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Cagliari, a Genova una lezione da imparare alla svelta: serve più concretezza

Juan Rodriguez durante Genoa-Cagliari | Foto Valerio Spano
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Tre gol subiti, zero segnati e tutti a casa. Il primo, vero e sonoro schiaffo della stagione del Cagliari di Fabio Pisacane è arrivato a Genova, sponda rossoblù. Ed è di quelli che certamente fa male, perché iniziare il girone di ritorno con una sconfitta non è mai piacevole, sensazione che mancava dallo 0-1 interno con la Juventus del 6 gennaio 2018, quando sulla panchina cagliaritana sedeva Diego Lopez e Pisadog era ancora un calciatore.

Passo indietro

A Marassi il Cagliari ĆØ stato ancora una volta vittima di se stesso, più che della forza altrui. PerchĆ© il modo in cui dopo soli 7 minuti di gioco ĆØ arrivato il vantaggio firmato da Colombo, ex obiettivo di mercato rossoblù nelle scorse stagioni e giunto al quinto gol in campionato, ha tutte le caratteristiche dell’harakiri. Nello specifico la leggerezza con cui il centrocampo di Pisacane – nello specifico Prati e Adopo – ha lasciato Malinovskyi libero di pensare il passaggio verticale per il taglio del centravanti cresciuto del Milan, su cui Rodriguez ha commesso il primo errore della sua avventura italiana, sbagliando il tempo dell’intervento e lasciandolo libero di colpire verso la porta di Caprile. Il quinto gol subito nel primo quarto d’ora di match per il Cagliari, secondo di fila dopo quello di Johnsen a Cremona, che mette in mostra le difficoltĆ  di attenzione di una squadra che ha provato a fare la partita anche contro i rossoblù di De Rossi, decisamente più sporchi e cinici degli ospiti proprio come accaduto qualche giorno prima allo Zini. E qui casca l’asino: perchĆ© se ĆØ innegabile che il Cagliari sia cresciuto nella capacitĆ  di costruzione e nel palleggio, con delle trame decisamente apprezzabili e riconoscibili, lo ĆØ anche la capacitĆ  di chi l’affronta di sfruttarne limiti ed errori, badando più alla concretezza che allo spettacolo. Ultimamente la squadra di Pisacane ĆØ diventata ā€œleggibileā€, con gli avversari che spesso rinunciano a giocare la propria partita limitandosi a lavorare sugli errori dei rossoblù che, inevitabilmente, si ripetono ogni settimana.

Cambio di passo cercasi

Questo cambio di mentalitĆ  sul piano tecnico-tattico rappresenta senza dubbio un passo avanti rispetto a un passato in cui l’unica strategia era aspettare l’avversario e ripartire, ma non può essere sufficiente giocare bene per un tempo (o, al massimo un’ora) specie quando, come a Genova, la porta avversaria resta inviolata. Il gol divorato da Luvumbo a inizio ripresa ĆØ lo specchio di un reparto offensivo privo di un leader vero dall’infortunio di Belotti, in cui ogni settimana Pisacane mischia le carte alla ricerca della formula più adatta alla gara. Esposito ha provato a lasciare il segno sul campo che nella stagione 2023-24 era stato suo, ma con la maglia della Sampdoria e senza una grande parata di Leali ce l’avrebbe fatta, ma ancora una volta ĆØ stato sostituito prima del triplice fischio, complice una situazione fisica non perfetta (grazie anche alle ā€œcureā€ ricevute a Cremona). Serve più concretezza, cosƬ come una maggiore capacitĆ  di leggere i momenti della partita, in entrambe le fasi. ƈ un fatto che questo Cagliari subisca tanti gol, 30 in 20 partite (1,5 di media) e spesso in modo più che ingenuo. Pisacane nel post-gara di Cremona ha parlato di contrasti ā€œmolliā€, ma al Ferraris non si sono visti grossi passi avanti a riguardo. L’assenza di Deiola e Folorunsho a centrocampo pesa ogni gara di più e non aiuta, agli occhi della piazza, l’attesa del club sul fronte acquisti, con il direttore sportivo Angelozzi nella non semplice posizione di dover rinforzare la squadra ma senza farsi prendere al collo dalle dinamiche di una sessione invernale più difficile del previsto, con alcune pseudo-big deluse (Fiorentina e Lazio su tutte) e pronte a immettere liquiditĆ  importanti e a condizionare giocoforza il mercato.

Testa alla Juve

Il 2026 rossoblù ha portato fin qui un punto in tre partite, con 3 gol fatti e 6 subiti, ma va anche detto quello contro il Genoa ĆØ il primo vero scontro diretto perso in stagione dalla squadra di Pisacane, se non si vuole considerare il Sassuolo – per mezzi e valore medio della rosa – una rivale per la salvezza. Eppure la sensazione che lascia il ko di Marassi sembra portare con sĆ© più negativitĆ  rispetto ad altre sconfitte. Forse perchĆ©, per la prima volta, il Cagliari dopo il 2-0 di Frendrup (un’altra tassa per le casse rossoblù nel recente passato) ha ceduto, quasi di schianto, tanto da subire pure il 3-0 di Ostigard su calcio piazzato con una lettura difensiva da brividi. La sfida interna di sabato 17 gennaio (ore 20.45 all’Unipol Domus) contro la rinata Juventus di Spalletti rappresenta il giusto banco di prova per valutare la capacitĆ  di resilienza di Pavoletti e compagni, ultimamente più a proprio agio contro le big che negli scontri diretti. I bianconeri hanno malmenato con un netto 5-0 la Cremonese di Nicola e saranno tutta un’altra squadra rispetto a quella affrontata a fine novembre a Torino. In attesa di recuperare gli infortunati e che arrivino rinforzi dal mercato, Pisacane dovrĆ  nuovamente fare di necessitĆ  virtù, con la speranza che i suoi possano ripetere le prestazioni offerte contro Roma e Milan, alla ricerca di preziosi punti per la lotta salvezza. Quelli che, non essendo arrivati dagli ultimi scontri diretti (2 su 9 disponibili tra Pisa, Cremonese e Genoa), andranno ottenuti pure da gare dal pronostico sulla carta chiuso come contro la Juventus. Anche perchĆ© se si vuole crescere, a livello di mentalitĆ  e ambizioni, servono anche risultati di prestigio in grado di portare punti e certezze, nutrimento importante per una squadra giovane come quella di Pisacane.

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