“Approccio molle? Che fastidio! // Un altro gol regalato? Che fastidio! // L’ennesima sconfitta? Che fastidio!”. Chissà se Margherita Carducci, nome all’anagrafe di Ditonellapiaga, avrà pensato di modificare in chiave Cagliari il testo di “Che fastidio!”, canzone grazie a cui si è classificata al terzo posto nell’ultimo Festival di Sanremo. Un dubbio non sorto a caso, dato che la 29enne cantautrice romana sarà nuovamente protagonista il prossimo 4 giugno sul palco di “Ateneika” allestito nello spiazzo del Cus Cagliari.
“Io non so più cos’è normale // O un’allucinazione // Se sono matta io // Non è che voglia litigare // Ho solo qualche osservazione // Un pensiero mio”. Sì, lo so. Probabilmente è stato solo un “vaneggio” tipico del post-partita. Eppure me lo sono chiesto davvero a poche ore dal termine di Cagliari-Napoli, match terminato 0-1 a favore degli ospiti e che è valso il ko numero 14 nella stagione dei rossoblù. Così, davanti alla tv accesa durante Genoa-Udinese, la mia immaginazione ha visualizzato la scena di un ipotetico tifoso del Cagliari al volante della propria auto, fermo nel traffico post-gara con la radio accesa per cercare di sfogare la delusione per l’ennesima sconfitta della squadra allenata da Fabio Pisacane, mentre la stazione scelta diffonde nelle casse il già citato tormentone di Ditonellapiaga. Ed è inevitabile accostare quella sensazione, perfettamente descritta nella canzone, a quanto vissuto di recente dalla tifoseria rossoblù, che aspetta una vittoria dal 31 gennaio, quando all’Unipol Domus il Cagliari strapazzò il Verona per 4-0. Sono passati 49 giorni a oggi, sabato 21 marzo, primo giorno di Primavera. Ma il periodo sembra ancora più lungo, perché in questo mese e mezzo abbondante sono avvenute tante cose. A cominciare dalle ultime scelte di calciomercato fino alle questioni societarie (tra cessione di quote e stadio), fino al rendimento sul campo viziato certamente da una serie di infortuni che ha avviluppato il Cagliari da inizio stagione e che, forse, solo ora sta mollando la presa. Nella speranza, ovviamente, non sia ormai troppo tardi.
Cortocircuito
Quasi cinquanta giorni di alti (pochi) e bassi (tanti) a livello umorale per la piazza cagliaritana: tra il roboante poker all’Hellas e il deprimente 3-1 di Pisa si è assistito a una pericolosa involuzione di Pavoletti e soci, capaci di due soli pareggi e ben cinque sconfitte nelle ultime sette giornate. Certo, come ripetiamo da tempo, gli infortuni gravi (e conseguente lento recupero) di giocatori cardine hanno rallentato il processo di uscita dalla crisi. Ma è innegabile che sul calo di rendimento abbiano inciso anche le scelte di Pisacane: da Liteta out nel match perso malamente in casa contro il Lecce a Folorunsho falso 9 contro Como e Napoli, o il lasciare fuori Rodriguez – mvp contro i lariani di Fabregas – nella Caporetto di Pisa. Decisioni che non sempre sono state comprese dalla piazza, che da tempo rimprovera al tecnico rossoblù il poco coraggio nelle scelte in avanti, su tutte la gestione di Kılıçsoy. Quel che preoccupa nelle ultime settimane è la costante capacità mostrata dai rossoblù nel farsi del male da soli, a prescindere dal valore dell’avversario. E torniamo al divertissement iniziale sulle note di “Che fastidio!”: contro il Napoli è arrivato l’ottavo gol (su 42) subito nel primo quarto d’ora di match, peraltro in un modo che definire “fantozziano” sarebbe eufemistico. Ma ciò denota le difficoltà di concentrazione e attenzione di una squadra che, dopo i primi due terzi di campionato vissuti ben oltre la linea di galleggiamento, ora sembra patire il peso del rischio e della paura, con l’attuale gestione mentale e psicologica del momento che pare non in linea con i bisogni reali. E, soprattutto, quello concesso a McTominay rappresenta l’ennesimo regalo “non dovuto” all’avversario di turno che, dopo 30 turni e troppe lezioni non imparate, rappresenta ben più di un semplice fastidio per la tifoseria.
La gara
Sul match perso contro il Napoli di Conte, che ha sbloccato il risultato dopo soli 75 secondi di gioco e poi gestito senza eccessivi patemi, c’è poco da dire. Una prestazione che ha ricordato a larghi tratti quella contro la Juventus, con la differenza che allora quel Cagliari riuscì a chiudere ogni falla e a capitalizzare l’unica vera occasione della gara, cogliendo tre punti insperati e, a oggi, preziosissimi. Di fronte ai partenopei, invece, l’ennesima distrazione su calcio piazzato è risultata fatale, stante l’incapacità di fare male alla porta difesa da Milinkovic-Savic che ha potuto festeggiare il clean sheet, dopo 11 giornate di fila in cui il portiere azzurro (lui o Meret) aveva dovuto raccogliere palloni dalla propria rete. Vanno salvate, però, alcune situazioni a cominciare dall’esordio dei “ragazzini” Mendy (2007) e Raterink (2006), dentro nell’ultimo terzo di gara insieme a Trepy (2006). La freschezza dei giovani può essere l’elemento in più per le prossime gare in cui il Cagliari dovrà obbligatoriamente cercare di tornare a fare punti. Ma soprattutto il ritorno in campo di Deiola (seppur lontanissimo dalla condizione migliore), alla sua prima presenza del 2026, dettato più dalla necessità di dare personalità alla squadra che da necessità tattiche.
Futuro
Il pieno recupero del centrocampista sangavinese – insieme a Mazzitelli e Borrelli – dovrà essere una delle priorità di Pisacane nelle due settimane che separano il Cagliari dalla trasferta di Reggio Emilia contro il Sassuolo, in programma sabato 4 aprile. Ecco, benedetta sia la sosta per gli impegni delle nazionali: saranno assenti Caprile e Palestra, convocati dall’Italia di Gattuso, Obert (Slovacchia), Kılıçsoy (Turchia), Liteta (in dubbio per la contusione alla caviglia, ma comunque presente nell’elenco dello Zambia) e Sulemana (Ghana), mentre resterà nell’Isola Yerry Mina, non inserito a questo giro nella lista della Colombia. Le due settimane senza gare ufficiali saranno cruciali per poter correggere il tiro a livello fisico e di gioco, per rivedere il vero Cagliari nel rush finale di stagione. Per ritrovare la fame, soprattutto, quella andata smarrita da quando nel post Cagliari-Verona in tanti, troppi si son sentiti già salvi, abbassando pericolosamente la tensione. Il tempo per ristabilire le distanze c’è tutto, così come le possibilità: non bisogna buttare tutto alle ortiche proprio nel finale, sarebbe un delitto imperdonabile. Ecco perché la sosta rappresenta un’occasione da non fallire, per vendicare quanto visto in campo di recente e, soprattutto, cancellare nei tifosi quella sgradevole sensazione di fastidio. Così, magari, da poter riascoltare la hit di Ditonellapiaga con il sorriso e non più con il broncio.














