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Creatini (Fantacycling): “Giro di Sardegna? Ritorno importante, ci sarà spazio per i giovani talenti”

Federico Creatini, CEO di Fantacycling
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Alla vigilia del via del Giro di Sardegna 2026, che domani, 25 febbraio, scatterà da Castelsardo riportando sulle strade dell’isola una competizione assente da quindici anni, abbiamo intervistato Federico Creatini, esperto di ciclismo, CEO di Fantacycling e opinionista di Bike TV. Con lui abbiamo analizzato il significato del ritorno della corsa, il livello delle squadre al via, i possibili protagonisti e le aspettative per una settimana che promette spettacolo e grande ciclismo sulle strade sarde.

Federico, iniziamo questa intervista parlando del ritorno del Giro di Sardegna, che rientra in calendario dopo 15 anni come gara di categoria 2.1: che importanza ha questo livello internazionale e cosa può rappresentare per squadre e territorio?
“Anche se si tratta di una corsa di categoria 2.1, è comunque importante esserci, perché è da appuntamenti come questo che si riparte, ricostruendo passo dopo passo la base del movimento ciclistico per poi, eventualmente, tornare a salire di livello. Al via ci saranno alcune squadre development, formazioni World Tour con organici giovani e diverse realtà Professional e Continental. Questo significa che il Giro di Sardegna 2026 offrirà spazio soprattutto ai giovani talenti, come spesso accade in queste competizioni, oltre a numerose squadre italiane di terzo livello nel ranking UCI. Sarà quindi un’occasione per osservare da vicino molti corridori emergenti italiani, ma anche qualche nome straniero interessante capace di mettersi in evidenza. Il ritorno della corsa dopo 15 anni è stato reso possibile anche grazie all’impegno del presidente Roberto Pella e della Lega Ciclismo Italiano, che attraverso la Coppa Italia delle Regioni sta valorizzando progressivamente il territorio nazionale, inserendo eventi ciclistici in quasi tutte le regioni. Si tratta di un progetto ambizioso e di un esperimento interessante, con l’obiettivo dichiarato di riportare il ciclismo italiano ai livelli di popolarità e diffusione che caratterizzavano gli anni Novanta. La direzione intrapresa sembra positiva: ora resta da vedere se i risultati riusciranno a confermare queste aspettative”.

Quali sono, a tuo avviso, le squadre più attrezzate e competitive per affrontare questa corsa?
“Tra le squadre più interessanti al via del Giro di Sardegna 2026 spiccano innanzitutto alcune formazioni giovanili legate ai grandi team World Tour, come le development di UAE Emirates e Red Bull BORA, che potranno contare su giovani di talento pronti a mettersi in evidenza. Considerato il profilo mosso e talvolta insidioso delle tappe, corridori emergenti e corridori offensivi potrebbero trovare terreno fertile per lasciare il segno. Sul piano del valore complessivo, la Soudal Quick-Step appare probabilmente la formazione di riferimento della corsa, grazie a un organico profondo e ricco di nomi interessanti. Tra le squadre italiane, riflettori puntati sulla Bardiani, che presenta una selezione competitiva e per la quale l’appuntamento sardo rappresenta un passaggio chiave della prima parte di stagione. Insieme alla Polti e alla Solution Tech, la Bardiani fa parte del gruppo di Professional italiane chiamate a raccogliere risultati e visibilità soprattutto in gare di questo livello. La Bardiani sembra orientata ad affidare un ruolo centrale a Covili, supportato da compagni come Filippo Magli, in una corsa che può offrire opportunità concrete per centrare un piazzamento in classifica. Da non sottovalutare inoltre la squadra development della Bahrain e quella della Lidl Trek, entrambe capaci di inserirsi nelle dinamiche di gara e ritagliarsi spazi importanti. Tra le realtà emergenti figura anche la MBH Bank, evoluzione della storica Colpack, che mantiene una forte matrice italiana ma non è più italiana, che è diventata professional. Nel complesso, il pronostico vede la Soudal Quick-Step leggermente davanti per qualità e profondità dell’organico, con le Professional italiane determinate a giocare un ruolo da protagoniste e le devo della World Tour pronte ad animare la corsa con spirito offensivo.  Tra l’altro noi di Fantacycling commenteremo tutte le tappe del Giro di Sardegna sul nostro canale YouTube e Twitch in diretta tutti i giorni dalle 13.40 alle 15 più o meno, quindi non vediamo l’ora di capire chi vincerà questa corsa”.

Chi consideri i principali favoriti per la vittoria finale?
“Il favorito della vigilia potrebbe essere senza dubbio Zana della Soudal Quick-Step, che corre in una squadra ben strutturata, con corridori esperti e di buon livello. Zana non è più un giovanissimo, ma nemmeno un veterano, e questo lo rende uno dei papabili vincitori del Giro di Sardegna 2026. Al suo fianco, anche Vansevenant e Garofoli rappresentano nomi in grado di inserirsi nella lotta per le posizioni di vertice. Per la Bardiani, Covili potrebbe puntare a un piazzamento tra i primi dieci, come detto in precedenza. Attenzione anche ai giovani emergenti Finn e Torres: pur senza un arrivo in salita particolarmente selettivo, entrambe le tappe mosse offrono opportunità per corridori aggressivi e capaci di creare distacchi. Torres, dopo un anno da professionista non esaltante, e Finn, con le prestazioni convincenti tra gli under, potrebbero rappresentare le sorprese della corsa, capaci di giocarsi un piazzamento importante tra i protagonisti, anche se una top 5 resta un obiettivo ambizioso”.

Hai parlato di Lorenzo Finn, campione del mondo U23 nel 2025 e Juniores nel 2024: cosa ne pensi del classe 2006 italiano?
“Il ragazzo è forte, ma bisogna fare attenzione a non bruciarlo: in Italia siamo spesso bravi a bruciare i giovani talenti. Ha preso una decisione molto intelligente: per l’età che ha potrebbe già correre tra i professionisti del World Tour, ma ha scelto di rimanere un altro anno tra gli under, invece di seguire la strada di corridori come Evenepoel, per fare un paragone, anche se i numeri di Evenepoel erano nettamente superiori. L’offerta di passare subito al professionismo c’era, ma lui ha preferito consolidare la propria esperienza negli under, confrontandosi con gare di questo livello prima di misurarsi con i professionisti. È un percorso sensato: basta guardare a corridori come Jarno Vidar (vincitore giro next gen 2024 e secondo al Tour de l’Avenir 2025, ndr) che si collocano a un livello simile o leggermente superiore a Finn e che stanno già affrontando la stagione tra i professionisti, incontrando comunque qualche difficoltà. Il salto dagli under al professionismo non è affatto banale, e Finn sta seguendo la strada giusta. Quanto ai risultati immediati, è difficile fare previsioni: essendo ancora tecnicamente un under, una top 10 al Giro di Sardegna sarebbe già un ottimo segnale. Ma se non dovesse arrivare subito, non c’è problema: le occasioni non mancheranno. L’importante per Finn in questo momento è fare esperienza, rodare il motore e crescere per i prossimi due o tre anni”.

C’è qualche ciclista in particolare ancora poco affermato da tenere in considerazione?
“I due giovani più interessanti sono senza dubbio Pablo Torres e Lorenzo Finn. Tra gli altri nomi da tenere d’occhio c’è Adrià Pericas, ciclista spagnolo della UAE Team Emirates, anch’egli abbastanza promettente. Va però ricordato che sono tutti corridori ancora molto giovani, quindi non ci si può aspettare prestazioni straordinarie subito. Un altro da seguire è Garofoli, che come detto prima, si trova in una squadra ben attrezzata. Lo scorso anno è arrivato nono al campionato europeo e quindicesimo alla Tre Valli Varesine. Ha 23 anni: negli anni ’90 sarebbe stato considerato ancora un giovane, mentre oggi, nel ciclismo moderno, a questa età si comincia già a considerare un corridore “maturo” per certe gare”.

Tra i padrini del giro di Sardegna c’è anche Fabio Aru, cosa ne pensi della sua carriera da ciclista?
“Il problema di Fabio Aru è stato che è passato nella squadra di Vincenzo Nibali, ricoprendo il ruolo di gregario. Quando poi c’è stato il passaggio di consegne, con Nibali che ha cambiato squadra, Aru ha dimostrato di avere qualità straordinarie: ha vinto la Vuelta di Spagna 2015, è salito sul podio del Giro d’Italia, ha indossato la maglia gialla al Tour de France e ha concluso tra i primi cinque alla Grande Boucle 2017. Era naturale aspettarsi che, col tempo, Aru potesse raccogliere definitivamente l’eredità di Nibali. Tutti immaginavano che potesse diventare il nuovo riferimento italiano nei grandi giri, anche se non necessariamente vincere le classiche Monumento, come fece Nibali. Ecco perché lascia un po’ di dispiacere constatare che Aru non abbia pienamente rispettato quelle aspettative: c’erano grandi promesse, due o tre anni a altissimo livello, e poi quasi nulla. Questo è anche il risultato della tradizione italiana: siamo sempre stati abituati a corridori forti nei grandi giri e nelle classiche. Prima di Aru, nella stessa squadra, c’era Nibali, che negli ultimi trent’anni è stato il nostro corridore con il palmarès più ricco, soprattutto nei grandi giri. Era chiaro che Aru non potesse replicare esattamente la carriera di Nibali, ma ci si aspettava comunque che riuscisse a ottenere almeno una vittoria importante in un altro grande giro. In parte le difficoltà di Aru derivano da problemi fisici e da una forte pressione mediatica: dover sostituire Nibali e affrontare tutte le aspettative del ciclismo italiano lo ha condizionato. Dispiace, perché era un talento straordinario, ma alla fine ha raccolto meno di quanto avrebbe potuto, senza dubbio”.

Il Giro di Sardegna sarà anche la prima prova della Coppa Italia delle Regioni di Fantacycling: quale è il suo parere a riguardo e che importanza può avere per i partecipanti?
“Fantacycling nasce ormai sei anni fa da un’idea un po’ folle. Durante i primi mesi del 2020, nel pieno del periodo del Covid, abbiamo lavorato intensamente per riuscire a lanciare l’app in estate, proprio quando il ciclismo ripartì con la Strade Bianche. Da lì è stata un’escalation: oggi contiamo quasi 200.000 utenti, tra cui molti ciclisti professionisti, e abbiamo costruito numerose conoscenze nel mondo del ciclismo. La collaborazione con la Coppa Italia delle Regioni nasce in modo quasi naturale. L’anno scorso abbiamo iniziato quasi per caso, partendo con una partnership per la Coppa Sabatini, dove ho partecipato sul palco e ricevuto una maglia autografata da Del Toro da mettere in palio in una lega dedicata nell’app. In quell’occasione il Presidente Roberto Pella ci ha notati, e qualche giorno dopo ci ha contattati per collaborare con la nuova Coppa Italia delle Regioni, organizzata dalla Lega Ciclismo Italiano. Da fine 2025 abbiamo fatto un test nelle gare finali della Coppa Italia, creando leghe speciali dedicate, e in cambio abbiamo ottenuto il diritto di trasmettere le gare sui nostri canali, oltre ad altri vantaggi. È una collaborazione “win win”, pensata per dare visibilità alla Coppa Italia e offrire contenuti unici agli utenti di Fantacycling. Quest’anno partiremo con tutte le gare, dal Giro di Sardegna fino alle ultime tappe in Veneto. All’interno dell’app sarà disponibile una Lega speciale “Coppa Italia delle Regioni”, in modalità pick and play: ogni utente, per ogni gara, riceverà un budget prestabilito con cui schierare i corridori. Alcune gare saranno più semplici, permettendo di scegliere gran parte dei corridori interessanti, mentre altre, come il Trofeo Laigueglia, saranno più complesse e richiederanno strategie più attente, vista la qualità più alta del parterre. In generale, il calendario proporrà gare più facili e gare più difficili, dove sarà necessario fare delle scelte strategiche. Ci saranno premi in collaborazione con la Coppa Italia delle Regioni, tra cui maglie autografate dai vincitori e gadget vari. È una collaborazione nata quasi per caso l’anno scorso, ma che si è rivelata preziosa per entrambe le parti: Fantacycling può trasmettere le gare live e commentarle con il proprio stile, e la Coppa Italia ottiene maggiore visibilità. Massimo rispetto, quindi, per il Presidente Pella, per la Lega Ciclismo Italiano e per la Coppa Italia delle Regioni: ci stanno dando un’opportunità davvero interessante”.

 

 

 

 

 

 

 

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