Le parole di Massimo Zedda, sindaco di Cagliari, durante l’incontro in Comune con la delegazione UEFA sul futuro del nuovo stadio cittadino.
Nodo canone superato
“Sul canone non si tratta di una trattativa tra privati con relazione di cedente / affittuario. Noi abbiamo da rispettare parametri ben precisi definiti da soggetti terzi, che devono essere validati da ministero delle finanze e in alcuni casi anche dalla corte dei conti. Il canone dipende dal Pef e dall’accordo che viene fatto col proponente, tenendo conto che dai 700 mila euro iniziali si è scesi molto grazie alla disponibilità del privato sui punti che sappiamo. Il canone annuale sarà tra 150-180 mila euro, questo sarà il range. Vedremo quello che poi sarà la spalmatura, ricordiamo che il canone non è onnicomprensivo, ma va tenuto conto l’investimento che il privato farà sulle facilities (es. hotel con ristorante, che tipo di strutture, quindi discorso Imu,Tari etc).
Sull’attuale Unipol Domus c’è una concessione legata a temporaneità dello stadio, che si è sempre rinnovata periodicamente. Si vedrà con accordo separato e distinto quella che sarà la gestione di un impianto comunque grande, con campo in erba, con caratteristiche che il Comune comunque non potrà gestire in prima persona. I costi dei materiali negli anni sono aumentati tantissimo, lo sappiamo tutti, per ragioni legate al contesto internazionale e ai mercati. Questo aspetto incide su tutti i lavori pubblici ed è un problema anche per gli investimenti privati, come si vede sul discorso stadio di Cagliari. Il Pef è alterato da questo ed è stato inficiato da questo aspetto; poi la capienza è cambiata nel tempo dal progetto iniziale, per rispondere presenti alla UEFA sul discorso della candidatura degli Europei 2032. Ampliare la capienza ha chiesto ovviamente un aumento dell’investimento privato, perché il privato ha accettato di mettersi a disposizione di una esigenza pubblica”.
Prossimi passi
“Ora la società depositerà il Pef aggiornato, che verrà validato e approvato in Giunta entro il mese di aprile. Successivamente si passerà all’approvazione del diritto di superficie e pubblico interesse in consiglio comunale entro giugno, quindi la gara entro luglio. Ultimi ostacoli superati? Il nostro è un limite legato alla legge, parliamo di trasferimento di importi necessari. C’è stato uno sforzo della realtà proponente nel fare lavorare il Pef con importi diversi rispetto al canone da 50 mila. Il lavoro non si è mai interrotto, ci sono sempre aspetti di dialogo e di dibattito. Per me è la prima volta in cui mi trovo a parlare su un progetto solido, serio, non basato su articoli di giornale. Per la prima volta un privato si è seduto a parlare di uno stadio pubblico con investimento privato in prevalenza con concessione dal pubblico al privato a beneficio della città e della regione.
Il dibattito in Consiglio? Mi aspetto – svestendoci dalla maglia di appartenenza – che si parli tutti insieme in modo giusto su un’opera attesa da decenni e che serve a tutta la città. È giusto che la città ne parli in Consiglio comunale perché la sede giusta è questa, ci saranno favorevoli e contrari, però occhio a fin dove ci si spinge. Pensiamo a quando abbiamo messo in vendita il palazzo qui dietro (il Caffè Svizzero ndr) e per fortuna uno e solo un privato ha partecipato e l’ha preso. Mi aspetto – visto che si parla di regalo del pubblico al privato – che per lo stadio arrivino centinaia di investitori e di proposte di acquisto. Vedremo…”.
Euro 2032
“A tutto questo si aggiunge contributo pubblico statale per Euro 2032 , è chiaro a tutti che un investimento di 200 milioni a Milano, Torino, Roma ha un peso e un significato, a Cagliari con tutte le dinamiche strutturali e territoriali di un’isola ha un peso ben diverso. Non possiamo sottovalutare questo aspetto.
Nuovo impianto
“Rischio di finire col cerino in mano come Comune? Noi abbiamo uno stadio come il vecchio Sant’Elia che a breve richiederebbe spesa pubblica necessaria per bonificare e gestire senza alcuna prospettiva futura che invece c’è ora con questo progetto. Ho sempre rispettato e apprezzato sin dal primo momento la cortesia, la serietà, il garbo di Giulini e del Club rossoblù che non erano scontati. Prima di lui abbiamo sempre ricevuto proposte basate su tubi innocenti, senza il nuovo stadio parleremmo di una città senza infrastrutture sportive, mi riferisco allo stadio come al palazzetto dello sport perché in via Rockefeller vale lo stesso discorso dello stadio Sant’Elia. Nel frattempo il Cagliari Calcio ha lavorato sullo stadio provvisorio, sicuramente se le cose fossero andate diversamente sbloccandola nel 2019-2020-2021 quando già ci trovavamo qui a lavorare ora avremmo già il nuovo stadio. Tra covid, guerre e tanto altro le cose sono andate in un certo modo e ora siamo qui finalmente a poter lavorare su un progetto serio e all’avanguardia con tante attività e strutture a disposizione della città. Il percorso non si è mai interrotto, non c’è mai stato rischio di baratro, si è lavorato nel tempo e quando si lavora seriamente poi si arriva a qualcosa di solido come è quello di cui parliamo oggi”.














