Le parole in conferenza stampa di Paolo Citrini, coach delle Dinamo Women, in vista della trasferta di Sassari contro il Geas Sesto San Giovanni.Â
“Affrontiamo il GEAS per la terza volta in questa stagione. Ho grande ammirazione per la società e per il progetto che portano avanti: conosco bene Cecco Vescovi e Cinzia Zanotti, che mi ha supportato all’inizio di questa avventura. Sono persone a cui sono affezionato, rappresentano un modello serio e strutturato, sia a livello senior che giovanile. In casa hanno battuto praticamente tutte, perdendo contro Venezia solo negli ultimi cinque minuti. Con loro abbiamo disputato due ottime partite, in Coppa Italia e in campionato, riuscendo a mischiare un po’ le carte e a non permettere loro di giocare la classica pallacanestro a metà campo”.
“Per noi è un’altra finale. Speravamo, dopo domenica, di aver sistemato il discorso playoff, ma a 14 punti non siamo ancora dentro: dobbiamo sudarcelo fino in fondo. A Battipaglia, in un momento delicato, abbiamo probabilmente disputato la miglior prova stagionale contro una squadra molto competitiva. Ora dobbiamo arrivare al meglio sia a questa gara sia alla successiva contro Roseto per centrare il grande obiettivo dei playoff, che sarebbe il coronamento di una stagione importante per la società e per quanto progettato a inizio anno”.
“Julia Boros? Non è solo una tiratrice. L’abbiamo presa perché è una giocatrice solida, capace di portare palla, difendere forte, fare tante cose bene. È completa. Con lei a volte sono stato severo: aveva bisogno di tempo per adattarsi anche al campionato italiano. Una delle mie più grandi soddisfazioni di quest’anno è aver riconosciuto che non la stavo mettendo nelle condizioni giuste. Ora è più libera mentalmente. Domenica è stata la migliore in campo anche per il lavoro difensivo. Sta esplorando il suo potenziale”.
“Il GEAS ha qualità importanti: il playmaker della Nazionale, Attura, la miglior marcatrice della passata stagione come Roumy, che contro di noi in Coppa Italia ha già disputato una grande partita. Circa il 40% dei possessi passa dalle mani di Moore, sia in transizione sia in post basso. A San Martino mancava ed è stata un’assenza pesante. Poi c’è Scott, atleticamente debordante. È una squadra lunga, fisica, con una panchina profonda, capace di tenere gli avversari a punteggi bassi. Dovremo alzare il ritmo e variare tatticamente. Sono molto soddisfatto anche dei progressi di Egwoh: so da dove è partita e i miglioramenti sono stati enormi. È una ragazza splendida, con una bella famiglia alle spalle. Se continuerà così, chissà , magari un giorno potrà arrivare anche in Nazionale maggiore”.












