agenzia-garau-centotrentuno
sardares

Cagliari, Pisacane e l’elogio della “sofferenza organizzata”: i numeri delle prime sei gare

Fabio Pisacane durante l'amichevole Rayo Vallecano-Cagliari | Foto Valerio Spano
sardares
sardares
sardares
sardares

“Mi piace avere la miglior difesa, ma guardo anche ai tiri presi. Quando si parla di numeri dobbiamo approfondire: di 102 tiri ne abbiamo presi solo 20 in porta, abbiamo un portiere forte, con una media di quattro a partita. Ovviamente mi auguro di non prendere mille tiri da qui a fine campionato, ma quella è una media importante”. Così parlava Fabio Pisacane in conferenza stampa alla vigilia di Cagliari-Juventus, match pareggiato dai rossoblù 1-1 e al termine del quale la statistica sui tiri è ulteriormente cresciuta, arrivando a 124 conclusioni totali concesse agli avversari in sei giornate di cui 31 in porta.

Cifre
Numeri che parlano di una media di oltre 20 tiri subiti a partita, certamente non sostenibile a lungo termine da nessuna squadra di Serie A, visto che a fine stagione significherebbe arrivare circa a quota 800. Numeri irreali e pressoché irrealizzabili: per capirci, nelle ultime tre annate il dato stagionale peggiore è stato rispettivamente della Cremonese con 580 (2025-26), poi il Monza e Venezia con 567 (24-25) e infine Salernitana con 599 (23-24). Per quanto riguarda il Cagliari nell’ultimo triennio il miglior dato è quello della stagione scorsa con 483 tiri concessi (di cui 177 in porta), inferiore a quelli di Ranieri (489 nel 23-24) e Nicola (503 nel 25-26). Facile capire insomma, numeri alla mano, le motivazioni dell’auspicio di Pisacane, per quanto fin qui i suoi giocatori abbiano saputo opporre una grandissima capacità di resistenza e sacrificio. Doti che si estrinsecano facilmente dai dati sui gol subiti – 3, con una media di 0,5 a partita – e, forse ancor di più, da quello sugli xG contro: -10,74 con un saldo negativo di -7,74 (dato Opta). Un dato cui si lega la percentuale di parate di Elia Caprile, senza dubbio miglior portiere della Serie A fino a questo momento, con il 90,3% sui tiri subiti. A questo si possono aggiungere il primo posto nella speciale classifica dei rinvii (187, di cui 31 del solo Rodriguez), quello nella percentuale di conversione in gol dei tiri subiti (2,42%).

Confronto con la passata stagione
Riassumendo: il Cagliari concede di più ma subisce di meno. Sembra un controsenso, ma non lo è. Il frutto della filosofia pisacaniana “disponibilità, sacrificio, mentalità” ha portato finora risultati forse inattesi dai più, ma non dal tecnico rossoblù. Nel confronto rispetto alla scorsa stagione contro le stesse sei avversarie incontrate fin qui – Parma, Atalanta e Udinese in trasferta; Inter, Lecce e Juventus in casa – i dati mostrano una situazione chiara. Nel 2025-26 il Cagliari ha totalizzato 5 punti, con 4 gol fatti e 8 subiti nel 2026-27 il saldo punti sale a 13, ancora con 6 gol segnati ma il dato su quelli subiti scende a 3. Eppure la difesa attuale ha concesso più tiri rispetto a un anno fa, 122 contro 109, il dato sulle conclusioni in porta è identico (31 sia oggi che in passato) ma è salita la media di tiri in porta concessi a partita (da 18,2 a 20,3), mentre è sceso quello sugli xG contro: -12 contro -13,74 (con un saldo reale però da -5,74 che passa a -9). Insomma, più tiri subiti ma meno gol presi. E se è migliorata la fase difensiva lo stesso si può dire anche di quella offensiva: l’attacco rossoblù è passato da 44 a 59 tiri (+15), da 9 a 23 conclusioni in porta (+14) e da 4,57xG a 5,90 xG. Quindi, Deiola e compagni hanno sia prodotto che concesso di più, ma raccolto più punti grazie anche alle 3 gare senza subire gol (contro Parma, Lecce e Udinese).

Futuro
Sono dati che dimostrano plasticamente il concetto di “sofferenza organizzata” coniato da Pisacane nel post-partita contro la Juventus. L’1-1 finale lascia insieme soddisfazione e rammarico nell’ambiente rossoblù, da una parte orgoglioso per aver giocato alla pari contro una delle big del campionato, dall’altra deluso dall’aver visto sfumare due punti nell’ultimo quarto d’ora. Contro il Monza è lecito attendersi un altro piano gara, con il ritorno al Cagliari sbarazzino e dominante apprezzato contro Parma, Lecce e Atalanta. Non sarà certamente una passeggiata di salute per i rossoblù, ma la consapevolezza del proprio valore e della capacità di soffrire tutti insieme vista fin qui sarà sicuramente il miglior alleato di fronte a un avversario con tante potenzialità, ma che concede e subisce tantissimo. A differenza del Cagliari, ormai a immagine e somiglianza del suo allenatore e ogni settimana ricorda sempre di più a quel gruppo di Primavera che nel 2024-25 fece dell’unità di intenti e della solidità l’arma fondamentale per vincere la Coppa Italia di categoria.

sardares
sardares
sardares

Condividere su

Commenti

guest
5 Commenti

CENTOTRENTUNO TV

Continua a leggere...

5
0
...e tu che ne pensi? Lascia un commentox