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Cagliari, un passo falso non cancella un’annata positiva: Obert è chiamato al salto di qualità

Adam Obert durante Cagliari-Milan | Foto Luigi Canu
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Un gol sfiorato due volte in una partita tutt’altro che positiva, culminata con un’espulsione che ha ulteriormente aggravato il pomeriggio di Pisa del Cagliari di Fabio Pisacane. Nonostante questa parentesi da archiviare il prima possibile, fino a questo momento la stagione di Adam Obert è in linea con le aspettative create alla vigilia dell’annata 2025-26, con il classe 2002 chiamato prossimamente a compiere ulteriori step di crescita.

Fiducia
All’alba di questa stagione, sul difensore di Bratislava, con 115 presenze e un gol con la maglia del Cagliari, oltre a un prolungamento del contratto fino al 2030 arrivato la scorsa settimana, c’erano aspettative maggiori rispetto al passato e una fiducia totale da parte del club rossoblù. L’addio di Tommaso Augello al termine della passata stagione gli ha definitivamente aperto la strada verso una maglia da titolare inamovibile dopo annate in cui è partito quasi sempre dalle retrovie, con prestazioni altalenanti da “vorrei ma non posso”. A condizionare le prime annate della sua esperienza in rossoblù è stata probabilmente anche la sua collocazione sul terreno di gioco. In Nazionale, Obert ricopre principalmente il ruolo di difensore centrale, mentre con la maglia sarda si adatta a una posizione da terzino o esterno sinistro, con alcune parentesi da braccetto di sinistra.

Con Fabio Pisacane, però, sembra essersi aperto un nuovo capitolo della sua carriera. Escluso il campionato di Serie B 2022-23 con Fabio Liverani e Claudio Ranieri, concluso con 35 presenze, mai lo slovacco aveva giocato così tanto in stagione: fino a questo momento, 29 partite tra Serie A e Coppa Italia, tutte da titolare a eccezione delle trasferte di Torino e Cremona. Un dato che certifica quanto il tecnico creda nel classe 2002, che in questo finale di stagione diventerà ancora più importante dopo l’infortunio al legamento crociato di Idrissi che lascia la fascia sinistra senza naturali alternative.

Numeri
Alle presenze si accompagnano anche le statistiche registrate dal 23enne, alcune molto interessanti, che raccontano come la scelta del club di Sa Ruina di puntare su Obert e non su un altro profilo più esperto stia ripagando. È sul piano difensivo che si osserva una crescita e numeri decisamente positivi: ad esempio, Obert è attualmente quinto in Serie A per numero di palloni intercettati (37) e primo nella rosa di Pisacane per palloni rubati (59). Dati che fanno dello slovacco un profilo affidabile sulla catena di sinistra, a cui si aggiungono anche alcune statistiche offensive da tenere in considerazione: 5 chance create, 34 cross (terzo dopo Esposito e Palestra) e, soprattutto, i tre assist stagionali contro Verona (andata e ritorno) e Como nell’ultima sfida all’Unipol Domus. Non un terzino di spinta che può offrire ampio supporto offensivo, ma comunque un giocatore che non rifiuta di affacciarsi nella metà campo avversaria per sostenere la manovra d’attacco dei suoi. Un miglioramento è però atteso sotto l’aspetto disciplinare. Con 37 falli commessi, il 33 è secondo solo a Borrelli ed è il giocatore più ammonito tra i rossoblù con 8 cartellini gialli, due dei quali costati l’espulsione nell’ultima gara contro il Pisa.

Futuro
Nella prossima sfida casalinga contro il Napoli, Pisacane dovrà fare a meno di lui proprio per il cartellino rosso rimediato sotto la Torre. Un’ingenuità che ora mette in difficoltà il tecnico, considerata anche l’indisponibilità di Idrissi e altre alternative su quella fascia, con Palestra che con molta probabilità sarà chiamato ad agire in quella porzione di campo. Lo slovacco tornerà nella trasferta di Sassuolo e nel finale di stagione il suo contributo sarà fondamentale per invertire il trend negativo dei suoi intrapreso dopo le tre vittorie di fila contro Juventus, Fiorentina e Verona e raggiungere l’obiettivo salvezza. Considerato il momento attuale, non è escluso che il classe 2002 sia chiamato anche a responsabilità maggiori, sia in campo che all’interno dello spogliatoio. I 23 anni lo descrivono come un calciatore ancora giovane, ma che ormai è prossimo a entrare nell’età della definitiva maturazione dal punto di vista calcistico: un crocevia importante per la sua carriera e per fare un definitivo salto di qualità.

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