“C’è un errore evidente di reparto nel primo gol: non mi piace fare nomi, ma mi dispiace. Quando si prende un gol simile in uno scontro diretto ti cade un macigno addosso”. Queste le parole di Fabio Pisacane in conferenza stampa al termine della gara di Genova contro i rossoblù di Daniele De Rossi. Dichiarazioni ormai ricorrenti nell’ultimo mese per il tecnico partenopeo, che più volte si è trovato a dover analizzare davanti alla stampa le difficoltà del proprio reparto arretrato: “Non dovevamo prendere quei due gol, il piano gara era quello di cambiare in corsa”, il suo commento nel post partita di Cremona. Concetti simili anche dopo la sconfitta di Bergamo per 2-1 contro i nerazzurri di Raffele Palladino: “C’è amarezza, non possiamo prendere gol con difesa schierata, soprattutto con l’Atalanta”. Un problema evidente, dunque, al quale serve porre rimedio in tempi rapidi.
Andamento
Il Cagliari, fin dall’inizio della stagione, è alla ricerca dell’assetto migliore e degli interpreti più adatti per la propria retroguardia, ma ancora oggi sembra lontano dalla soluzione di quella che è diventata una costante negativa negli ultimi risultati. A onor del vero va detto che i rossoblù, nella loro recente storia in Serie A, non hanno mai brillato per solidità difensiva: sotto la guida di Davide Nicola, lo scorso anno, a questo punto i gol subiti erano già 34, quattro in più rispetto a quelli incassati finora; 36, invece, quelli della stagione 23-24 con Claudio Ranieri in panchina. Pisacane può quindi trovare una magra consolazione nel confronto con il passato, ma i dati attuali non possono e non devono rassicurare, soprattutto se si considerano i 5 gol subiti nei primi tempi delle ultime 6 gare. Numeri allarmanti, concentrati in un arco temporale ridotto, che assumono un peso ancora maggiore se si includono anche le reti incassate contro Lecce, Inter, Bologna, Verona e Genoa: cinque gol tra il 5’ e il 31’. Statistiche che evidenziano un approccio spesso sbagliato alla partita, con il Cagliari incapace di mantenere la porta inviolata dal successo contro la Roma di inizio dicembre. Un handicap pesante, che condiziona rendimento e piano gara, troppo spesso stravolto in corsa nel tentativo di rimettere la sfida almeno sui binari dell’equilibrio.
Scelte
Quali scelte fare, dunque? Quale strada intraprendere? Un compito tutt’altro che semplice per Pisacane, chiamato a trovare la quadra a poche ore di una sfida complicata contro una big in grande forma come la Juventus, reduce da sei risultati utili consecutivi impreziositi dal netto 5-0 contro la Cremonese. Ciò che probabilmente si augura il tecnico napoletano è di poter tornare a fare affidamento su un elemento chiave come Yerry Mina, apparso in difficoltà proprio contro la Cremonese e autore di una leggerezza costata il vantaggio dei grigiorossi. Il colombiano, ancora alla ricerca della migliore condizione, spinge per una maglia da titolare, con Pisacane che potrebbe preferirlo a Juan Rodriguez, reduce a sua volta da due prestazioni ben al di sotto delle aspettative: sia a Cremona sia in Liguria contro il Genoa, il giovane difensore è stato protagonista di errori pesanti. Un passaggio forse naturale nel percorso di crescita, ma che si scontra con le esigenze di un Cagliari alla disperata ricerca di affidabilità ed esperienza in un momento delicato della stagione, in cui serve consolidare certezze e scacciare dubbi. In quest’ottica, aumentare la solidità difensiva è la priorità assoluta e, in questo senso, anche il rientro di un elemento come Zé Pedro o eventuali innesti dal mercato – il nome caldo delle ultime ore è tornato a essere quello di Alberto Dossena, vecchia conoscenza rossoblù, con la società di Sa Ruina che ha ripreso i contatti con il Como – potrebbero contribuire a rinforzare un reparto in evidente affanno.
Certezze cercasi
Un risultato positivo rappresenterebbe una scossa importante, capace di restituire serenità e, soprattutto, fiducia e coraggio per il prosieguo. Per riuscirci, però, servirà un approccio diverso: quantomeno evitare di subire gol e provare, attraverso il proprio gioco, come già visto contro la Roma, a sfruttare le occasioni per colpire per primi. I bianconeri arrivano in Sardegna con il terzo miglior attacco del campionato e, alla Domus, Spalletti, oltre a Kenan Yıldız – assoluto protagonista dell’andata con una doppietta che ha deciso il match e regolarmente inserito nell’elenco dei convocati, anche se resta da valutare quanti minuti deciderà di concedergli il tecnico di Certaldo – potrà tornare a contare anche su Francisco Conceição, esterno imprevedibile e di grande estro, tornato a disposizione dopo un affaticamento muscolare e capace di creare superiorità numerica e invenzioni di alto livello. Un banco di prova impegnativo, ma non impossibile per un Cagliari diverso, più solido e affamato: il risultato, i punti e le certezze per il futuro passano anche da qui.













