Queste le dichiarazioni ai nostri microfoni di Marcello Angheleddu, tecnico del Monastir a margine del pareggio esterno contro il Flaminia. Di seguito le sue parole.
Approccio indeciso e reazione
“Più scontento dell’approccio o più contento della reazione? Sono sicuramente più contento per due semplici motivi: il primo è emotivo perché quando esci con un pareggio su questo campo stando in dieci per 70 minuti contro il Flaminia l’autostima sale. Poi dal punto di vista del campo sono soddisfatto perché abbiamo giocato contro una delle tre squadre più forti del girone. Ci aspettavamo un approccio così forte da parte loro, una vittoria gli avrebbe permesso di sorpassarci e agganciare la zona playoff che per loro, per come sono costruiti, rappresenta l’obiettivo minimo”.
Classifica
“Step da compiere per blindare la zona playoff? Nessuno step, quello non è il nostro obiettivo. È un campionato troppo incerto, puoi vincere o perdere con chiunque e non possiamo metterci un obiettivo così alto per quello che siamo noi in questo momento come realtà globale. Oggi abbiamo fatto un punto dopo una partita molto difettosa ma di grande cuore perché siamo questi. Il calendario ci mette davanti impegni difficili, domenica andiamo a Scafati, un impegno proibitivo per tutti non solo per noi, serve essere realisti. Dopo affrontiamo l’Olbia, squadra in ripresa e con individualità importanti. Il nostro obiettivo è la salvezza, dobbiamo continuare così. Finora abbiamo ottenuto tre punti in più rispetto al girone d’andata, un buon tesoretto per le prossime sette partite. Abbiamo accumulato questo vantaggio, ma guardiamo solo alla salvezza”.
Cosa aspettarsi dalla sfida contro la capolista Scafatese?
“Voglio vedere serenità, per noi andare a giocare contro squadre del genere è un privilegio perché ci confrontiamo contro grandi squadre con giocatori importanti e con una rosa fatta di giovani che hanno esordito quest’anno in categoria e con altri che la categoria le ultime stagioni l’hanno fatta con difficoltà considerando il contesto in cui si sono trovati. Mi aspetto che abbiano la voglia e quell’entusiasmo di misurarsi a questi livelli. Potersi misurare e poter dire possiamo stare a questo livello per noi è un privilegio. Voglio che si dia valore a tutto questo”.












