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Tennis, Binaghi: “Sardegna Open occasione straordinaria, teniamocelo stretto”

Angelo Binaghi, presidente della FITP
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A margine della conferenza stampa di presentazione della terza edizione del Sardegna Open abbiamo intervistato il presidente della Federazione Italiana Tennis e Padel Angelo Binaghi. 

A due anni di distanza torna il Sardegna Open
“Il ranking dice il livello del torneo: Il Sardegna Open è il secondo più importante d’Italia. Dobbiamo tenerci stretta quest’importanza e dobbiamo renderci conto del fatto che questa è un’opportunità per il Tennis ma anche per la Regione. Anno dopo anno lo facciamo crescere, perché la lista delle società e delle città che vorrebbero organizzarlo sono decine. C’è stato un anno di stop per i lavori al Tennis Club di Cagliari. Dobbiamo continuare così perché questo torneo è un’occasione straordinaria.”

I nomi di quest’anno
“Quest’anno dobbiamo aspettare l’entry list che si chiude a tre settimane dall’inizio del torneo,  il 7 o l’8 di Aprile. La collocazione del torneo è straordinaria, perché tra il 1000 di Madrid e il 1000 di Roma, c’è in contemporaneo solo il torneo di Aix En Provence, quindi tra quest’ultimo e il torneo di Cagliari si dividono tutti i giocatori più forti al mondo che non vanno nelle fasi finali a Madrid. L’entry list è una formalità e il nostro direttore tecnico è andato a Miami per cercare di portare più italiani possibili. La collocazione e il montepremi del torneo sono già una garanzia per il livello medio che abbiamo avuto e che avremo anche quest’anno.”

Il tennis italiano è sempre più in crescita. Qual è la situazione in Sardegna?
“È buona come nel resto d’Italia. Finalmente riusciamo ad avere anche dei buoni giocatori, il più forte ad Alghero si chiama Lorenzo Carboni e potremmo anche pensare di farlo esordire in Sardegna in questo torneo. Un altro è un ragazzo più giovane che gioca qua al tennis Cagliari ed è nella Nazionale della sua fascia d’età ed è un momento in cui è meglio non esporre i ragazzi. Ci sono comunque tutte le premesse perché si ritorni ad un livello alto anche in Sardegna.”

Si può paragonare il Sardegna Open agli altri tornei internazionali?
“No, ci sono le categorie. Madrid e Roma sono dei 1000, poi ci sono 500, i 250 e questo è un 175 che è però collocato nel calendario che, a livello di partecipazione, lo rende pari alla media dei 250 che si disputano tutto l’anno. Questo è successo anche nel 2024, con la differenza che un ATP 250 lo devi comprare, costa intorno ai 25 milioni di euro, mentre questo lo abbiamo gratis perché ce lo porta la Federazione.”

Sulla possibilità di avere un grande Slam in Italia:
“Lottiamo perché questo avvenga il prima possibile.”

Sull’importanza, da sardo, di aver riportato in città un torneo così importante per lo sport sardo
“È un punto d’arrivo. Quando giocavo nella Prima Categoria non avevo neanche un torneo che fosse un decimo di quello che Cagliari potrà vedere il prossimo mese e nei prossimi anni, quindi sono molto soddisfatto di quello che sono riuscito a fare da Dirigente con l’aiuto e la collaborazione della Regione, del Comune e del Tennis Club di Cagliari. Questo è un torneo di livello molto ambito. In Italia c’è questo e gli Internazionali d’Italia. Non ce ne sono altri a questo livello.”

Sul Challenger di Olbia e il prossimo passo per la crescita del tennis nell’Isola
“Innanzitutto sono due Challenger molto importanti, perché anche quello di Olbia è importante, seppure di livello leggermente inferiore. Sono una buona base di partenza per rendere il nostro sport sempre più popolare. Dobbiamo cercare di far lavorare al meglio le società sportive, che lo stanno già facendo, per cercare di trovare nuovi talenti e per avere un più visibilità in tutti quei quotidiani nei quali si devono leggere 25 pagine di calcio prima di vedere Sinner che ha vinto gli Indian Wells. Questo è un problema di sottosviluppo e per risolverlo ci vorrà un processo culturale che chissà quanto durerà”

 

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