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Caro lettore, sei meglio di così. Siamo meglio di così. Basta insulti e volgarità

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Possiamo fare molto meglio di così. Siamo molto meglio di così. Come Regione stiamo attraversando uno dei periodi più complessi e difficili da prevedere della nostra storia recente, tra un evidente spopolamento, un calo di nuove nascite tra i peggiori al mondo, una crisi sociale, sanitaria ed economica sempre più pressante e un isolamento dall’Italia e dal Mondo, a causa di politiche dei trasporti rivedibili o inesistenti, impattante nelle nostre vite di tutti i giorni. L’Isola delle tradizioni, del legame tra passato e futuro, la culla di tecnologie che cambiano il pianeta come Internet, che mai come in questo periodo si sente ultima ed esclusa, senza una reale capacità nel capire dove metterà i piedi nel suo prossimo passo. In tutto questo chi ha scelto, per volontà, obbligo o utopia, di restare in questo territorio si aggrappa al buon vecchio campanilismo, me contro te nell’eterna lotta tra poveri, perché è più facile guardare ai problemi del vicino invece che voltare le spalle e osservare i propri dietro il portone di casa.

Progetto

Come gruppo di ragazzi e uomini, prima ancora che giornalisti, avremmo altre centinaia di righe, utili quasi come esercizio di sfogatoio psicologico, da scrivere sulla situazione attuale della nostra Sardegna. Ma non è il nostro spirito e il nostro modo di fare. Abbiamo scelto di lanciarci in un progetto, che per molti sarà folle, di fare giornalismo online con una deontologia forte, usando i nuovi mezzi di comunicazione, provando a fare rete con tutte le realtà del territorio e soprattutto senza editori o padroni. E lo abbiamo fatto perché crediamo che ci sia sempre il modo di cambiare le cose o almeno di provare a fare sentire la propria voce in mezzo a un coro dalle tonalità diverse. Non a caso il nostro claim, il nostro grido di battaglia, è “A voce alta”. E la missione di questo progetto si intuisce già dal suo nome: Centotrentuno. Un dominio tutto tranne che SEO (se non sapete bene il significato della Search Engine Optimization e siete tra quelli che ci danno dei “giornalai alla caccia di click” vi invitiamo a farvi una cultura online). Sarebbe stato più facile usare Sardegna, News, Sport, Cagliari, Sassari, Olbia e aggiungete voi parole chiave tra le più cercate online in riferimento al nostro territorio. Sarebbe stato perfino più facile scegliere soltanto una città e un argomento (esempio: Cagliari, dato che l’idea è nata nel capoluogo), ma sarebbe stato del tutto fuori rotta. Abbiamo scelto di chiamarci come la strada che unisce, o almeno ci prova visti i continui lavori e deviazioni, la Sardegna. Da una parte all’altra. E nella visione di un discorso che leghi lo sport, la cultura e i valori della nostra Isola vista come d’insieme crediamo più di ogni altra cosa. Più delle scorciatoie di marketing, più dei facili click e a volte più delle nostre stesse vite, che sacrifichiamo continuamente per raccontarvi, gratuitamente, ogni giorno storie, eventi e personaggi di ogni lato del nostro territorio.

Basta

Non vi piace quello che facciamo? Ne prendiamo atto. Volete darci dei consigli o delle critiche costruttive per migliorare? Siamo qui per ascoltare e dialogare insieme. Se però pensate che Centotrentuno sia una valvola di sfogo per i vostri problemi, la vostra rabbia o la vostra ignoranza avete sbagliato posto. Negli ultimi mesi abbiamo notato un costante incremento degli insulti (alcuni di stampo razzista e fortemente discriminatori) e dei commenti volgari e beceri sul nostro sito e sulle nostre pagine social. Abbiamo provato a educare i nostri lettori con post e con il nostro lavoro quotidiano che parla di ogni realtà sarda e non solo di alcune, un unico in questo senso nel contesto giornalistico sportivo online regionale. Non è bastato. Dispiace l’incremento esponenziale di profili palesemente fake, creati soltanto per poter insultare impunemente (e vigliaccamente), con l’idea di non lasciare traccia perché chissà mai chi si nasconde dietro. Non sappiamo certo le varie identità, ma possiamo certamente sostenere che spesso sono persone adulte, tra i 45 e i 65 anni (dati alla mano). I classici “padri di famiglia”, che evidentemente hanno bisogno dello sfogatoio social per poter veicolare la propria insoddisfazione. Che pena! Abbiamo iniziato a bannare i più volgari tra di voi e la riteniamo una sconfitta, perché crediamo che la tecnica del “a letto senza cena” sia l’ultimo tassello di una comunità che non riesce a crescere con raziocinio. Cagliari contro Sassari, Sassari contro Olbia, e così discorrendo. Sinceramente ci siamo stancati. E ve lo dice una redazione composta da quattro cagliaritani (di cui uno emigrato in Olanda), quattro sassaresi, un ragazzo di Arbus, una di Lanusei, uno di Palau e uno di Giffoni Vallepiana, in provincia di Salerno. Solo per citarne gli ultimi passati per questa via. Sembriamo una barzelletta? E infatti ci divertiamo anche a sfotterci e lo sfottò sarà sempre ben accetto anche nei vostri commenti. Ma questa linea non abbiamo più voglia venga superata. Ci avete anche insultato in alcuni nostri pezzi o dirette perché abbiamo giornalisti di Sassari che scrivono di Cagliari o giornalisti di Cagliari che scrivono di Torres e Dinamo. E quindi? Secondo chi la pensa così allora diversi nostri corregionali non sarebbero mai dovuti andare a fare giornalismo fuori dall’Isola, giusto? Ma per favore! Siamo giornalisti sardi che – tra mille sacrifici e senza chiedere un euro a nessuno, è giusto ribadirlo – vi raccontano, spesso anche in trasferta e sempre sul posto, le ultime delle vostre squadre del cuore. E sinceramente crediamo che il campanilismo, al di là della battuta simpatica al bancone del bar davanti a una pinta, sia la morte di questo territorio. Non vi annoiamo oltre, ma speriamo che abbiate capito il nostro messaggio. Se non vi ritrovate in quanto scritto, ritenetevi pure liberi di andare a informarvi o commentare con insulti e volgarità da un’altra parte. L’interazione è uno dei valori in cui crediamo, ma non tolleriamo che si venga a sporcare il nostro giardino. Nessuno vi obbliga a restare, nessuno vi costringe a commentare: ma se volete farlo, attenetevi alle nostre poche e semplici regole.

Roberto Pinna – Francesco Aresu

TAG:  Editoriali
 
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