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Dinamo Sassari: errori e calendario in salita, ora è più di un allarme

Il gruppo della Dinamo Sassari | Foto Luigi Canu
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Un’altra serata dal sapore amaro, stavolta se possibile ancora di più visto che l’occasione era davvero ghiotta per ottenere due punti importanti e che una chiamata arbitrale quantomeno dubbia abbia deciso il match. Dalal trasferta di Varese la Dinamo Sassari rientra a casa con un altro referto giallo, incassando la quinta sconfitta consecutiva ma mantenendo sempre quel minimo margine di due punti da Treviso, sconfitta a Napoli nella giornata dell’esordio sulla panchina Guerri di Repesa.

Errori
Facile partire dal finale nell’analizzare il ko della squadra di Veljko Mrsic, con il tocco (minimo sembra dalle immagini comunque analizzate all’instant replay dagli arbitri) del malcapitato Ceron sulla penetrazione di Iroegbu che ha reso vana la stoppata di McGlynn. Un fischio che ha permesso al top scorer di giornata di decidere la partita dalla lunetta, realizzando il primo libero e sbagliando appositamente il secondo con una manciata di decimi da giocare sul cronometro. Un fischio arbitrale decisivo, commentato anche dal coach croato nella conferenza stampa di fine gara: “Nell’azione decisiva, è stato chiamato un fallo inventato su Iroegbu. Credo che, in queste circostanze, si debba lasciare che siano i giocatori a determinare l’esito della partita”. Il grande ex della gara, campione d’Italia nel 1998 da giocatore, ha però poi riconosciuto con lucidità: “Allo stesso tempo, dobbiamo guardare anche ai nostri errori: non possiamo permetterci di perdere un pallone su un passaggio a tutto campo in un momento così delicato”.  Un’analisi puntuale, come spesso ha fatto il tecnico in stagione, che spiega che la sconfitta di Masnago non sia passata da una scelta della terna arbitrale. Contro una Varese tutt’altro che solida e che ha vissuto di vampate dei suoi talenti, Iroegbu e Nkhamoua su tutti, hanno infatti pesato diversi errori dei biancoblù: tanti i tiri liberi concessi per tentativi di tiro da oltre la lunetta agli avversari (29 i liberi realizzati dalla Openjobmetis), tante le scelte sbagliate, alcune clamorosamente ingenue, e un 21/31 (67%) dalla linea della carità che alla fine della fiera pesa come un macigno sulle speranze di vittoria di Thomas e compagni. Ma non tutto è da buttare di quanto visto in Lombardia: l’atteggiamento nel terzo quarto (decisamente diverso dalla prima metà di gara in cui sono stati concessi 51 punti) e ancora una buona prestazione a rimbalzo (49 contro 28, di cui 21 offensivi) sono i punti da cui ripartire, considerata anche l’assenza di Visconti (out per un problema alla caviglia) che fa di questi due aspetti delle parti importanti del suo gioco. Per il resto il problema, leit motiv della stagione, è sempre quello di una squadra a cui non sembra mancare il talento, ma che paga in solidità, in continuità e leadership in momenti chiave, elementi che Mrsic dovrà saper far emergere nelle ultime tre gare di campionato.

Futuro
Venezia quarta, Bologna seconda, Brescia prima e un turno in meno da giocare vista l’esclusione di Trapani, con la sfida contro i siciliani che sarebbe caduta nel weekend del 26 aprile. Scenario sulla carta peggiore non poteva attendere la Dinamo Sassari che dovrà per forza trovare almeno uno scalpo importante nel suo cammino per evitare una retrocessione che solo qualche settimana fa sembrava poter essere solo un piccolo spauracchio, ma che con il passare delle partite è diventato più un pericolo concreto, fino a trasformarsi in paura. Servirà unità di intenti, concentrazione e intensità, nonché il pubblico delle grandi occasioni già dalla gara contro la Reyer Venezia, avversaria contro la quale solo qualche stagione fa ci si giocava ben altri obiettivi.  Ma servirà anche guardare cosa faranno le altre avversarie a cominciare da Treviso che nel prossimo match affronterà Udine che, exploit con l’Olimpia Milano a parte, ha perso sei delle sette ultime partite, con i veneti che affronteranno nell’ordine la capolista Brescia, Cantù e Reggio Emilia. Lo scontro contro i brianzoli di De Raffaele potrebbe essere chiave per entrambe le squadre, con l’Acqua San Bernardo che deve comunque guardarsi alle spalle in un calendario che la vedrà osservare il turno di riposo nell’ultima giornata.

 

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