela”.













