Si è ancora parlato nel Consiglio Comunale odierno del futuro del nuovo Stadio del Cagliari Calcio in seguito alla richiesta di un dibattito sulla situazione riguardante il Piano Economico Finanziario riguardante il progetto dell’opera definitiva, depositato il 18 dicembre 2025.
Il dibattito è stato richiesto da una dozzina di consiglieri con l’obiettivo di ricevere chiarimenti sullo stato dell’istruttoria e sulla sostenibilità del PEF (con eventuali criticità rilevate), sugli indirizzi politici della Giunta e la disponibilità a rivedere condizioni ed equilibrio tra investimento pubblico e benefici, sull’andamento del dialogo con il Cagliari Calcio con eventuali modifiche e garanzie richieste, e infine su tempistiche, rischi di ritardi o mancata approvazione e possibili ricadute su eventi internazionali. La richiesta di dibattito è stata rinviata alla prossima settimana, con l’Assessore allo Sport Giuseppe Macciotta che ha comunque fatto il punto: “Il tema del nuovo stadio anima il dibattito cittadino ormai da decenni. Una delle tappe centrali del percorso è quella della presentazione del piano economico finanziario arrivata a dicembre 2025, oggetto di un’analisi istruttoria di giunta e uffici competenti che l’hanno analizzato con massima attenzione, dedizione e soprattutto di massima terzietà. Un’analisi severa e attenta sul contenuto e delle partizioni che caratterizzano la convenzione proposta dal Cagliari Calcio. Sono trascorsi tre mesi e penso sia un tempo necessario per poter portare in aula un PEF analizzato e per quanto possibile emendato attraverso l’interlocuzione con la società proponente in maniera tale che il Consiglio Comunale potesse confrontarsi con un PEF parte di cui problemi e criticità evidenziati erano e sono stati già risolti. Non ci sono stati segreti o carenze di trasparenza con il Consiglio, si è compiuto un percorso che per legge è demandato alla giunta e agli uffici. Questa richiesta di dibattito è stata sollecitata dalla giunta perché era arrivato il momento di confrontarsi. Leggendo l’intervista del presidente Tommaso Giulini che lega l’acquisizione delle quote di maggioranza della società al progetto stadio, ho trovato questa dichiarazione infelice. Per noi questa è una novità perché il PEF prescinde da qualsiasi collegamento delle libere scelte societarie, le vicende private sono totalmente slegate da questo progetto. Poi chiaramente non si può impedire questo, ma sono elementi terzi rispetto all’operato della giunta. La valutazione del PEF deve essere scollegata dalle situazioni provate del soggetto proponente”.
Diritto di superficie
“Con questa filosofia abbiamo approcciato l’analisi del PEF e della convenzione collegata, che ha presentato da subito una novità per noi: mai avremmo ritenuto quale scelta ideale la concessione del diritto di superficie, rispetto a quella della concessione d’uso. La concessione del diritto di superficie è rimessa alla decisione del Consiglio Comunale e significa, a differenza della concessione d’uso che invece prevede che lo stadio rimanga di proprietà comunale per tutti i 50 anni, che la proprietà passi alla società aggiudicataria –che per convenzione oggi chiameremo la società proponente – che al termine dei 50 anni lo restituirà alla città. Il diritto di superficie potrebbe causare un danno al patrimonio comunale qualora fosse oggetto di concessione di un’ipoteca sul bene a garanzia di quella parte del PEF non coperto da investimenti privati e che verrà coperto dall’intervento creditizio. Su questo la posizione della giunta è stata ferma e intransigente: in questi mesi di interlocuzioni con i legali abbiamo chiarito che l’amministrazione non avrebbe consentito alla costituzione di una garanzia ipotecaria sul complesso, non limitato al solo stadio ma anche all’albergo e al centro congressi. Il diritto di superficie sarà discusso dall’aula, che deciderà se si tratta di uno strumento giuridico da concedere o meno, ma con la sola concessione d’uso l’assetto proprietario sarà diverso. Il diritto di superficie non rappresenta un dogma insuperabile per noi, ma la volontà della giunta è quella di non concederlo. L’ipoteca in questo caso non prevederebbe un’espropriazione, ma una decadenza della convenzione e un subentro del soggetto finanziatore nello strumento concessorio. Nonostante le limitate o meglio non naturali conseguenze di un default della società, l’ipoteca sarebbe pesata come un macigno. Nel corso delle interlocuzioni intercorse hanno portato a un emendamento della convenzione: il testo che ci è stato presentato nelle scorse ore quindi prevede un’eliminazione a qualsiasi riferimento su un’ipoteca. Oggi il problema dell’ipoteca non esiste più, ma rimane il problema del diritto di superficie: il Comune di Cagliari nel concedere il diritto di superficie non sarà però obbligato a concedere ipoteche sul bene. La sorte di questo PEF non potrà essere dipendente o condizionata da un intervento di questa amministrazione che si sommi ai dieci milioni di euro per la demolizione del vecchio Sant’Elia che sono già stati concessi e attribuiti”.
Risolta la criticità parcheggi
L’altra criticità era ancora più evidente nella sua incondivisibilità, ovvero la gestione privata dei parcheggi. Nel PEF questo elemento aveva una valenza importante (un milione e mezzo annui)e non poteva trovarci d’accordo. Sia da un punto di vista normativo che dal punto di vista pratico è stata contestata dagli uffici tecnici con chiarezza. Al Cagliari Calcio è stato confermato che sarà necessario una revisione del PEF su questo punto: ci vuole del tempo per intervenire sul PEF, ma sulla nuova versione questa gestione privata dei parcheggi non ci sarà più e sarà regolamentata come è fatto attualmente. Due criticità che abbiamo cercato di risolvere con la positività che ha caratterizzato il nostro approccio verso lo Stadio, saremo ben lieti se il progetto si farà ma l’interesse pubblico è il nostro faro e prevarrà su ogni interesse privato. Questo è un percorso lunghissimo, se nel corso dell’amministrazione riusciremo ad arrivare all’indizione della gara pubblica a giugno e l’inizio dei lavori entro luglio 2027, con Cagliari che continuerà a essere una delle città papabili per gli Europei 2032 saremo contenti. Un progetto ritenuto ottimo anche dall’UEFA, poi si vedrà perché sono tante le città che stanno concorrendo a questo traguardo, ma nel corso dell’ultima riunione in FIGC abbiamo ricevuto buone impressioni su Cagliari”.
Rimane il problema canone
“Il terzo profilo di criticità è quello del canone proposto di 50.000 euro che colpisce per la sue esiguità, pur comprendendo che la sostenibilità del PEF passa anche per l’ammontare del canone. Su questo le interlocuzioni sono aperte e sarà importante anche il contributo di idee e di riflessioni di quest’aula. Abbiamo già evidenziato a nostro giudizio l’insufficienza del canone e la posizione della società proponente è abbastanza chiara sul punto. La materia e le decisioni saranno oggetto di condivisione con l’aula, ma oggi esiste ancora il problema sul canone. Esistono altre problematiche più tecniche, come costo dell’opera e dei materiali su cui non mi vorrei addentrare, ma sono oggetto di un’interlocuzione con l’altra parte. Sono tematiche importanti, ma demandate con piena fiducia agli uffici. Ma la finalità è sempre quella, cercare un punto di equilibrio che implicherà il rispetto dell’interesse pubblico. Questi sono i temi fondamentali che saranno ancora approfonditi e oggetti di dibattito”.














