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Cagliari, con la Lazio arriva un punto che pesa: a Parma un’altra battaglia

Zé Pedro durante Cagliari-Lazio | Foto Valerio Spano
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“Se oggi abbiamo 29 punti è perché non ci siamo mai depressi. Spero che questo venga apprezzato”. È uno dei passaggi salienti della conferenza stampa di Fabio Pisacane nel post-partita di Cagliari-Lazio, terminata 0-0 per l’ottavo pareggio stagionale dei rossoblù. Un match che, per certi versi, ha ricordato quello dello scorso 2 gennaio contro il Milan: un primo tempo importante per Mina e compagni, seguito da una ripresa con qualche affanno in più.

Passo avanti
La differenza rispetto ad allora, però, è stata la tenuta mentale che ha permesso di mantenere inviolata la porta di Caprile, anche e soprattutto nel finale quando il doppio giallo al colombiano – cui la Lazio evidentemente non porta bene, dato che l’ultima espulsione (sua e del Cagliari) era proprio risalente alla sfida con i biancocelesti della scorsa stagione – ha lasciato i padroni di casa in inferiorità numerica. Una prestazione positiva e che ai punti avrebbe probabilmente premiato l’undici di Pisacane, scesa in campo con ben altro spirito rispetto al brutto passo falso contro il Lecce, definita non a caso “la peggior partita del Cagliari” dal tecnico partenopeo alla vigilia. Davanti alla squadra di Sarri – certamente lontani parenti della squadra spettacolare ed efficace ammirata in passato – i rossoblù hanno approcciato bene la gara, sfiorando il vantaggio in diverse occasioni specie su calcio piazzato, tallone d’Achille in fase difensiva nella sfida contro il Lecce. Il gol però non è arrivato, tra malasorte – il palo di Zé Pedro e i millimetri di troppo nella posizione di partenza di Palestra sul gol annullato per offside – e poca precisione davanti alla porta di Provedel. Le scelte iniziali di Pisacane hanno pagato, a cominciare dalla buona prova del redivivo Dossena: l’ex Como è stato preferito a Rodriguez al fianco di Mina e la risposta data in campo è certamente una buona notizia in vista dell’ultima tranche di campionato. Così come le prestazioni dello stesso Palestra e Adopo, entrambi decisamente più efficaci rispetto al match contro i salentini di Di Francesco. Certo, in casa Cagliari resta ancora una volta il rammarico di non essere riusciti a capitalizzare le occasioni create, ma la risposta post-Lecce è arrivata forte e chiara. Difficile trovare insufficienti nella prestazione contro i biancocelesti, che a differenza del Lecce hanno lasciato più spazio alle iniziative rossoblù, provando (invano) a fare la partita invece che giocare solo sugli errori avversari.

Centrocampo ridotto all’osso
La nota certamente negativa è l’ennesimo infortunio a centrocampo: Mazzitelli è stato costretto ad alzare bandiera bianca prima dell’intervallo, costringendo Pisacane a un cambio tattico “non voluto”, come confermato a fine partita. La linea mediana a quattro con Palestra e Idrissi esterni e la coppia Adopo-Sulemana in mezzo ha fatto il suo, senza eccellere in fase propositiva ma con il giusto atteggiamento mentale fino all’ultimo. Liteta ha nuovamente guardato i compagni dalla panchina: una scelta che, al di là del reale valore del 2006 zambiano (non è la stampa, si badi bene, ad averlo citato come alternativa a Gaetano), alla luce della coperta corta a centrocampo alimenta i soliti dubbi sul mancato arrivo di un altro elemento a gennaio. Si vedrà a Parma cosa deciderà Pisacane, costretto a rinunciare sia all’ex Como e Sassuolo che a Mina, che verrà fermato dal giudice sportivo. Ancora una volta si profila un undici titolare inedito, ma sarebbe impossibile chiedere qualcosa di differente viste le assenze: la speranza è il pieno recupero di Folorunsho, ovviamente non per una maglia da titolare o per un minutaggio elevato, quanto più per fargli rivivere l’aria della gara dopo oltre due mesi ai box. Venerdì sera si vedrà se Liteta – già visto peraltro a Verona e Torino sponda Juventus – avrà la sua chance, oppure se – come appare più probabile – le scelte in mediana saranno differenti.

Vista Parma
Quel che è certo, però, è che la gara del Tardini sarà l’ennesima in totale emergenza per un Cagliari che, grazie al prezioso punto incamerato contro la Lazio, potenzialmente tiene sotto mano sia la metà sinistra della classifica che, complice la sconfitta interna del Lecce contro l’Inter, una buona distanza dalla zona rossa. Certo, iniziare l’ultimo terzo di stagione con l’infermeria costantemente piena di titolari non aiuta Pisacane, chiamato a indossare le vesti del farmacista di ranieriana memoria per fare la formazione. Il tecnico partenopeo, però, può certamente ripartire dalle risposte dategli in campo dai suoi giocatori. A Parma sarà un’altra battaglia sportiva, con una partita che si preannuncia poco spettacolare e in cui la cura del dettaglio per Pavoletti e compagni dovrà essere maniacale. Anche per provare a togliere peso dall’aria che si respira intorno ai rossoblù, stando a quanto dichiarato da Pisacane a fine gara. “Adda passà ‘a nuttata”, recitava la celebre battuta di Eduardo De Filippo in “Napoli Milionaria”: ecco, anche per il Cagliari sul fronte infortuni la situazione migliorerà certamente. E nel frattempo chi è abituato soltanto a vedere nero può provare a soffermarsi sul peso reale delle assenze nell’economia di gioco rossoblù. Magari, per esempio, analizzando quanto sta accadendo nei piani alti della classifica tra Inter e Napoli, confrontando gli infortuni delle due squadre e il loro rendimento fin qui. Basta andare su Transfermarkt alla voce “Assenze”, compresa nel menù a tendina “Rosa”: è facile, il rosso ruba subito l’occhio. Chissà, cambiando prospettiva forse sarà più facile valutare in concreto la situazione vissuta dal Cagliari e il suo cammino fin qui. Una squadra che certamente poteva fare meglio, come del resto tutti noi, ma pure decisamente peggio come dice, in modo incontrovertibile, la storia recente del club. E se questo finora non è accaduto, gran merito è della capacità di “non deprimersi” dei rossoblù, nonostante le tante difficoltà affrontate in stagione. “Adda passà ‘a nuttata”…

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