Tutto pronto per il Giro della Sardegna 2026. Dopo 15 anni di assenza (in mezzo una breve parentesi con la Settimana ciclistica internazionale) la corsa torna nell’Isola da mercoledì 25 febbraio a domenica 1 marzo. L’evento organizzato dal GS Emilia, rappresenta la prima prova della terza edizione della Coppa Italia delle Regioni, coordinata e promossa dalla Lega Ciclismo Professionistico e dalla ioni e Province Autonome.
Protagonisti
Ai nastri di partenza di Castelsardo si presenteranno 23 squadre (25 le nazioni rappresentate): tra i nomi di spicco l’ex campione italiano Filippo Zana (Soudal Quick-Step) e vincitore di una tappa nel Giro d’Italia 2023 con la squadra belga che schiererà al via anche Gianmarco Garofoli, passista veloce già azzurro all’ultimo mondiale in Rwanda. Attenzione anche a Fausto Masnada al via con la nuova maglia della MBH Bank CSB Ballan che avrà al via anche Alessandro Verre, ma anche all’ecuadoriano Jonathan Caicedo della Petrolike e al colombiano Ivan Ramiro Sousa (Equipo Kern Pharma). Andrà a caccia di tappe anche Micro Maestri della Polti. Tra i giovani grande attesa per Lorenzo Finn della Redbull che si presenta al via con la squadra Devolepment alla pari della UAE Emirates, LIDL/Trek e della Bahrain. Al via anche il sardo Ignazio Cireddu, 21enne del Team Voralberg, squadra continental austriaca. Tutti i team sono attesi già da oggi, lunedì 23 febbraio, in Sardegna. La corsa sarà trasmessa in Italia dalla RAI e dalla piattaforma Discovery+/ HBO e ha come ambassador quattro padrini di eccezione come Francesco Moser, Gianni Bugno, Claudio Chiappucci e Fabio Aru
Le parole
“Si tratta di un evento sportivo molto atteso – afferma l’assessore regionale al turismo Franco Cuccureddu – che accenderà i riflettori mediatici internazionali sulla nostra Isola, in Italia anche con le dirette quotidiane su Rai Sport, in un periodo nel quale soprattutto gli italiani iniziano a programmare le vacanze estive, ma anche quelle pasquali e dei ponti tra fine aprile e i primi di maggio. Il fatto che nelle cinque tappe vengano attraversate tutte le otto province, molti centri abitati sia della costa sia dell’interno, e si transiti vicino a importanti siti archeologici, ci consente di mettere in mostra alcuni prodotti turistici per i quali abbiamo in essere importanti azioni di marketing quali ad esempio quelle legate al turismo nei borghi e al turismo culturale, con un focus sulle Domus de Janas, recentemente inserite nella lista UNESCO del Patrimonio dell’Umanità. Vogliamo inoltre evidenziare che in Sardegna si possono vivere tante esperienze diverse in tutti i periodi dell’anno, come quelle offerte dalla rete escursionistica regionale, dagli otto cammini religiosi e dalle altrettante destinazioni di pellegrinaggio riconosciute, dai grandi eventi sportivi identitari e di spettacolo, fino alle eccellenze della nostra enogastronomia”.
“Riparte il grande ciclismo in Italia con la Sardegna che apre la stagione – le parole del Presidente di Lega Ciclismo, Roberto Pella –. Stiamo costruendo una grande rete che mette a sistema sport, istituzioni e mondo produttivo. Avremo uno spettacolo con tanti corridori italiani che avranno modo di mettersi in evidenza. Come Lega Ciclismo abbiamo lavorato per dare massima visibilità all’evento con una copertura Rai Sport e internazionale quotidiana e live su HBO Max / D+ in Europa e USA. La diretta partirà ogni giorno dalle 13:40 alle 15:20”.
Le tappe
La prima tappa da Castelsardo a Bosa (25 febbraio) sarà la più lunga del Giro (quasi 190 km, 2780 m di dislivello), con percorso impegnativo e tre GPM. Dopo un avvio veloce, la corsa entra nell’entroterra affrontando salite irregolari (Osilo, Ossi, Villanova Monteleone) e una scalata chiave di 5 km all’8,5%. Finale tecnico verso Bosa, con ultimi chilometri in discesa e poi pianeggianti: tappa adatta a finisseur resistenti o a piccoli gruppi selezionati. L‘Oristano-Carbonia (26 febbraio) frazione costiera lungo l’ovest dell’isola, con possibile vento protagonista. Percorso ondulato con tre GPM (Genna Sciria, Buggerru, Montecani) ma senza pendenze estreme. Finale a Carbonia con ultimo chilometro in leggera salita (fino al 4%): possibile arrivo ristretto, attenzione ai velocisti resistenti. Terza frazione con la Cagliari-Tortolì (27 febbraio): prima parte pianeggiante, poi ondulazioni con GPM a Punta Culumbaris e Genna Cresia. Finale sostanzialmente piatto ma tecnico, con curve e rotatorie prima del rettilineo conclusivo leggermente in salita. Probabile occasione per le squadre dei velocisti. La Tortolì-Nuoro (28 febbraio) sarà decisiva per la classifica generale con i suoi quasi 3000 metri di dislivello. Salita lunga a Genna Silana (1002 m), passaggi durissimi verso Dorgali e Nuoro e soprattutto l’ascesa di Orune-Su Pradue (12 km al 6%), GPM di prima categoria a 26 km dall’arrivo. Finale tecnico e mosso: qui si deciderà il Giro. Tappa finale domenica 1° marzo con la Nuoro-Olbia: dopo una lunga ma pedalabile salita iniziale, il percorso diventa prevalentemente pianeggiante lungo la costa nord-orientale. Possibile vento laterale. Finale a Olbia con diverse rotatorie ma senza difficoltà altimetriche: tappa sulla carta per arrivo a ranghi compatti.
Le maglie
Quattro le maglie: azzurra per la classifica generale come il colore del mare sardo, mentre la bianca sarà per la classifica a punti che omaggia i Nuraghi. Maglia verde per la classifica dei GPM, con il colore scelto per simboleggiare le coste che incontrano il mare. Infine la maglia arancione per i giovani, come l’arancio caldo delle rocce delle antiche Domus de Janas












