I nostri giudizi sul Cagliari che ha vinto 3-0 contro il Monza nel lunch match della 30ª giornata di Serie A alla Unipol Domus.
Caprile 6: quando il Monza bussa lui risponde presente prima su D’Ambrosio e poi su Bianco. Nessun intervento di particolare difficoltà in un quadro di normale amministrazione, la porta inviolata un bel segnale.
Palomino 6: fatica e non poco in costruzione da mancino piazzato a destra, mentre in fase difensiva è attento e non compie sbavature utilizzando esperienza e tempismo. Seconda partita di fila da titolare, si conferma più che un’alternativa.
Mina 7,5: domina sia in aria che in terra, non lascia mezzo centimetro a chiunque passi dalle sue parti e comanda da vero leader in ogni aspetto. Fortunato quando l’arbitro lo grazia da un giallo automatico, si conferma imprescindibile.
Luperto 7: presente in marcatura, in costruzione e anche in appoggio offensivo, la sua gara è pulita e senza fronzoli seppur sempre esteticamente di livello alto. Tanto importante quanto poco appariscente, continua a essere una sicurezza.
Zortea 6,5: sempre acceso, non va mai in riserva e appare ritrovato dal punto di vista fisico. Cercato spesso, ma non abbastanza, perché potrebbe essere ancora più pericoloso se i compagni non lo ignorassero in alcune occasioni. Prestazione comunque abbondantemente sopra la sufficienza.
Adopo 6,5: cresce alla distanza dopo un approccio non dei migliori mettendo fisicità in mezzo al campo e vincendo una quantità di duelli elevata. Potrebbe far meglio con la palla tra i piedi, ma l’apporto generale resta più che positivo.
Prati 7: il perché sia rimasto lontano dal campo così a lungo resterà un mistero di questa stagione. Seconda di fila da titolare, dimostra di poter essere centrale in questo Cagliari non tanto per le innate qualità in gestione, quanto per l’apporto in fase di non possesso. Intelligenza tattica superiore, il suo percorso riparte da questo finale di stagione.
Dal 76′ Makoumbou 6: forze fresche per l’ultimo quarto d’ora, controlla la sua zona con serenità.
Augello 7: altro assist, altro cross perfetto, altra prestazione lineare con diversi picchi verso l’alto. Inutile ripetere che un terzino sinistro di questo tipo non può che essere confermato anche in futuro, con un contratto da rinnovare quanto prima.
Dal 90′ Zappa SV: entra per il recupero in attesa del ritorno a pieno regime a Empoli.
Felici 6: in un pomeriggio positivo raccoglie una sufficienza risicata. La sua gara è da vorrei e riesco, ma senza continuità nell’incidere. Di positivo il ritorno dall’inizio dopo una discesa fisica e mentale, ma è ancora lontano dal giocatore che aveva sorpreso nelle prime gare.
Dal 60′ Luvumbo 6,5: recupero fondamentale per il finale di stagione, la sua effervescenza nell’uno contro uno un’arma che non può che essere utile nella corsa salvezza. Mette la ciliegina sulla torta di un buon impatto con il gol del 3-0 che, in altre occasioni, aveva mancato.
Viola 6,5: la sua prestazione sarebbe insufficiente perché sbaglia tanto a cominciare dal colpo di testa mandato a lato da ottima posizione. Non trova il giusto spazio, non trova le linee di passaggio, manca perfino tecnicamente. Poi, all’improvviso, si riscatta con uno stacco da centravanti mettendo in discesa una gara che poteva diventare complicata.
Dal 60′ Gaetano 7: bentornato. Atteso da settimane il suo rientro ai livelli della passata stagione, entra in corsa e decide. Punizione chirurgica per il 2-0, assist perfetto in verticale per il 3-0, oltre a tanta voglia di dimostrare che è ancora lui e che può essere importante per i colori rossoblù. Sfida vinta, almeno oggi.
Piccoli 6: lotta senza esclusione di colpi con Izzo, perdendo e vincendo duelli ma restando sempre sul pezzo. La sua battaglia crea spazi e situazioni pericolose, anche se non è quasi mai protagonista dalle parti di Turati. Esce dopo un battibecco con Pereira – e il giallo – e un Nicola che lo tiene a bada con durezza. Imprescindibile, pur senza i gol.
Dal 76′ Pavoletti 6: gol sbagliato da pochi passi in condizioni complicate di equilibrio, colpo di testa dei suoi sulla traversa, sportellate e volontà. Insomma, spezzone alla Pavo a cui manca solo il sigillo.
Nicola 7: aveva chiesto pazienza e forse ne ottiene fin troppa nei primi quarantacinque minuti. Non cambia, nonostante alcune prestazioni dei singoli che chiamavano le sostituzioni, ma alla fine ha ragione lui. Perché proprio il peggiore in campo la sblocca, perché chi entra lo fa con il piglio giusto al momento giusto, perché alla fine si soffre quanto lecito ma si controlla senza troppi patemi. Gara di sostanza e a tratti anche di qualità, il gruppo c’è e la salvezza è a un passo. Manca l’ultimo chilometro, ma con questo atteggiamento intelligente e compatto non sembrano esserci tanti dubbi sul taglio del traguardo.
Matteo Zizola